Pagelle

Milan Roma 0-1 - Il Pagellaio Matto

“Luci a San Siro di quella sera. Che c'è di strano siamo stati tutti là”. Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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E ieri sera ci siamo stati davvero tutti là, chi con anima e corpo, chi solo con anima e cuore, chi mentre vedeva vibrare la traversa dopo il tiro di Giroud l’ha persa l’anima e chi invece ha gridato ai quattro venti quella “delimejomorta…” per lo spavento. Sta di fatto che al triplice fischio avevamo gli occhi sgranati da una prestazione MAIUSCOLA di tutta la squadra “staff” compreso. E il riferimento allo staff non è casuale perché è stato proprio lui a dirlo, il mister. Davanti a un grande allenatore deve esserci una rosa forte e soprattutto idonea al suo credo calcistico ma dietro di lui, per forza di cose, servono persone “capaci”, in grado di aiutarlo a non sbagliare un colpo e dobbiamo dire che fino a questo momento, di colpi, ne hanno sbagliati davvero pochissimi.
Ieri sera la lettura tattica è stata perfetta in ogni dettaglio, anche sul modo di allacciarsi gli scarpini. Squadra compatta, attenta, pronta al sacrificio, concentrata fino all’ultimo secondo. Ancora non si è fatto nulla ma di certo si è partiti bene.
Tra sette giorni un ritorno di fuoco nel nostro Stadio, pronti a sostenerla in sessantamila nel bene e nel male perché questa squadra, questo allenatore, questo staff, se lo merita.


