Pagelle

Atalanta Roma 2-1 - Il Pagellaio Matto

Barcollo ma non mollo... di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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Una Roma che si scioglie sul finire di stagione, stanca, arrivata a fine corsa con la lingua di fuori. Le cause? Forse una cattiva preparazione atletica, fatta per correre poco in mezzo al campo e aspettare l’avversario, forse anche all’utilizzo estremo e continuativo di troppi calciatori e di conseguenza lo scarso impiego di altri. Qui sarebbe da chiedersi come mai due allenatori così differenti tra loro, abbiano utilizzato sempre gli stessi calciatori e messo in cantina quegli altri. Le uniche eccezioni sono Svilar e Bove. Il primo non giocava e il secondo giocava spesso con Mourinho mentre con DDR l’esatto opposto. C’è da dire che Mou aveva accettato e avallato questa rosa mentre Danielino se l’è ritrovata tra capo e collo (per sua scelta ovvio). Quindi lui è giustificato e mi viene da dire che abbia fatto quello che poteva con questo materiale a disposizione.
Tutto secondo una logica, insomma, ma a noi?
A noi fondamentalmente interessano poco i perché e i per come. A noi interessa vedere una squadra che gioca a calcio, che corre e possibilmente che vince anche.
Quello che possiamo accettare è senza dubbio il fatto che non sia stato facile, per De Rossi, far quadrare il cerchio nel momento in cui la fisicità è calata in modo vistoso e così anche la qualità del gioco.
L’eredità lasciata dalla precedente gestione tecnica non è comunque tutta da buttar via ma necessita di un grosso cambio di rotta e a mio avviso serve anche qualcosa da parte nostra: il silenzio.
Per silenzio non intendo non tifare, tutt’altro, intendo proprio stare zitti quando ci sarà la campagna acquisti. Potrei elencare una lista di almeno venti, trenta calciatori sconosciuti e con nomi anche difficili da pronunciare che se ci avessero detto: a giugno verranno a Roma, noi avremmo risposto di tutto e di più macellandoli ancor prima di arrivare. Oggi quei calciatori presi a molto meno di quello che abbiamo speso noi per Shomurodov (tanto per citarne uno), valgono il triplo e hanno fatto un campionato pazzesco.
Questo per dire che il 99% di noi che segue la Roma, dei calciatori in giro per l’Europa non ne sa nulla però sentenzia come il più abile dei direttori sportivi.
Danielino ci ha detto quale è l’idea che vuole intraprendere per la Roma. Sappiamo quali sono i paletti sul mercato. Lasciamoli lavorare, lasciamoli costruire e se sceglieranno di andare a prendere un terzino destro uruguagio che quando corre fa la bava come un Boxer, allora prima di giudicarlo, vediamolo giocare.
Certo tutto questo preambolo pur di scappare dalle pagelle di ieri?
No, no. Le pagelle oggi ci sono, impietose ma ci sono.

Mile SVILAR 7 –Se non è finita 6-0 è solo merito suo e in parte anche per la poca mira dei calciatori avversari.
Rasmus KRISTENSEN 5 – A me poi quella sua faccia da cattivo mi piace pure, sembra uno pronto a spaccare tutto e tutti. Però qui si gioca a calcio... (dall'86' JOAO COSTA s.v.)
Gianluca MANCINI 4,5 – Ancora scosso dalla serata di Leverkusen, rimane vittima di una prestazione orribile, forse la peggiore da quando è a Roma. Chissà se un turno di riposo gli avrebbe fatto bene? Non sarebbe cambiato il risultato finale ma almeno lui avrebbe evitato un’altra serata così complicata.
Evan NDICKA 4,5 – In difficoltà su ogni attacco avversario. Le colpe non sono solo della difesa ma soprattutto di un centrocampo che non filtra e subisce il pressing e il palleggio veloce dell’Atalanta.
Stephan EL SHAARAWY 6 – Forse uno dei pochi che salva la faccia.
Bryan CRISTANTE 5 – Qui torniamo sempre al solito discorso legato al ritmo di gioco. Quando questo si fa “ossessivo”, Bryan va in palla. (dall'86' Serdar AZMOUN s.v.)
Leandro PAREDES 5 – Serata no anche per l’argentino. Gli avversari hanno troppe marce in più rispetto a lui e se i compagni non lo aiutano nel recupero dei palloni, il suo apporto diventa inutile. (dal 46' Edoardo BOVE 6,5 – La sua dinamicità migliora l’interdizione a centrocampo, anche perché l’Atalanta dopo il doppio vantaggio tira il freno a mano fino al rigore che riapre, quanto meno per il tabellino, la partita.)
Lorenzo PELLEGRINI 5,5 – Si sveglia giusto nel finale dopo il rigore segnato, troppo poco per un voto positivo.
ANGELINO 5 – Ci mette tanta voglia ma non basta. Qualche buona diagonale non lo salva da una prestazione così brutta.
Tommaso BALDANZI 4,5 – Su di lui c’è davvero tanto da lavorare. Giocatori così piccolini o hanno classe da vendere o in certe partite vengono bullizzati in malo modo. (dal 46' Tammy ABRAHAM 6,5 – Il suo ingresso, così come quello di Bove, regala dinamicità e mette in difficoltà una squadra che sente la partita già in tasca. Si guadagna il rigore ma poi sbaglia un assist che poteva portare all’immeritato pareggio.)
Romelu LUKAKU 5 – Hien non solo lo annulla ma lo malmena per oltre cinquanta minuti. Ci fa vedere qualcosa giusto nel finale ma da lui si pretende molto di più di quello che abbiamo visto nell’ultimo periodo.
All. Daniele DE ROSSI 5 – Scelte sbagliate, calciatori “mosci”. Non è riuscito a imprimere loro quella voglia che serviva in una partita del genere. Ho una teoria secondo i quali certe partite, alla vigilia di una finale (nel caso dell’Atalanta anche una seconda tra dieci giorni), si vincono nel tunnel che porta all’entrata in campo. Noi, purtroppo, in campo non ci siamo neanche entrati.

E adesso restano due partite e sono da vincere senza se e senza ma.
Il fato non è nostro amico, non lo è mai stato salvo rarissimi casi. Lo sappiamo e quindi è inutile farci illusioni, calcoli, speranze e preghiere. Vinciamo queste due partite e poi vediamo cosa succede.

Ad maiora

Emiliano Petrone





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