Pagelle

Roma Sassuolo 1-0 - Il Pagellaio Matto

Da qualcuno mi sarei aspettato di più e sarebbe il caso che inizi a dare ciò che ci si aspetta, altrimenti resterà nell’anonimato passeggero con tanti saluti alla fine dell’anno calcistico. Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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“Chi ha fatto palo?”
Una delle frasi più celebri del cinema italiano, tratta dallo storico film “Il secondo tragico Fantozzi” (penso non ci fosse nemmeno bisogno di ricordarlo).
E ieri sera su quel “chi ha fatto palo” il battito ha subito un contraccolpo, forse addirittura uno stop di qualche secondo perché diciamocela tutta, iniziavo a temere che finisse male per noi. La storia insegna che di solito, partite del genere, quando non le chiudi quasi volontariamente rinunciando ai contropiedi e ad attaccare, poi le paghi. E quanto l’avremmo pagata se non ci fosse stato quel doppio rimpallo assurdo sul palo al minuto 79 e 53 secondi?
Ma chi ha fatto palo? Di chi sarebbe stato l’autogol? Svilar o Llorente?
Poco importa visto che alla fine la palla non è entrata (per nostra fortuna) e abbiamo portato a casa altri tre punti verso un posto che vale il nostro futuro.
La prestazione non è stata delle migliori. Forse la stanchezza di giovedì, forse un assetto tattico degli avversari degno della muraglia cinese, sta di fatto che la Roma ha prodotto poco, ma ha trovato il gol (come fanno le grandi squadre) sfruttando il guizzo di uno dei suoi calciatori migliori. Da qualcuno mi sarei aspettato di più e sarebbe il caso che inizi a dare ciò che ci si aspetta, altrimenti resterà nell’anonimato passeggero con tanti saluti alla fine dell’anno calcistico.


SVILAR 7 – Ormai si diverte a essere il salvatore della patria (stavolta a mezzi con Pellegrini però). Buona la parata su Racic ma il vero salvataggio, anche se tra l’istintivo e lo “sculato” (passatemi il termine), avviene all’ottantesimo quando riesce a deviare col tacco un’altrettanta deviazione di Llorente. Palo, respinta sui piedi dell’avversario e tiro fuori e sono stato all’inferno, ho saluto il demonio e sono tornato sulla terra.
KARSDORP 5 – Lui va sostituito e no, non intendo durante la partita ma proprio a fine anno. Sterile, moscio, sempre con quel piedino destro a fare tutto e anche farlo male. Non incide e si fa trovare spesso fuori posizione.
Dal 70' CELIK 6 – A differenza di Karsdorp almeno la sua fase difensiva è più curata e nonostante da quella parte ci sia un brutto cliente, riesce ad arginarlo quasi in tutte le circostanze.
MANCINI 6,5 – Ottima prestazione. Nel primo tempo deve spesso tamponare i buchi dell’olandese e rifiata solo dopo l’entrata di Celik.
LLORENTE 6,5 – Partita maiuscola dello spagnolo. Sarebbe stata una punizione troppo severa se quella deviazione fosse finita alle spalle di Svilar.
SPINAZZOLA 6 – Andava tutto bene… troppo bene… così bene che…
Dal 37' ANGELINO 6,5 – Sostituisce l’infortunato Leo e devo dire che stavolta non lo fa rimpiangere minimamente. Corsa, chiusure, affonda appena può. Entra anche nell’azione del vantaggio con un movimento che permette a Pellegrini di tagliare il campo portandogli via l’uomo.
CRISTANTE 6+ - Oggi molti meno errori del solito in fase d’impostazione. Il Sassuolo lascia spazio per giocare sulla linea dei difensori e il problema (per la squadra, non per il singolo) è sulla trequarti quando chiude tutti gli spazi. Lui, soprattutto nel secondo tempo, cerca qualche inserimento in più ma quando la Roma smette di attaccare, si limita solo a difendere.
PAREDES 7 – Pulisce ogni pallone reso complicato dal pressing avversario e lo fa con grande qualità. Adesso si trova spesso nel posto giusto anche in fase d’interdizione e questo è un chiaro segnale di quanto il nuovo assetto stia giovando alle sue qualità.
PELLEGRINI 8 – Il gol vittoria è suo e che gol. La prestazione (comunque molto positiva) finisce in secondo piano con una perla del genere che vale i tre punti
AOUAR 5,5 – Il suo problema è quello evidenziato già nelle altre partite: troppo rinunciatario. Da lui ti aspetti il guizzo, la giocata, il movimento che inganna la difesa e invece è come guardare una linea dritta infinita…
Dal 70' BALDANZI 6 – Ancora una volta entra in campo con un risultato da difendere e ancora una volta viene chiamato a portare su la squadra e tenere la palla lontana dalla propria porta. Ci riesce discretamente mettendosi in mostra con qualche buona giocata e con due tiri in porta dove avrebbe sicuramente potuto fare di meglio.
EL SHAARAWY 6,5 – Ultimamente lo stiamo vedendo più nella sua forma da difensore aggiunto che da attaccante di supporto. Sicuramente giova alle chiusure, un po’ meno alle azioni offensive ma se in questo momento serve fare ciò e porta risultati, ben venga.
Dall'86' HUIJSEN s.v. - Non giudicabile.
LUKAKU 5,5 – Giustificato in parte per uno stato fisico non proprio dei migliori però quei due colpi di testa sono da buttare dentro. Secondo me anche il terzo (quello della deviazione non rilevata) è “mangiato” perché con il suo fisico doveva fare in modo che il difensore non potesse mai intervenire.
Dall'86' AZMOUN 6+ – Nonostante i pochi minuti giocati, il suo apporto è fondamentale in un momento così delicato. Recuperare alcuni palloni complicati, subisce falli che permettono alla squadra di rifiatare e ci accompagna nei sofferenti minuti finali fino al triplice fischio.
All. DE ROSSI 6,5 – La sua Roma è anche questo e ritengo che a volte siano più belle vittorie del genere che quelle in pompa magna con il calcio spettacolo. Questo significa che la squadra sa soffrire e andare a meta in giornate dove le cose non vanno proprio come avevi previsto. Avversario non forte dal punto di vista tecnico ma che con il nuovo allenatore è entrato in campo con un muro difensivo. Ballardini aveva bloccato le fasce per evitare sovrapposizioni e incursioni, chiesto ai suoi di fare densità in mezzo al campo per annullare gli inserimenti e reso tutto molto complesso tatticamente. Non è facile giocare in queste condizioni e quando accade che non ti riesce la giocata, la partita si complica e allora serve il grande colpo.

Adesso c’è la sosta poi si ripartirà con il Lecce, quell’altri, Milan in Europa e Udinese.
Da quel momento in poi ci sarà una serie di scontri uno dopo l’altro in un rush finale da cardiopalma (compreso il ritorno di coppa e chissà).
Riposate le coronarie quindi che si ripartirà alla grande.


Ad maiora

Emiliano Petrone







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