Triplice fischio
STADIO

Una Roma bella a metà: finisce 1-1 a Oporto

I giallorossi sfiorano la vittoria ma anche la sconfitta. Attacco sprecone e difesa ballerina impensieriscono Spalletti in vista del ritorno all’Olimpico. (di Massimo Salvo)
Redazione de Il Legionario
inserita 10 mesi fa
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10:00
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Pronti, via: al 3’ Salah tenta il pallonetto ma, quasi sulla linea, Marcano spazza e sventa il pericolo. Quattro minuti dopo l’egiziano ci riprova dalla distanza su appoggio di Nainggolan, ma stavolta Casillas controlla la palla mentre si spegne sul fondo.

Al 13’ il Porto si affaccia sull’area giallorossa, ma a lasciare un brivido ai tifosi è lo stesso Alisson che, nel tentativo di servire un compagno di prima, regala un assist ad Andrè Andrè il quale, però, sciupa malamente.

Tempo un minuto e Marcano salva nuovamente la causa: è il 14’ quando Dzeko viene anticipato da Casillas, ma il portiere ex Real Madrid si rende autore di un paperone lasciandosi sfuggire la palla. Il n. 9 giallorosso, quasi incredulo, calcia così a botta sicura, ma il difensore portoghese è sulla traiettoria e gli strozza l’urlo in gola, facendo rivivere ai tifosi i fantasmi della scorsa stagione.

Al 17’ Juan Jesus scambia con Nainggolan e prova il destro dal limite, ma quello non è il suo piede (e si vede): Casillas stavolta blocca sicuro. E’ il preludio al goal degli ospiti: su calcio d’angolo di Salah, Felipe svirgola e nel, tentativo di anticipare un avversario, infila il proprio portiere. Paradossalmente, la Roma si trova in vantaggio per demerito altrui pur avendo creato tanto.

Alla mezz’ora Salah prima e Nainggolan poi potrebbero mettere il sigillo alla gara, ma Casillas è qui strepitoso, negando la gioia sul tiro ravvicinato dell’egiziano e distendendosi sulla conclusione del Ninja, che si ritrova la palla sui piedi proprio sulla sua ribattuta.
Poco dopo si intravedono i primi segnali di quella che nella ripresa sarà una difesa ballerina: Vermaelen si fa ammonire e Juan Jesus quasi provoca un rigore su cross di Danilo. E’ però al 41’ che l’equilibrio tattico muta drasticamente: lo stesso Vermaelen fa fallo su Andrè Andrè al limite dell’area, beccandosi il secondo giallo e quindi l’espulsione. Spalletti corre subito ai ripari e inserisce Emerson Palmieri sacrificando Perotti.

La ripresa inizia nello stesso modo in cui si era conclusa: al 50’ Andrè Silva prova il tiro dal limite ma ottiene una carambola che, in maniera fortunosa, termina sui piedi di Adrian Lopez; quest’ultimo non ci pensa su due volte e calcia di sinistro, infilando Alisson. Il Porto esulta, ma la gioia dura poco: Kuipers si consulta con guardalinee e giudice di porta e alla fine annulla il goal per evidente fuorigioco di Lopez.
La Roma è ormai la brutta copia del primo tempo e, nonostante il pericolo scampato, incappa nel pareggio avversario: è il 60’ quando su calcio d’angolo Adrian Silva colpisce di testa trovando il braccio largo di Emerson Palmieri (che viene anche ammonito per proteste). Dal dischetto Andrè Silva è freddo e non si lascia intimidire dai guantoni battenti di Alisson: è 1-1.

Sette minuti dopo la difesa romanista è ancora sotto assedio portoghese, che sfiora il raddoppio sull’ennesimo corner. Stavolta a batterlo è il neoentrato Layun, che imbecca al centro area Felipe; il colpo di testa sfiora il palo alla destra di Alisson, anche se il gioco era fermo per fallo in attacco.

Al 77’ Fazio rileva un esausto Salah e la difesa passa a tre (o meglio a tre e mezzo, come piace a Spalletti). La Roma guadagna centimetri, ma perde profondità, e neppure l’ingresso di Paredes al posto di Florenzi cambia la sostanza. Anzi, il n. 5 giallorosso tenta di incattivirla provocando Maxi e guadagnandosi una punizione (e anche un’ammonizione). La conclusione dal limite però si spegne tra le braccia di Casillas.

E’ questa l’ultima emozione di una partita che sicuramente avvantaggia la Roma dal punto di vista del risultato, ma che di certo non la tranquillizza alla luce degli svarioni difensivi che potrebbero compromettere il ritorno (Vermaelen sarà infatti squalificato). Spalletti dovrà riflettere e avrà sei giorni di tempo per farlo, anche se nel mentre sarà costretto a buttare un occhio all’Udinese, prossima avversaria nell’esordio in campionato previsto per sabato 28 tra le mura amiche.

Massimo Salvo

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