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Napoli Roma 2-2 - Il Pagellaio Matto

Vedi Napoli e poi… pareggi
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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Al fischio finale è stato ovvio pensare al famoso dilemma del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, ma in realtà potremo rispondere a questa domanda solo a fine campionato. Questo perché al momento non è possibile neanche immaginare se il punto ottenuto ieri sposterà o meno la posizione nella classifica finale. Troppe variabili da qui a fine stagione e possiamo solo augurarci che l’Atalanta raggiunga la finale di Europa League per tutta una serie di ragioni psicofisiche che potrebbero minare lo scontro diretto tra due settimane.
Tornando alla partita di ieri, il Napoli ha deciso di mettere in campo la miglior prestazione di questo campionato per intensità, voglia di rivalsa e fame di vittoria.
Non ci aspettavamo niente di meno, quando arriva la Roma tutti vogliono fare bella figura.
Da parte nostra è stata una partita con il freno a mano tirato ed è inutile dire che il cervello non sia già proiettato a giovedì poiché oltre al fattore stanchezza e alle assenze importanti (grazie Maresca di averci messo il carico), mi è apparsa proprio una squadra con la testa altrove.
Poche idee, poco palleggio, voglia di vincerla con il minimo sforzo, cosa che difficilmente puoi fare contro una squadra comunque di livello e più fresca di te, per giunta dopo settimane di aspre critiche.
Un punto che porta la firma di Svilar, capace di parare qualunque cosa arrivasse dalle sue parti tranne quel tiro sfortunato che lo ha ingannato (e per poco non smanacciava anche quello) e ovviamente il rigore.
Roma che la riprende grazie a un gol di rapina di Tammy che finalmente torna a segnare dopo un anno. Forse l’unica vera nota positiva della serata considerato quanto gli serviva buttarla dentro per ritrovare sé stesso.
Da centravanti so benissimo quanto sia frustrante non fare gol per una, due giornate, figuriamoci dopo un’assenza così lunga dai campi di gioco.
Alla fine, ci prendiamo questo punto con i denti e non me la sento né di definirlo fortunato e né immeritato poiché troppe volte è accaduto a noi di raccogliere meno di quanto meritavamo (basta ripensare a Roma-Atalanta 1-1).

Mile SVILAR 8: Lui è l’eroe assoluto della serata con un mix incredibile di parate che mettono in evidenza tutte le caratteristiche di un portiere di altissimo livello. Tecnica, rapidità, istinto, doti atletiche, esplosività e concentrazione. Tanta roba signori.
Rasmus KRISTENSEN 5: Qui tornano tutti i discorsi fatti sulla fragilità della fascia destra difensiva. Prestazione non sufficiente e credo che lo rivedremo raramente in campo da qui a fine campionato.
Dall'86' Tommaso Baldanzi: sv.
Gianluca MANCINI 6: Partita difficile da giudicare poiché alterna errori clamorosi a salvataggi miracolosi. Un bel 6 politico per l’impegno e non ci si pensa più.
Evan NDICKA 7,5: Dopo Svilar è lui il migliore della Roma una spanna sopra gli altri. Osimehn si vede togliere più volte la gioia del gol a botta sicura. Conclude la serata con l’assist che riporta al gol il nostro Tammy.
Leonardo SPINAZZOLA 6,5: Trova spesso il cross dopo l’uno contro uno ma l’azione poi non si conclude mai in maniera positiva. Uno dei più attivi, quando capisce che c’è poco spazio per gli scambi, inizia a tagliare il campo per conto proprio cercando di creare superiorità.
Edoardo BOVE 5: Tanto lavoro in copertura ma spesso finisce in mezzo al palleggio dei centrocampisti avversari e perde quasi tutti i duelli.
Dal 69' SDRAIATO Sanches 4,5: Un danno che cammina. Il mister cerca di giustificarlo in ogni modo per tenerlo aggrappato al gruppo in questo momento così delicato ma secondo me è il primo a sapere che non è più un giocatore affidabile. Doti atletiche e tecniche superiori alla norma ma evidentemente con problemi caratteriali e mentali ingestibili. Perde il contrasto al limite dell’aria e finisce carponi alla ricerca dei suoi occhiali da sole riuscendo a sgambettare il georgiano.
Bryan CRISTANTE 5,5: Purtroppo non ha i tempi del regista secondo il modo di giocare di De Rossi. A lui serve un metronomo, uno che prima di ricevere palla ha già deciso cosa farne e non possiamo chiedere questo a Cristante.
Lorenzo PELLEGRINI 6: Spara alto di testa nei primi minuti, ci prova con un tiro da fuori nella ripresa. Il resto sono solo corsa e chiusure.
Paulo DYBALA 6,5: Non gli riescono molte giocate, come sempre però riesce a dare il suo contributo in qualche modo, che sia sentenziare un calcio di rigore, che battere un corner dal quale nasce un gol…
Stephan EL SHAARAWY 5: Giocatore stanco, spento, involuto ma per motivi fisici. Personalmente giovedì non gli chiederei altri 90 minuti di sacrificio ma lo terrei per uno sprint nell’ultima mezz’ora.
Dal 61' Angeliño 5,5: Il suo ingresso non fornisce grossi giovamenti sulla sinistra. Viene superato un paio di volte in velocità mettendo in difficoltà la retroguardia. Fase offensiva senza particolari guizzi.
Sardar AZMOUN 6: Se non fosse per il rigore guadagnato, anche lui sarebbe da cinque. Peccato aver buttato al vento quel vantaggio insperato.
Dal 69' Tammy Abraham 6,5: Stavolta il suo ingresso è provvidenziale. Si fa trovare al momento giusto, nel posto giusto, sulla linea del fuorigioco. Felicissimi del suo ritorno al gol, che da qui a fine stagione possa farne uno a partita.
Mister Daniele DE ROSSI 6: Partita difficile da gestire contro un Napoli deciso a giocarsela alla morte come fosse l’ultima spiaggia. Non è semplice dover giocare cercando di preservare le forze, con tutte le assenze importanti, con così poco tempo per recuperare e una semifinale europea al quale è impossibile non pensare. Si porta via un punticino dal Maradona sperando che alla fine della giostra possa risultare fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo.

Non serve aggiungere altro. Giovedì ci vengono a trovare gli invincibili, coloro che hanno perso l’ultima partita ufficiale l’anno scorso e proprio in questo stadio, proprio contro i nostri colori, sempre nella partita di andata di una semifinale europea. Stessa coppa, stesso stadio, speriamo anche stesso esito.
Giovedì è roba da cuori non forti ma fortissimi. La nostra pelle vivrà ancora una notte di grande passione, di emozioni calcistiche fuori da ogni logica.
Sarà solo il primo lunghissimo tempo di una sfida che porterà a Dublino.
In alto i cuori e fuori la voce…


Ad maiora

Emiliano Petrone






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