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Roma Verona 2-1 - Il Pagellaio Matto

Bona la prima ma… di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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Bona la prima ma cosa è successo questa settimana?
Venerdì, prima della conferenza di DDR, sembravano passati due mesi dall’ultima partita di campionato. Una settimana lunghissima dove lo stato d’animo (per molti, ma capisco che non per tutti) è stato quello di chi si vede interrompere una storia d’amore convinto di convolare a nozze. Il dolore, lo sconforto, soffocati poche ore dopo, quando l’ex si fa trovare davanti alla porta di casa e con un mazzo di fiori in mano per dirci di ricominciare da dove avevamo lasciato.
Così non si fa perché è vero che il Romanista è abituato a tutto e ha le coronarie come due pompe idrauliche, ma c’è sempre un limite. E quindi ecco che nel pieno di un uragano così avvolgente da lasciarci senza certezze, arriva l’unico in grado di tirarci fuori evitando di finire schiacciati nel vortice. Bisogna ammettere che le ferite sono tante, alcune molto profonde ma se è vero che ciò che non ti uccide ti fortifica, eccoci di nuovo qui a cantare e tifare più forte di prima.
E allora?
E allora l’abbiamo accompagnata noi tutti insieme questa prima di Danielino. Allo stadio, da casa, dal lavoro, in macchina per chi era in viaggio, tutti uniti in un solo immenso e unico abbraccio.

Rui PATRICIO 4 – Una cosa doveva fare: parare l’unico tiro in porta arrivato quasi dagli spogliatoi. Capisco l’effetto frisbee dei palloni moderni ma lui si butta davvero come fosse sopra un pedalò a Ladispoli. Sul rigore mantiene le solite aspettative. Santa “Ruita” S’accascia…
Rick KARSDORP 6 – Sicuramente più positivo delle ultime apparizioni, soprattutto perché viene chiamato a fare ciò che sa fare meglio: spingere. Ritengo grave l’errore sull’azione in cui rinuncia a tirare con il sinistro facendo la cosa meno logica. Compensa con il resto della prestazione se pur all’ultimo rischia di regalare un secondo rigore al Verona.
Dean HUIJSEN 6,5 – Il ragazzo è davvero interessante (purtroppo). Peccato che il prossimo anno tornerà da quelli. Poteva essere un gran colpo.
Diego LLORENTE 5,5 – Di lui penso che l’unico ruolo che possa fare è il centrale nella difesa a tre ma spero che sotto l’ala di DDR mi stupisca e mi faccia cambiare idea.
Leonardo SPINAZZOLA sv – Ha giocato troppo poco per essere giudicato. Era comunque partito bene, come tutta la squadra del resto. Motivo per cui non mi sento di dargli un voto positivo solo per lo scampolo di partita giocato dove tutti erano tarantolati.
dal 26' Rasmus KRISTENSEN 6 – Non è un fenomeno, penso sia abbastanza ovvio, però è uno che alla fine il suo lo fa quasi sempre e di certo ci mette una tigna pazzesca. Sostituisce Spina sulla fascia sinistra con compiti più difensivi.
Leandro PAREDES 6 – Da sangue agli occhi quel campanile nelle fasi iniziali che mette in difficoltà la difesa in uscita. Per il resto la solita partita mono passo senza guizzi e giocate in grado di farti alzare le chiappe dalla sedia per applaudirlo.
Edoardo BOVE 8 – Il migliore. Strappa una quantità di palloni agli avversari da farci la collezione autunno inverno. Imposta con qualità, chiude le linee di passaggio, attacca, difende. So che Baroni a fine partita ha chiamato la Figc per chiedere la vittoria a tavolino convinto che avessimo giocato in 12. Vergognoso il fallo non fischiato che porta al gol del Verona.
Lorenzo PELLEGRINI 7,5 – Sto in difficoltà. Su di lui tante voci che lo vedrebbero come il mandante principale dell’esonero di Mou. Io personalmente penso sempre e solo al bene della Roma e se all’ultima partita di campionato avremo raggiunto gli obiettivi prefissati anche grazie alle sue prestazione, avrà avuto ragione lui.
Stephan EL SHAARAWY 7,5 – De Rossi ha detto che si ispira al calcio di Spalletti, colui che aveva trasformato il faraone in un giocatore essenziale. Ieri ho rivisto quel giocatore.
dall'80' Andrea BELOTTI sv.
Paulo DYBALA 104 - Il problema qui non era l’allenatore, il tipo di gioco, l’allocazione tattica, i metri percorsi. Qui il problema è che Paoletto nostro sta messo “co le pezze”. Ah, quello non è il voto, e nemmeno un errore di battitura. Quello temo sia il prossimo step.
dal 57' Nikola ZALEWSKI 6 – Torna nel suo ruolo, dove può tagliare il campo saltando l’uomo e avere più spazio a disposizione. Dopo due anni e mezzo da terzino statico ora ha bisogno di tempo per resettare il cervello.
Romelu LUKAKU 7,5 – Da quando è arrivato forse solo con l’Empoli aveva segnato colpendo direttamente il pallone senza doverselo fermare, dribblare uno o due difensori e poi calciare. Potrei sbagliarmi, non è facile ricordare tutti i gol che ha fatto ma ho questa sensazione. Che il gioco propositivo voluto da DDR gli regali un'altra dozzina di questi gol “facili”. Da lui parte anche l’azione del raddoppio.
Allenatore: Daniele DE ROSSI 10 – Che esagerazione vero? Come si può dare 10 a un allenatore? Si può invece, per lo meno a mio avviso. Dieci perché sedersi sulla stessa panchina occupata da Mourinho è già difficile di per sé. Fare una conferenza stampa perfetta dal punto di vista della comunicazione dopo che il maestro assoluto in questo campo è andato via, è una cosa ai limiti dell’impossibile. Se poi a farlo è uno che sprizza romanismo da ogni poro allora è tutta un’altra musica. Quattro giorni scarsi per dare alla Roma un input diverso, per farci capire che lui le partite le vuole vincere puntando sulla qualità del gioco e non sui singoli perché sa che alcuni hanno dei limiti tecnici (e forse anche mentali). Ovvio che poi abbia detto l’esatto contrario e cioè che la Roma è una squadra forte. E che doveva dire alla prima conferenza che siamo scarsi?
A lui il compito di farla diventare davvero forte tramite il gioco, la concentrazione e quella vena che tanto ce piace.

Prima di chiudere riporto una frase della scorsa settimana nelle pagelle di Milan Roma.
“Molti questa mattina si stanno facendo una domanda (e tanti nemmeno da stamattina ma da molto prima). “Bisogna cambiarlo?
Prima di questa domanda però è necessario farsene un’altra. “Con chi?”.
Chi (di libero) in questo momento potrebbe prendere in mano questa squadra e fare meglio di lui?”
La risposta ci è arrivata e ci ha stordito, resi orgogliosi e mentre da una parte piangevamo per l’addio di uno dei più vincenti allenatori al mondo, l’altra parte era felice di riaccogliere un figlio di Roma tra le braccia.
Il nostro nome, la nostra storia, la nostra curva e il nostro amore, un vanto che gli altri non potranno mai avere.
Grazie Josè per averci regalato un trofeo europeo e una finale scippata in maniera indegna.
L’unica critica che sento di poterti fare è quella di aver accettato una situazione non adatta alle tue esigenze e capacità. Hai voluto cambiare il tuo modus operandi e cercare una sfida che hai vinto solo in parte. Roma comunque non ti dimenticherà mai.
Ad maiora


Emiliano Petrone





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