Analisi tattica

Cagliari Roma 1-4 - L'analisi tattica

Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 4 mesi fa
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Stavolta non ci sono distrazioni iniziali. Una Roma corta e compatta fin dai primi minuti, in grado di districarsi nel pressing avversario con un buon palleggio propedeutico alla giocata improvvisa dalle retrovie. Quel giro palla che una volta chiamavano con il termine esotico di “tiki taka”. Spostare tante volte il pallone in orizzontale alla ricerca del “buco” giusto per infilare gli avversari. A mio avviso la miglior partita della stagione fino a questo momento, meglio della goleada contro l’Empoli in quanto a tratti si era vista una squadra lunga e scollata nei reparti, cosa che invece non si è accaduta contro il Cagliari.

Minuto 17 – Gol sfiorato
Quante volte abbiamo sentito dire “Mourinho non da gioco”, convinti che il gioco sia sempre e solo il fraseggio offensivo bello fichetto con tocchi di prima e via dicendo? Tante.
Ecco, ogni tanto sarebbe il caso di uscire da quel pensiero e andare a scavare su cosa significa davvero dare un gioco. Al minuto 17 ecco il gioco della Roma. Uomo contro uomo, bloccate tutte le linee di passaggio.





Avversario costretto a rientrare, Bove in pressing gli toglie il pallone, scambio di tacco Lukaku/Dybala con quest’ultimo che spreca colpendo il portiere. Attenzione, non finisce qui la spiegazione “del gioco”.

Minuto 18 – Gol Aouar (0-1)
Passano pochi secondi, stessa dinamica. Pressing alto e bloccate tutte le linee di passaggio lungo la verticale. Ci sarebbe la via orizzontale ma questo significherebbe tenere palla sui piedi mentre si viene pressati. Rinvio che sbatte su Bove (onnipresente) e palla recuperata.


L’azione prosegue, palla orizzontale di Paredes per Aouar, velo e movimento in verticale.

Tutti che pensano a Lukaku e nessuno al franco algerino.


Scavetto perfetto di Spinazzola tra i difensori e girata-gol di Aouar.



Non serviva nemmeno rivederlo al Var ma quando ci siamo di mezzo noi, riguardano pure le immagini della sera prima se può servire ad annullarci una rete.

Minuto 19 – Gol Lukaku (2-0)
Non passa neanche un minuto, anticipo sontuoso di Ndicka che con il petto lancia una ripartenza.



La palla arriva a Lukaku che fa sponda per Dybala.



L’argentino porta avanti l’azione in attesa che Karsdorp completi la cavalcata e lo serve in velocità.



Così come era accaduto contro il Servette, Lukaku indica la via col ditino.



Cross perfetto dell’olandese che va solo spinto in porta. Raddoppio!



Minuto 50 – Gol Belotti (0-3)
In quest’azione c’è poco di tattico da analizzare. Palla recuperata da Cristante, filtrante lungo di Paredes e gran gol del gallo (che sembra quasi un gioco di parole). Proprio per questo mi sembra doveroso immortalare il tutto con una serie di “scatti” conditi da un religioso silenzio.

















AMEN.

Minuto 58 – Gol Lukaku (0-4)
Il movimento laterale di Belotti e quello conseguente ad accorciare di Lukaku portano via gli uomini creando spazio centrale per l’entrata dei centrocampisti.



Non a caso arriva Paredes, il gallo lo vede e lo serve. L’argentino potrebbe fermare il pallone con la suola e tirare in porta e invece opta per lo sbracciante Lukaku già fiondatosi in area di rigore.



Assist delizioso di prima, 0-4 e tutti a casa.



Adesso, prima del pensiero finale, un piccolo salto a giovedì scorso sulla mancata doppietta di Lukaku.



Non dite che non l’avevo detto eh…

Poco altro da aggiungere. Ho visto una bella Roma, quadrata e anche dinamica come non la vedevo da tempo. Questo fraseggio non lo si vedeva nemmeno lo scorso anno e già con il Servette si era intravisto qualcosa. Certo, non erano avversari di grandissimo livello ma poi quando a Cagliari ci vincono le altre con un risultato così tondo, arrivano complimenti e applausi, lo facciamo noi e abbiamo giocato contro squadre scarse. Come dico sempre: equilibrio.

3 punti importanti prima della sosta con tanti giocatori da recuperare (Dybala su tutti anche se ne avrà per circa un mese da quanto ci dicono).

Chiudo con un commento sull’arbitraggio e avendo svolto quest’attività per tre anni (livello amatoriale), posso dire la mia non riguardo le singole decisioni di gioco, che sono soggettive, bensì sulla gestione della partita/sanzioni disciplinari sulla base di ciò che ci hanno insegnato altri arbitri. Se quello di Aouar è un fallo punibile con il giallo (e ci può stare), non possono restare impuniti i falli di Prati su Dybala (chiaramente sulle gambe) e subito dopo quello di Nandez su Spinazzola (in ritardo con la palla già lontana), così come il secondo giallo su Obert (pochi minuti dopo il primo). Se la gestione è questa viene da pensar male...

Forza Roma sempre.
Ad maiora.

Emiliano Petrone






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