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Torino Roma 1-1 - Il Pagellaio matto

Uscire o non uscire, questo è il dilemma… di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 6 mesi fa
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Secondo la teoria del multiverso, esistono mondi paralleli dove ci sono realtà diverse dalle nostre. Sono sicuro che in uno di questi Rui Patricio, forte della sua esperienza internazionale, al minuto 84 abbia pensato tra sé: “adesso esco, la respingo con i pugni, prendo il fallo e me ne resto a terra due minuti rantolando come se stessi spirando l’ultimo respiro”. Purtroppo, noi non viviamo in quella realtà e l’ultimo respiro ce lo fai tirare a noi ogni volta che parte un traversone. Eh, sì perché anche sul cross dopo non ti sei fatto sentire e hai costretto Llorente a un intervento goffo che per poco non ci fa tornare a casa con zero punti. Forse è giunta l’ora di rischiare qualcosa e provare a lanciare Svilar? Davvero non può fare meglio di questa versione Ruipatriciana? Non è pensabile immaginare un altro numero uno per il resto della stagione? Numero uno, come il punto che abbiamo ottenuto su un campo ai limiti dell’impraticabilità. Perché su quello bisognerebbe aprire un discorso a parte ma non è questo il luogo e il momento.

RUI PATRICIO 5,5 – Avevo un portiere del subbuteo che usciva di più. Sul gol si posiziona troppo dentro la porta e quando parte il cross non ha il tempo e la reattività per uscire. Subito dopo non si fa sentire in area su un altro cross tagliato dove Llorente rischia l’autorete. Ricordo allenatori dei portieri gridare che la palla nella piccola area deve essere sempre del portiere. Chissà se vale ancora come “regola”.

MANCINI 6 – Normale amministrazione. Nella sua zona accade poco perché Gianluca è bravo a tamponare ogni tentativo che passa da quelle parti.

LLORENTE 7 – Annulla Zapata per tutta la partita nonostante il colombiano sia in piena forma fisica e con una gran voglia di dimostrare alla Roma quanto abbia sbagliato a non prenderlo. Con lui la partenza dal basso è garantita anche se spesso si trova costretto a lanciare palla sulla punta in parte per il pressing avversario e in parte per la mancanza di movimento dei compagni.

N'DICKA 5 – Se non avesse perso l’uomo su quel maledetto calcio di punizione, probabilmente avrebbe raggiunto la sufficienza. Certo che dalla sua parte gli entrano spesso in velocità e lui fa una gran fatica a recuperare.

KRISTENSEN 6 – La tecnica è quella che è. Mi sembra di capire che Rasmus sia così, prendere o lasciare. Bravo a inserirsi per l’assist a Lukaku, poi si fa “perdonare” dal toro con il fallo dal quale nasce il pareggio. Non che abbia colpe visto che la punizione era sulla trequarti.

PAREDES 6 – Aveva fatto una buona partita. Aveva fatto davvero una buona partita se non fosse che si fa rubare un pallone sanguinoso al limite dell’area dal quale nasce il contropiede della solita maledetta punizione.

CRISTANTE 6,5 – Bryan finisce ormai tra i migliori da inizio campionato. Presente in ogni zona del campo. Presente nelle azioni da gol, presente nella fase difensiva.

SPINAZZOLA 6 – Da lui ci si aspetta sicuramente qualcosa in più. Non sembra ancora lontanamente lo Spina di prima dell’infortunio e forse non tornerà mai su quei livelli però ha le caratteristiche per fare la differenza. In miglioramento.
Dall'87' BELOTTI s.v. -

EL SHAARAWY 5 – Forse il cinque è troppo severo ma da uno con la sua qualità ti aspetti sempre qualcosa in più. Quel tiro che spara alto sopra la traversa è la ciliegina sulla torta di una serata storta (non la prima). Peccato perché Mourinho l’ha riportato avanti per sfruttare le sue doti sia come uomo assist sia come realizzatore ma al momento non riesce in nessuno dei due.
Dal 70' ZALEWSKI 5,5 – Poca roba davvero. Rischia il linciaggio da Mancini quando, fresco fresco, si fa asfaltare sulla fascia e dal cross per poco non nasce anticipatamente il pareggio.

DYBALA 6 – Ero tentato dal “senza voto” perché uno con la sua qualità non può essere valutato su un campo dove la palla rimbalza anche da ferma, però non sarebbe stato corretto nei confronti del faraone visto che anche per lui il campo era un handicap. Sembrava si stesse giocando con il crystal ball… e dopo che ognuno di voi avrà cantato in mente la canzoncina della pubblicità, sono convinto che la penserà allo stesso modo. Nonostante tutto cerca sempre la giocata ma gli riesce di rado. A villa Borghese si gioca meglio…

LUKAKU 7 – Buongiorno (e non è un saluto) nel primo tempo non gli concede spazio. Lo tampina come un borseggiatore sul 64 nel tragitto verso il Vaticano. Nella ripresa BigRom fa più movimento e questo aiuta a creare spazio per i compagni. Sfrutta alla perfezione l’unica occasione gol che gli capita a tiro. Cosa chiedergli di più?

All. MOURINHO 6 – Partita studiata anche bene. Primo tempo dove la Roma dosa le forze per tentare il colpo nella ripresa. Non è facile gestire il doppio impegno così ravvicinato e qualcuno verso la fine ne risente fisicamente. Forse qualche cambio anticipato avrebbe potuto evitare quella situazione dal quale scaturisce il pareggio ma troppo facile parlare con il senno del poi.

Una vittoria buttata al vento che ci avrebbe fatto recuperare punti su alcune dirette concorrenti. Peccato perché sono proprio partite come queste che alzano il morale e la positività. Comunque, anche quest’anno arriveremo primi in assoluto… per legni colpiti. D’altronde era di legno anche la croce utilizzata da romani “tanti anni fa”… e continuiamo a pagarne il dazio.

Ad maiora.


Emiliano Petrone






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