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Tutte le partite di Mourinho contro la Juve (con video)

a cura di Emanuele Grilli
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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Nell’arco della sua lunghissima carriera da allenatore Mourinho ha potuto scontrarsi con tantissime squadre, diventando spesso loro acerrimo rivale per il suo tipico atteggiamento spavaldo e sicuro di sè. Entrando però più nel dettaglio, più specificatamente al suo periodo in Italia da allenatore dell’Inter, il portoghese è riuscito ad accendere ancor di più la rivalità dei nerazzurri con la Juve di Claudio Ranieri, dando inizio a un rapporto acceso con la tifoseria bianconera rimasto immutato ai giorni d’oggi nonostante siano passati più di 10 anni. Domani lo Special One tornerà all’Allianz Stadium come allenatore della Roma, e non è difficile pensare che l’accoglienza dei tifosi bianconeri sarà tutt’altro che calorosa, per una partita che fin da subito promette grandi scintille.

Torniamo però indietro adesso di ben 11 anni, più precisamente al primo incontro ufficiale tra il tecnico portoghese e la squadra bianconera, datato 22 novembre 2008. Mourinho aveva definito la sfida “una partita come le altre”, andando a punzecchiare il tecnico Ranieri definendolo come un vecchio di 70 anni che ha vinto qualche Supercoppa e altri trofei minori. Divertente se pensiamo che ora il rapporto tra i due è più che positivo, col portoghese che fece in conferenza i complimenti a Ranieri per la sua impresa di vincere la Premier col Leicester City.

Il primo incontro tra di loro però fu tutt’altro che esaltante, una partita molto bloccata tra due squadre che si annullarono a vicenda dal primo all’ultimo minuto. Alla fine riuscì a prevalere la compagine nerazzurra grazie a un tiro sporco all’angolino di Sulley Muntari, che permise all’Inter di consolidare il primo posto in classifica e mantenerlo con sicurezza fino al termine della stagione. A marzo poi ci fu la famosissima conferenza stampa in cui Mourinho diede vita a un vero e proprio show, usando parole divenute a loro modo storiche come “prostituzione intellettuale” e i famosi “zero titoli”, con tanto di attacco diretto alla Juve come squadra “che ha vinto tante partite grazie a errori arbitrali” e che “non potrà mai allenare in carriera dopo essere stato a guidare l’Inter”. Il 28 aprile seguente ci fu quindi la sfida di ritorno tra i bianconeri e i nerazzurri, terminata con un inutile 1-1 con i gol di Balotelli al 64’ e di Grygera all’ultimo minuto di gioco. Alla fine i nerazzurri festeggeranno lo scudetto mentre i bianconeri cacciarono a sorpresa il tecnico Ranieri, che resterà poi rivale del portoghese nella meravigliosa esperienza sulla panchina giallorossa. Corsi e ricorsi storici.



Restando però alla rivalità con i bianconeri di Torino, passiamo direttamente alla sfida del 5 dicembre 2009, indubbiamente una delle più accese e ricche di episodi da ricordare. Dopo soli venti minuti arriva il vantaggio bianconero con un colpo di testa di Chiellini deviato da un giocatore avversario, con Mourinho che applaude ironicamente l’arbitro che in tutta risposta gli estrae il cartellino rosso. Passano cinque minuti e subito arriva il pareggio nerazzurro con un colpo di testa di Samuel Eto’o, inutile però ai fini del risultato perché al 58’ ci pensa un giovane Claudio Marchisio a riportare la Juve in vantaggio con un dribbling fantastico su Samuel e un tocco sotto morbido sul quale Julio Cesar non poteva fare nulla. Nel finale si accende anche una rissa per un fallo di Felipe Melo su Balotelli che porta a un doppio giallo e l’espulsione del centrocampista brasiliano. Il risultato però non cambia e Ciro Ferrara ottiene una delle poche soddisfazioni di un'esperienza sulla panchina bianconera tutt’altro che entusiasmante.

Il 28 gennaio 2010 Inter e Juve si rincontrano per i quarti di finale di Coppa Italia, con i nerazzurri che si prendono la rivincita per la sconfitta in campionato battendo i bianconeri con lo stesso risultato di 2-1, rimontando l’iniziale vantaggio di Diego con i gol di Lucio e il solito Mario Balotelli. Nel post-partita Mourinho continua a punzecchiare i bianconeri lamentandosi di un rigore non concesso e di un arbitraggio negativo nei loro confronti.

Facciamo un piccolo salto di qualche mese e si arriva alla sfida di ritorno del 28 aprile 2010, coi nerazzurri obbligati a vincere per tornare primi in campionato in attesa del derby del giorno dopo tra Roma e Lazio. Nonostante i bianconeri avessero ben poco da chiedere al campionato la partita è molto serrata e combattuta, coi nerazzurri che provano fin da subito a portarsi in vantaggio coi bianconeri che si difendono con tutti i mezzi a disposizione in quel momento. Come al solito però, quando sembra che il risultato possa restare sullo 0-0, arriva la giocata del campione che cambia le carte in tavola. Al 72’ infatti, su una respinta bianconera da situazione di palla inattiva, arriva il brasiliano Maicon che salta in palleggio Amauri e scarica un destro terrificante all’angolino, decretando seppur in maniera non ufficiale la vittoria dello scudetto per il quinto anno consecutivo. Nel finale arriva anche il gol del 2-0 di Eto’o che chiude di fatto i giochi, con Mourinho che letteralmente corre in mezzo al campo consapevole della straordinaria importanza della vittoria ottenuta quella sera.

A fine stagione il portoghese saluterà in lacrime il club nerazzurro con la storica Champions League vinta a Madrid contro il Bayern Monaco, abbandonando di fatto le sfide contro la Juve per ben 8 anni, fino al 23 ottobre 2018. Destino vuole infatti che il portoghese ritrovi i bianconeri ai gironi di Champions da allenatore del Manchester United, coi tifosi ospiti che dimostrano di non averlo dimenticato fischiandolo con particolare regolarità. Sul campo la Juve riuscirà a vincere grazie a una magia di Paulo Dybala, mentre fuori sarà ancora Mourinho a far parlare di sè con il gesto del tre che porta inevitabilmente al ricordo del triplete nerazzurro. Se già all’andata si erano accesi particolarmente gli animi, al ritorno allo Juventus Stadium la situazione diventa a dir poco incandescente. I bianconeri si dimostrano superiori per quasi tutta la durata della partita, andando meritatamente in vantaggio con un gol al volo spaventoso del solito Cristiano Ronaldo. Nel finale però, quando tutto sembrava ormai scritto, il Manchester riesce clamorosamente a rimontare con una punizione perfetta di Mata e un autogol in mischia di Alex Sandro. Al termine della partita Mourinho sfoga tutta la sua rabbia per gli insulti dei tifosi bianconeri portando la mano sull’orecchio e scatenando ancor di più le ire di tutti i presenti, salvo poi dire nell’intervista post-partita che a mente fredda probabilmente non lo avrebbe fatto.

Domani, 17 ottobre 2021, si scrive l’ennesimo capitolo di una rivalità a suo modo storica, col portoghese che sicuramente farà di tutto per avere le attenzioni del pubblico bianconero lasciando mentalmente liberi i suoi giocatori, che troppe volte in questo stadio sono stati influenzati dalla paura e hanno concesso campo libero allo strapotere dei giocatori bianconeri. Se riuscirà nel suo intento, solo il terreno di gioco lo confermerà, ma come si suol dire in questi casi, ai posteri l’ardua sentenza.


Emanuele Grilli





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