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Monza Roma 1-4 - Il Pagellaio Matto

“Mai schiavi del risultato” o “Conta solo il risultato”? di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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“Mai schiavi del risultato” recitava un motto di una dozzina d’anni fa…
“Conta solo il risultato” è stato invece ciò che ci ha accomunato in questi 2 anni e mezzo con Mou (risultati che poi nell’ultimo periodo arrivavano sempre meno).
Quindi se prima contava solo giocare bene senza badare al “finale”, fino a poco tempo fa contava solo vincere tappandosi gli occhi davanti a un gioco spesso sterile e privo di idee. Questo “non” gioco ci ha portato comunque un trofeo europeo e una finale e quindi non possiamo prendere e cestinare tutto.
E adesso?
Quello che sta succedendo adesso e che speriamo sia solo l’inizio con l’augurio che ci porti a un dolce finale (attenzione ho detto “un” dolce finale e non “una” dolce finale) è a dir poco inaspettato. Si gioca bene e si vince pure e con chi, con uno nel petto c’ha er core grosso, mezzo giallo e mezzo rosso come cantava il buon Lando Fiorini.
Di strada da fare ce n’è ancora molta però, quindi testa bassa e lavorare.
Riguardo la partita di sabato abbiamo visto una bella Roma e a tratti anche fortunata (cosa che non si vedeva da parecchio). L’idea di gioco si vede, così come si vede la mano dell’allenatore e che non è solo vena di fuori e grinta ma anche tanta qualità nel palleggio e nelle ripartenze, studio dell’avversario, capacità di modificare in corsa assetto e ruoli senza perdere la propositività offensiva. Tutte cose buone insomma.

Mile SVILAR 6 – Non viene chiamato a particolari interventi e sul gol subito sarebbe stato complicato aspettarsi di più. Quando ci sono gesti “tecnici” di tale potenza bisogna ammetterlo senza cercare di addossare la colpa a qualcuno.
Rasmus KRISTENSEN 5,5 – Sbaglia un pallone semplice dopo pochi secondi e più tardi riesce a farsi male facendo fallo. Non benissimo direi. (Dal 27' Zeki CELIK 6 – Se dovessi giudicare la sua partita scindendo le due fasi gioco direi da sette quella difensiva mentre per quella offensiva gli darei un bel sette…rimandano in Turchia non sarebbe male. Ma dico come si fa a non tirare in porta da quella distanza? Neanche nei campi di provincia).
Gianluca MANCINI 6 – Ultimamente si fa rubare il tempo dall’attaccante un po’ troppo spesso. Il cambio di gioco sembra gli abbia tolto qualcosa dal punto di vista dell’efficacia difensiva vicino la nostra porta. Per il resto è il solito marpione “picchiavversari” (Dal 77' Dean HUIJSEN 6 – Entra giusto in tempo per guadagnarsi il calcio di rigore e per qualche buona giocata. Forse sono troppo pochi i minuti giocati per essere giudicato ma alla fine penso che una sufficienza sia più che corretta.)
Evan N'DICKA 6,5 – Questo è il giocatore che pensavo di vedere quando lo comprammo e questo ora sto vedendo. All’inizio era troppo brutto per essere vero ma aveva semplicemente bisogno di tempo per adattarsi al nostro calcio. Dalla sua parte ha un cliente ostico dal punto di vista fisico e gli concede solo un colpo di testa (che per nostra fortuna colpisce il palo) ma lì non c’è un errore suo quanto una grande giocata “corporea” di Djuric.
ANGELINO 6 – Mi piace quando attacca, meno quando difende. È l’esatto contrario di Celik per assurdo. (Dal 59' Chris SMALLING 6,5 – Che Dio ce lo preservi fino a fine stagione…)
Bryan CRISTANTE 6 – Ho avuto delle difficoltà nel giudizio finale della sua prestazione. Un’alternanza di errori banali al quale aveva sopperito con il gol del vantaggio poi annullato. Il gioco di De Rossi lo costringe spesso (anzi, direi sempre) ad anticipare il passaggio velocizzando il tempo della giocata e costringendolo a uno/due tocchi di meno rispetto a prima quando aveva più secondi a disposizione. Questo lo manda in difficoltà e forse è il motivo di così tanti errori.
Leandro PAREDES 6 – Meno lucido rispetto alle ultime partite. Il rigore a risultato acquisito è per lui un buon aperitivo prima della cena e se lo gusta nel mondo giusto.
Lorenzo PELLEGRINI 7 – Che dire, abbiamo di fronte un giocatore rinato. Lucido, efficace, pericoloso con la palla al piede. Danielino lo sa e quindi cerca di preservarlo il più possibile perché Lorenzo in questo stato è una vera e propria arma balistica.
Paulo DYBALA 8 – Sembra davvero tornato ai suoi tempi migliori. Ci sono volute alcune partite anche per riprendersi fisicamente ma adesso è colui che sta spaccando gli equilibri. La punizione è solo la coccola finale che ci manda in estasi. (Dal 77' Tommaso BALDANZI S.V.)
Romelu LUKAKU 7 – Torna al gol ma non è solo quello a fare la differenza. Fa salire la squadra, gioca di sponda e una di queste permette anche a Pellegrini di portarci in vantaggio.
Stephan EL SHAARAWY 7+ – La partita del faraone è da studio e solo chi l’ha seguita (e io me ne sono accorto rivedendola a freddo questa mattina) con un certo occhio tattico avrà notato l’importanza “strategica” di Stephan. Merito anche dell’allenatore che, se gli ha dato certi compiti, probabilmente aveva studiato bene gli avversari. Si abbassa costantemente a sinistra diventando di fatto lui il terzino con Angelino che stringe al centro vicino a N’Dicka per una difesa a 5 (quando non si abbassa lui è 4). Questa lettura permette alla Roma di non andare quasi mai in difficoltà con gli inserimenti dei centrocampisti del Monza e subire pochissime azioni filtranti.
All. Daniele DE ROSSI 7,5 – Tanto di cappello... Ho l’impressione che non solo si renda conto quando sbaglia ma che abbia la freddezza, l’intelligenza e l’autocritica per correggere subito i propri errori. La sua Roma sembra aver intrapreso un ottimo processo di crescita tattica, tecnica e fisica e non può essere una casualità se questo avviene partita dopo partita.

Giovedì arrivano quelli della partenza dal bassissimo con uno dei migliori allenatori in circolazione. Dice che giocano a memoria… speriamo che stavolta l’urlo dei sessantamila gliela faccia perdere.
Ad maiora


Emiliano Petrone





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