Mile SVILAR 7 – Avevamo il secondo miglior portiere al mondo e non lo sapevamo…
Zeki CELIK 7,5 – Il pensiero che Celik avrebbe marcato il miglior Leao della stagione un po' mi toglieva il sonno. Ma poi è stato lui a toglierlo a Leao. Partita mostruosa del turco che, anche grazie all’aiuto del faraone e la garanzia di Smalling vicino, lo annulla a tal punto da farlo uscire tra i fischi.
Gianluca MANCINI 7,5 – Perché è bono solo a menà… è bono solo a provocà, è un puzzone... ma annatevela a prenne in cu…rva.
Chris SMALLING 7 – Rientro, metto in tasca in Giroud, saluto e me vado a fa la doccia. La scelta di schierarlo è dovuta al fatto che da quella parte serviva uno in grado di recuperare in caso fossero sfuggiti Leao o Theo perché loro erano la più grande minaccia esistente. Grazie alla prestazione del turco e del faraone, il primo vero intervento di chiusura tempestiva arriva quasi allo scadere dei 90 minuti e lui si fa trovare pronto come non mai.
Leonardo SPINAZZOLA 7 – Primo tempo di grande spinta sulla fascia. Calabria si trova spesso in difficoltà ad affrontarlo e lui lo salta regolarmente. Nel secondo risparmia le forze e si concentra più sulla fase difensiva inanellando una serie di chiusure e recuperi fondamentali.
Bryan CRISTANTE 7 – Lui è come il prezzemolo, sta da per tutto. In alcune azioni esalta il sapore, in altre apparentemente non serve a niente ma comunque risponde presente, anzi onnipresente. La sua assenza si farà sentire parecchio nella gara di ritorno.
Leandro PAREDES 7,5 -Già il fatto di riuscire, in una partita così fisica, a non prendere un cartellino giallo che sarebbe stato drammatico (vista anche l’assenza di Cristante), di per sé vale un voto positivo. Se poi ci si aggiunge la qualità espressa in campo, il non sbagliare un appoggio e chiudere anche la mediana in maniera pulita ed efficacie, non può che venirne fuori una prestazione straordinaria.
Dall'88 Edoardo BOVE s.v.- Non giudicabile.
Lorenzo PELLEGRINI 6,5 – Discorso simile a quello di Cristante. Uomo ovunque quando si difende, uomo ovunque quando si attacca. L’unica pecca, dovuta a motivi fisici, è che questo modo di giocare lo porta a tirare fuori la lingua già al settantesimo ma lui stringe i denti (ah, quant’è che non lo dicevamo?) e arriva quasi fino al fischio finale.
Dall'88 Houssem AOUAR s.v. - Non giudicabile.
Paulo DYBALA 7 – De Rossi lo sposta più in mezzo al campo e lui trova da subito il modo giusto di ricevere e ripartire. Pressa in modo intelligente come tutta la squadra, salta spesso l’uomo e a volte anche due, riceve una quantità di botte che avrebbe mandato in ospedale un grizzly, qualcuna riesce anche a ridarla e si sacrifica su molti recuperi palla rincorrendo gli avversari. Stoico
Dall'81 Tammy ABRAHAM SV – Mi faceva male al cuore scrivere un voto inferiore al sei, anche se in effetti sarebbe più che meritato. In serie A staremmo parlando di rigore concesso al Milan per un errore di valutazione di Tammy che nello specifico ha le colpe di essere intervenuto scomposto e aver lisciato un pallone “facile” da respingere per poi toccarlo di mano. È stato un minuto di attesa struggente quello del controllo al var e ancora adesso non mi capacito di come abbiano deciso di non concederlo visto che, contro di noi, danno anche quelli che non ci sono. Diciamo che con questo episodio abbiamo recuperato lo 0,001 di quanto ci hanno tolto in Europa fino a oggi.
Romelu LUKAKU 6,5 – Anche oggi poteva aver messo una firma sul tabellino ma purtroppo arriva sempre con un secondo di ritardo sul pallone “sporco” in area di rigore e quindi non riesce a metterla dentro. Bisogna sperare che stia preservando i gol per i momenti giusti. La prestazione però è di quelle gagliarde. Vince quasi tutti i duelli con Gabbia che a fine partita si vede regalare la maglia che tanto ha desiderato sin dal fischio finale. Serve una quantità interminabili di sponde che aiutano la squadra a salire e soprattutto attaccare. Come detto, gli è mancato solo il gol.
Dal 90'+2 Diego LLORENTE s.v. - Non giudicabile.
Stephan EL SHAARAWY 8 – Lui è l’uomo della serata. Non fa gol, non fa assist, all’apparenza non fa nulla di eccezionale se non fermare la fascia dove il Milan è quasi sempre devastante. E lo fa con uno spirito di sacrificio allucinante, con una concentrazione che lo porta a non sbagliare nulla per 90 minuti (+ recupero). Tiene Theo basso, raddoppia su Leao, recupera più palloni di quanti ne recuperava Lima ai tempi d’oro, vince contrasti contro calciatori più “dotati” di lui muscolarmente. Tutto questo sulla fascia opposta rispetto a quella abituale.
MONUMENTALE.
All. Daniele DE ROSSI 8 – Continua a sorprendere la sua capacità di lettura delle partite e anche la lucidità nella gestione durante i momenti difficili della gara. Spesso è più complicato fare i cambi quando si vince rispetto a quando si perde poiché si rischia di rompere gli equilibri e lui questo ieri sera lo ha capito. Motivo per cui ha aspettato prima le mosse di Pioli per intervenire e tamponarle. Questo ha richiesto un ulteriore sacrificio a Dybala e Pellegrini che non ne avevano più già da svariati minuti ma rende tutto ancora più bello e Romanista.

Domenica si va a Udine. È arrivato il momento che tutti facciano la loro parte e che nessuno si perda gli attributi nei box con il sorcio griffato di lato. Servirà fare qualche cambio e chi è chiamato in causa deve dare più degli altri. C’è in ballo un finale di stagione importante e durissimo e si arriverà in porto col vessillo solo se tutti, e sottolineo “TUTTI”, daranno il massimo per la maglia e per la gente.
Noi ci siamo e ci saremo sempre. Voi non mancate!


Ad maiora


Emiliano Petrone





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