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Roma Empoli 7-0 - Il Pagellaio Matto

Quanno l’arancia rosseggia ancora sui sette “Gol_li”… Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 5 mesi fa
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C’è chi l’ha letta cantando e chi mente e dopo una serata del genere una bella cantata ci sta tutta ma di quelle a squarciagola. Ed è perché ne avevamo bisogno come l’aria dopo un mese di avvilimenti e incazzature. Sì, è vero che l’avversario ci ha messo del suo ma è anche giusto dare i meriti alla squadra per ciò che ha mostrato sin da primi trenta secondi. Squadra aggressiva e corta (anche se ci sono stati quindici minuti del primo tempo, tra il 20’ e il 35’ in cui i reparti si erano stranamente scollati e Mourinho se ne sarà sicuramente reso conto). Comunque, tutto fila per il verso giusto e a noi, oggi, va benissimo così.

RUI PATRICIO 6,5 – Serata di facile amministrazione. Si fa comunque trovare pronto su alcune palle sporche. Il mezzo voto in più è d’incoraggiamento per il futuro. Speriamo che il peggio sia già passato insomma.

MANCINI 7 – Difende alla perfezione, segna di rapina e pensare che era tornato dalla nazionale mezzo acciaccato… paraculo.

LLORENTE 6,5 - Anche per lo spagnolo una serata di estrema tranquillità. Sostituisce Smalling senza sbavature e dimostra che da centrale funziona meglio per tempi e posizione rispetto a quando viene impiegato da laterale.

NDICKA 6 – Quando difende è impeccabile (o per lo meno quello visto ieri sera). Anticipo, interdizione, fisicità. Nel primo tempo, però, in fase di costruzione mi ha fatto quasi rimpiangere la tecnica di Ibanez. Poi con il passare dei minuti ha preso coraggio e mostrato che i piedi possono fare molto meglio di così.

KRISTENSEN 6,5 – Il primo cross che porta al fallo di rigore è poco preciso ma ogni tanto qualcuno da lassù si ricorda che anche noi meritiamo piccoli doni (no, non parlo di Babbo Natale). Il secondo sull’inzuccata di Renatino invece è una pennellata degna di applauso. Da quella parte soffre se lo puntano in velocità verso l’esterno ed è costretto spesso a ribatterla in corner. Fisicamente non perde un contrasto ed uno dei motivi per cui Josè gli da fiducia.

RENATO SANCHES 7+ - Se questo sta bene… oh se questo sta bene… ruba palloni, imposta, penetra, scambia, gioca a testa alta, mena. Fosse più alto potrebbe tranquillamente interpretare il famoso alieno con le treccine nel nuovo “Predator contro tutti”.
Dal 46' BOVE 7 – Entra con il risultato già acquisito ed è tutto più facile ma lui vuole tornare a fare il titolare e fornisce una prestazione di sostanza, dedizione e concentrazione come fossimo ancora 0-0. Guerriero vero.

CRISTANTE 8 – Ovunque proteggici. Migliore in campo insieme a Dybala. Lo trovi in ogni zona di campo, difesa e attacco, due assist (uno di tacco), un autogol procurato e un siluro che avrebbe fatto tremare pure i sommergibili russi e americani durante la guerra fredda. La faccia degli avversari dopo aver sbracato la porta vale il prezzo del biglietto.

PAREDES 7 – Anche per lui serata facile. Quando vicino a te hai due mezzali che recuperano palloni su palloni e non devi fare altro che impostare il gioco è tutto molto semplice. Da parte sua ci mette tanta qualità e riesce a far girare la squadra in maniera fluida tant’è che si esce spesso palla al piede senza troppe difficoltà. Il palo diretto da corner ancora grida vendetta.
Dal 75' PAGANO 6+ - Entra in campo bello pimpante. Qualche buona giocata, un paio di palloni persi. Ha tanta voglia e si vede. Il ragazzo ha anche tanta qualità ma non la scopriamo oggi. Uno sui cui puntare per il futuro.

SPINAZZOLA 6,5 – Un sospiro di sollievo. Si rivede un Leonardo lucido e “di gamba”. Viene costantemente chiuso da due giocatori: uno che non lo manda sul fondo e l’altro che ne blocca il taglio in mezzo. Questo però fa sì che Renato abbia sempre spazio per la giocata visto che è il suo uomo a ripiegare su Spina. Qualche buona giocata e “finalmente” dei cross decenti. Bene così.
Dall'83' EL SHAARAWY s.v. 

DYBALA 8 – Lo conosciamo, sappiamo che quando sta in forma le partite le vince da solo. Non è il caso di oggi perché a girare è tutta la squadra e questo gli consente di pensare più alla fase offensiva. Ha sempre due/tre uomini addosso e lui se li porta a spasso per tutto il prato come fosse un dog sitter con un gruppetto di chihuahua a Villa Pamphili. Rigore calciato alla perfezione. Sull’azione che gli regala la doppietta procura agli avversari un principio di labirintite. Un legno (l’ennesimo e dirlo alla quarta di campionato fa già un certo effetto) gli nega di portarsi via il pallone. Sarà per la prossima Paolè…
Dal 63' BELOTTI 7 – Tarantolato. Anche lui come Bove entra a risultato acquisito. Si narra che Mourinho l’abbia tenuto in gabbia bendato e con le cuffie antirumore. Al suo ingresso non sa niente, nemmeno il parziale, così inizia a ringhiare e servire assist perché vuole portare la Roma alla prima vittoria stagionale. Per lui è finita 4-0 ma non gli dite niente, mi raccomando.

LUKAKU 7 – Ikea sta pensando di fare un armadio a quattro ante con il suo nome. Un arredamento che può essere usato anche davanti la porta in caso di attacco zombie perché non lo sposti nemmeno con le cannonate. Quando vede Belotti a centrocampo pronto a entrare si convince che tocchi a lui uscire e si fa premere il pulsante OFF dietro la nuca da Cristante (ebbene sì, ha fatto anche quello ieri sera). Si accorge di stare ancora in campo quando Belotti gli grida “desdet fò” (in bergamasco “datti una svegliata”) e gli serve un pallone che va soltanto messo dentro. Lui fa lo sborone e decide di fare la classica “busta” al portiere. Primo gol stagionale prima dei meritati applausi.
Dall'83' AZMOUN s.v.

All. MOURINHO “10” – Va tutto secondo le previsioni e il voto per ciò che si è visto in campo sarebbe 7,5. Il dieci lo prende per ciò che accade fuori dal terreno di gioco, quando si scusa davanti alle telecamere con Daniele Lo Monaco per l’infelice uscita nella conferenza del sabato. Dimostra tatto e rispetto verso i bravi giornalisti (e Daniele lo è) e soprattutto verso un vero e grande tifoso romanista (e anche questo Daniele lo è). Riguardo al campo si può parlare di partita preparata bene e scelte giuste, il tutto facilitato da un avversario che di suo ha già poco da offrire e che di fronte a troppa Roma è riuscito a fare anche meno (per non dire nulla).

Usciamo con un risultato netto, bello tondo come non si vedeva da tempo. Un toccasana per il morale. Se aggiungiamo che Mourinho si permette il lusso di dare il giusto minutaggio a chi ne ha bisogno e finire la partita senza nessun cambio per infortunio (e di per sé è già una notizia), non possiamo che alzare gli occhi al cielo sperando che tra un paio di mesi, le squadre che guarderemo dall’alto verso il basso saranno molte di più.

Ad maiora

Emiliano Petrone





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