In & Out

Cagliari Roma 3-4 In & Out

a cura di Giovanni Acone
Redazione de Il Legionario
inserita 9 mesi fa
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182020
Col Cagliari eravamo caduti, col Cagliari ci siamo rialzati un girone dopo. La Roma priva del suo pilastro bosniaco Edin Dzeko, crede nel croato Kalinic che finalmente si mette in mostra.
Fondamentale è il bel gioco mostrato (nonostante il tournover) e il carattere nel mordere i padroni di casa e strappare dopo nemmeno due minuti il pareggio, finalmente undici lupi in campo che non si accontentano e continuano a spingere.
Sperando che non sia solo un’illusione, ma una base concreta sulla quale ricostruire il cammino di fine stagione della Roma, ci si proietta di nuovo a meno tre punti dall’Atalanta (seppur con una gara in più rispetto ai bergamaschi) e a due settimane di fuoco tra Campionato ed Europa League.


IN

Nikola Kalinic

Alzi la mano chi non ha avuto paura quando ha letto/sentito “Kalinic titolare e Dzeko in panchina”. Probabilmente tutti almeno un poco abbiamo pensato che Fonseca stesse sbagliando di gran lunga, ma dopo 90’ possiamo solo vedere come il portoghese abbia fatto ancora una volta la scelta giusta.
Il croato parte non riuscendo a buttare in rete un paio di palloni che gli capitano, con Olsen che sventa per quanto può le minacce incombenti, ma Nikola è bravo a non perdersi d’animo e farsi trovare pronto a sfruttare le occasioni, insaccando per due volte alle spalle del portierone svedese.
Al 64’ ha anche la lucidità di servire al millimetro Kluivert per il terzo gol capitolino di giornata, illuminato dal ‘dio Odino’, svolge un lavoro in fase di costruzione e protezione del pallone che fanno di lui l’MVP di giornata.


Henrikh Mkhitaryan
Mamma l’armeno se gioca bene! Il numero 77 sulla schiena potrebbe ricordare due saette, perfetta rappresentazione del giocatore che indossa quella maglietta. Miki corre, crea, tira, fa assist, ah e ci mette pure quel minimo tocco che gli vale l’assegnazione del quarto gol, con ringraziamento speciale a Kolarov.
In questo momento è insostituibile, capace di svariare come pochi in mezzo al campo e rendersi sempre pericoloso, facendo girare la testa ai rossoblù, merito della sua ampissima visione di gioco e imprevedibilità.
Peccato per la condizione fisica che ne ha fortemente influito sul numero di partite giocate e che avrebbe permesso al giocatore di regalare qualche gioia in più ai tifosi che ora fanno di lui un paladino.


OUT

Chris Smalling

Il gigante senza Mancini sembra accusare un calo di tranquillità e sicurezza, che lo porta a perdersi un po' Joao Pedro e a regalare un rigore agli avversari. Nulla di troppo grave se comparato al resto delle partite disputate, anzi comprensibile visti gli straordinari che lo portano ad essere il giocatore più utilizzato nell’ultimo periodo. Pecca di generosità, qualche giorno di riposo lo potrebbe portare a solidificare ancora di più il muro che è.


Giovanni Acone





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