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Inter Roma 1-0 - Il Pagellaio matto

La sindrome di Rocky VI. Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 4 mesi fa
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4:00
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Ieri vedendo la partita ho avuto proprio la sensazione di rivedere Rocky VI. Se non conoscete la trama è molto semplice. Rocky è ormai anziano e decide di tornare sul ring per affrontare l’attuale campione dei pesi massimi (non valente per il titolo…)
Consapevole che perderà, si pone come unico obiettivo quello di resistere il più possibile sul ring senza fare figuracce. Durante il match poi riesce a far barcollare anche l’avversario con un colpo ben assestato ma è troppo poco per metterlo KO. Alla fine, perde…

RUI PATRICIO 6,5 – Grande intervento di piede che salva il risultato al quindicesimo minuto. Può fare poco sul gol che arriva alla prima vera distrazione del reparto difensivo.
Gianluca MANCINI 6 – La difesa oggi sarebbe da giudicare come un unico calciatore. Riescono a fare il massimo fino all’ottantesimo minuto per poi crollare nell’azione all’apparenza meno pericolosa delle altre. Mancini non ha colpe sul gol in quanto il cross arriva sì dalla sua fascia ma dall’uomo di Kristensen.
Diego LLORENTE 6 – Perfetto fino al gol. Purtroppo, la distrazione è fatale.
Evan NDICKA 6 – Il commento va a braccetto con quello di Llorente. Una prestazione positiva fino al minuto 80, poi anche lui si perde Thuram su un bel cross ma facilmente leggibile.
Rasmus KRISTENSEN 5,5 – In attacco non riesce a proporre nulla, complice una mentalità (si potrebbe dire obbligata) estremamente difensiva imposta sin dal fischio d’inizio. Troppo permissivo sull’azione che permette a Di Marco di crossare senza problemi.
Bryan CRISTANTE 6 – Poteva regalarci una beffa d’altri tempi con quel colpo di testa. Con i suoi ritmi, giocare in mezzo a dei corridori non è facile e si limita più alla rottura che alla costruzione.
Leandro PAREDES 5 – Quando il pressing è alto, lui ne risente. Perde un paio di palloni importanti che doveva gestire con più rapidità. Calcia una punizione inguardabile e senza forza addosso alla barriera che neanche uno a digiuno da tre giorni. (dall'89' AZMOUN S.V.)
Edoardo BOVE 5,5 – Come sempre non fa mancare la corsa. Il problema è che c’è solo quella. (dall'83' BELOTTI S.V.)
Nicola ZALEWSKI 5 – Il voto che avevo messo all’inizio era 4 perché viene umiliato da Dumfries per tutto il tempo che resta in campo. Poi penso: lui non è un terzino, quanto meno non un terzino di una squadra che gioca “alla Mourinho”. Non ha la fisicità per farlo e neanche la durezza nei contrasti. Si è trovato di fronte forse il miglior laterale della serie A… che poteva fare di più? Per questo motivo non me la sono sentita di “punirlo” oltre i suoi limiti (dal 75' CELIK 5,5 – Forse, viste le difficoltà di Zalewski, farlo entrare prima sarebbe stato di maggior aiuto, nonostante poi non abbia fatto chissà quali cose roboanti). Magari nel corpo a corpo con Dumfries sarebbe riuscito a farsi valere di più.
Stephan EL SHAARAWY 5.5 – Predica in un deserto vero e proprio. Si guadagna una bella punizione con un dribbling al limite dell’area che pochi centimetri più avanti ci avrebbe regalato un calcio di rigore netto. (dall'83' AOUAR S.V.)
Romelu LUKAKU 5 – Qualcuno dice che i fischi lo abbiano “infastidito” a tal punto da giocare malissimo. Secondo me il motivo è da cercarsi nella qualità dei palloni che gli altri hanno messo a sua disposizione.
All. Josè MOURINHO (squalificato, in panchina Foti) 5 – Forse era l’unico modo per affrontare quest’Inter con questa Roma a disposizione. Forse poteva cambiare alcuni interpreti prima, forse la formazione iniziale, forse poteva provare la partita… forse, forse… forse avremmo perso lo stesso e anche in modo peggiore. L’unica cosa certa è che usciamo dal Meazza con un solo tiro in porta e con una prestazione troppo remissiva ma io non credo che sia stato lui a dire, a certi calciatori, di buttare la palla nella trequarti avversaria dopo ogni recupero. Tante (troppe) assenze comportano che altri calciatori arrivino a questi appuntamenti spompati come è normale che sia (vedi Cristante, Mancini, Lukaku stesso), se poi si aggiungono alcuni rientrati da poco e altri con dei limiti tecnici e/o caratteriali, viene da sé che fare risultato in un big match del genere sia pressoché impossibile o, in caso fosse avvenuto l’impensabile, totalmente casuale. Non penso serva aggiungere altro. Una settimana di riposo per riprendere il cammino, con la speranza che qualche spirito perduto resusciti durante la notte di Halloween.
Ad maiora

Emiliano Petrone






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