Analisi tattica

Roma Udinese 3-1 - L'analisi tattica

Si riparte dalla sosta con una buona vittoria, maturata ancora una volta nel finale. Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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4:00
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Una partita comunque dominata sul piano tattico che ha visto l’Udinese trovare il pari alla prima occasione. Una Roma che deve migliorare sotto questo aspetto poiché troppe volte quest’anno ha subito gol per distrazione o mal posizionamento. Per carità, ci sta prendere gol, sarebbe strano il contrario ma in alcuni casi siamo stati spettatori di errori abbastanza gravi sul quale bisogna assolutamente tamponare.
Per il resto ormai siamo abituati al tema che abbiamo visto domenica pomeriggio. Un assetto difensivo che cerca di incartare l’avversario costringendolo a tiri da lontano o giocate complicate per poi rubare palla e ripartire in verticale. Quando non riesce la ripartenza allora si passa al fraseggio lento con accelerazioni improvvise. La mancanza di alcuni interpreti fa sì che quest’ultimo passaggio ne risenta in dinamicità. Per intenderci, coloro che dovrebbero velocizzare la manovra dal centrocampo in su sono: Aouar, Pellegrini, Sanches… Il primo ancora è una meteora, il secondo stringe i denti e il terzo… gode?
Per fortuna che davanti in qualche modo si trova sempre la giocata perché hai tanta qualità e centimetri (in altezza s’intende…).
Senza fare troppo le pulci al gol subito dove l’errore per la diagonale mancata di Spinazzola è talmente ovvia che non serve spiegarla, così come il fatto che NDicka troppo spesso si perda l’uomo alle spalle; andrei ad omaggiare la splendida azione che porta al gol del 2-1


Tutto parte dal nostro amante… Bryan Cristante.



Palla in verticale per Bove. Difesa dell’Udinese schierata anche bene con linee corte e maglie strette. Difficile trovare spazio in questi casi.



Ma ecco che accade qualcosa che abbiamo già visto spesso quest’anno: i movimenti offensivi fatti bene.
Il faraone accelera sulla sinistra, Azmun accorcia per ricevere, Dybala taglia e Lukaku porta via il centrale con un passo verso la sua destra.



Azmun la mette a Lukaku senza neanche guardare perché sa che il compagno dovrebbe e potrebbe trovarsi in quella zona. Così è. Dybala chiama la sponda del belga che protegge con il corpo e serve l’argentino con l’esterno sinistro.

Guardate ora il gol contro il Frosinone.



Taglio verticale su Dybala che fa un passaggio di prima sulla punta (uguale a quello che fa Azmun) con Pellegrini che taglia interno. Se Lukaku avesse il marcatore alle spalle, farebbe assist per Pelle nello stesso modo che ha fatto con Dybala domenica pomeriggio.
Non è casuale, è uno schema… chiamatelo Mourinhismo se volete… qualcuno ci si gonfia la bocca a ogni gol con questo “ismo”. Contenti loro.



E non è casuale neanche la posizione avanzata di Zalewski che così facendo tiene il difensore largo e lo taglia fuori dall’eventuale chiusura su Dybala.



Paulino riceve, accelera, entra in area, la piazza e si gode.

Pochi minuti dopo la chiude il faraone con un gran tiro a giro. Riesce a mettere la palla nel punto esatto dove il portiere, pur allungandosi, non può arrivare. Credo sia giusto dare merito anche a questo gol, omaggiandolo con questo scatto da dietro che risalta il gesto tecnico.



Giovedì si torna in Europa. Vincere per sperare ancora nel primo posto. Sarà difficile visto che ci siamo complicati da soli la situazione ma piangere sul latte versato ha poco senso ormai.
Forza Roma Sempre.

Ad maiora

Emiliano Petrone







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