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Roma Fiorentina 1-1 - Il Pagellaio Matto

Il bicchiere mezzo… di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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3:00
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Se questa mattina domandi a un tifoso Romanista “bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”, le risposte più probabili che dovresti ascoltare sono queste tre:
1) Sguardo contorto, quasi disgustato come se avesse mangiato un limone e subito dopo un cucchiaino di zucchero che toglie l’agro ancora residuo nella bocca.
2) Doveva levà Zalewski quindici minuti prima!
3) Mezzo bicchiere stoca…nto de Natale! Visto il periodo.

𝐑𝐮𝐢 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐈𝐂𝐈𝐎 𝟕: Una volta che sembrava volerle parare tutte, viene beffato da un colpo di testa sul quale non ha colpe.
𝐆𝐢𝐚𝐧𝐥𝐮𝐜𝐚 𝐌𝐀𝐍𝐂𝐈𝐍𝐈 𝟓: Troppi errori, soprattutto in fase di costruzione dove perde due-tre palloni sanguinosi.
𝐃𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐋𝐋𝐎𝐑𝐄𝐍𝐓𝐄 𝟔: Non è reattivo sul gol del pareggio dove, vedendo arrivare il pallone, ha tutto il tempo di andare in anticipo e sovrastare Martinez Quarta. Poi però un paio di interventi ci tengono a galla portando a casa almeno un punto.
𝐄𝐯𝐚𝐧 𝐍𝐃𝐈𝐂𝐊𝐀 𝟓: Ti lascia quella sensazione che ogni si abbiocchi in mezzo al campo perdendo la concezione di quanto stia accadendo intorno a lui. Si narra che qualcuno, dopo un calcio d’angolo, lo abbia sentito chiedere: “qualcuno si ricorda dove ho parcheggiato?”
𝐑𝐚𝐬𝐦𝐮𝐬 𝐊𝐑𝐈𝐒𝐓𝐄𝐍𝐒𝐄𝐍 𝟔,𝟓: Sicuramente uno dei migliori in entrambe le fasi. Sul gol del vantaggio compie il solito movimento senza palla in diagonale che libera lo spazio a Dybala. Studente modello.
𝐁𝐫𝐲𝐚𝐧 𝐂𝐑𝐈𝐒𝐓𝐀𝐍𝐓𝐄 𝟔: Partita a ritmi alternati. Buone giocate a qualche pallone perso. È comunque sempre uno dei migliori per sostanza e qualità.
𝐋𝐞𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐏𝐀𝐑𝐄𝐃𝐄𝐒 𝟔: Per certi versi la penso come Ranieri… se pur lui, vista la carriera avuta fino a questo momento, farebbe meglio a tacere. Resta il fatto che, nonostante non abbia fatto una brutta prestazione, Leandro proprio non mi convince. Si ferma sempre al compitino con qualche buona giocata ma niente che ti faccia dire “ah però”. Non lo vedi mai vincere un bel contrasto tignoso, ripartire in velocità mandando in porta un compagno. È terribilmente statico. Forse è il fatto che l’anno scorso su quel ruolo c’era un tizio che era esattamente l’opposto e prendeva per mano la squadra nei momenti di difficoltà a suon di bastonate agli avversari.
𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐏𝐄𝐋𝐋𝐄𝐆𝐑𝐈𝐍𝐈 𝟓,𝟓: Partita anonima, come tante. Corre per due (finché ne ha, ovvio) però poi è tutto fumo e niente arrosto.
Dall'85' 𝐄𝐝𝐨𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐁𝐨𝐯𝐞: 𝐬𝐯.
𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐙𝐀𝐋𝐄𝐖𝐒𝐊𝐈 𝟔: Peccato per quel doppio giallo perché fino ad allora era stato protagonista di un’ottima prestazione. Da una sua folata era nata anche l’occasione del raddoppio mal sfruttata dalla Joya.
𝐏𝐚𝐮𝐥𝐨 𝐃𝐘𝐁𝐀𝐋𝐀 𝟔,𝟓: L’assist di esterno sinistro in corsa è da cambio della mutanda.
La ciabattata pochi minuti più tardi che manca il due a zero è da confessione urgente. Croce e delizia confermata quando s’infortuna per un intervento scomposto sulla trequarti.
Dal 25' 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫 𝐀𝐳𝐦𝐨𝐮𝐧 𝟒,𝟓: Entra malissimo in campo, perde tutti i palloni, si mangia un gol di testa, perde l’ennesimo pallone e si accascia goffamente. Poi dice di aspettare per il cambio. Fa uno scatto alla Usain Bolt e poi s’accascia di nuovo. La mia reazione è stata quella di chi apre una scatola di Surstromming. Se non sapete di cosa parlo, beh comunque non lo assaggiate, al massimo limitatevi a guardare il video su youtube.
Dal 62' 𝐒𝐭𝐞𝐩𝐡𝐚𝐧 𝐄𝐥 𝐒𝐡𝐚𝐚𝐫𝐚𝐰𝐲 𝟔,𝟓: La sua voglia è tangibile e trascinante. Sono dalla parte di quelli che “se fosse entrato prima forse non avremmo perso” ma lo penso più per cercare un’attenuante all’occasione mancata di avvicinarci al terzo posto che altro.
𝐑𝐨𝐦𝐞𝐥𝐮 𝐋𝐔𝐊𝐀𝐊𝐔 𝟔: Il gol è da centravanti puro, non che servisse quello di ieri per scoprirlo. Fa reparto da solo ed è un peccato che sia supportato così poco. Non commento l’espulsione, ci può stare. Non mi è piaciuto però il due pesi, due misure adottato dall’arbitro.
Mister 𝐉𝐨𝐬𝐞́ 𝐌𝐎𝐔𝐑𝐈𝐍𝐇𝐎 𝟔: Forse una Roma senza la sua impronta ieri l’avrebbe persa o forse l’avrebbe chiusa prima, non lo sapremo mai. Sto vivendo un momento lunghissimo in cui cerco di immaginare una Roma senza di lui, forse nella convinzione (o farei meglio a dire “preoccupazione”) che sarà il suo ultimo anno e ciò che avverrà dopo è davvero un’incognita.

La lotta alla Champions ci porterà via l’anima, così come l’eventuale percorso in Europa League se dovesse essere simile all’anno scorso. Anima che noi Romanisti ce l’abbiamo, per natura, più forte di tutti gli altri (sempre calcisticamente parlando) e quindi non molleremo né oggi, né mai e ogni delusione, anche la più cocente, è solo una cicatrice in più.

Ad maiora

𝐄𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐞𝐭𝐫𝐨𝐧𝐞

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