Triplice fischio

Roma Lecce - Sulle spalle del gigante

a cura di Nicola Lucarelli
Redazione de Il Legionario
inserita un anno fa
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7:00
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La Roma di Fonseca si aggrappa ancora una volta al suo bomber, Edin Dzeko, per portare a casa i tre punti in una partita che facile non lo era neanche sulla carta.
Nel calcio moderno, in cui ogni squadra gioca a viso aperto, non esistono più incontri semplici e il Lecce di Liverani ne è la dimostrazione.

In un’atmosfera gremita di tifosi e passionale come non mai la Roma affronta un primo tempo sicuramente inferiore alle aspettative: la difesa si muove bene e l’inedita coppia di centrali (Smalling e Mancini) chiude tutti gli spazi ai giocatori salentini; la fase offensiva, al contrario, risulta stranamente priva di idee e concretezza, tanto da far concludere la prima frazione di gioco senza mai impensierire la retroguardia leccese.

Al rientro in campo il discorso fatto dal mister alla sua squadra entra nella testa dei giocatori e la sua voce sembra risuonare perpetuamente: la Roma ora attacca e, quando lo fa, è sempre pericolosa.
Il vantaggio giallorosso arriva dopo una serie di palle gol: il cross di Mkhitaryan (partita sotto tono la sua) è perfetto e Dzeko incorna perfettamente di testa, trafiggendo Gabriel.
Il Lecce prova a rispondere, senza tuttavia impegnare veramente Pau Lopez.

La squadra di Fonseca può chiuderla per ben due volte: prima con il rigore fallito da Kolarov, poi con la perentoria discesa di Zaniolo che semina il panico nella difesa salentina, dimenticandosi poi, però, di servire l’indisturbato Kluivert al centro dell’area piccola, vanificando dunque una grandissima azione.
Nonostante le numerose azioni sprecate, il triplice fischio dell’arbitro decreta vincitrice la squadra capitolina, che porta a casa tre punti e, forse ancor più importante, una grande dose di autostima, utile per l’impegno europeo infrasettimanale.

I limiti della squadra sono ancora visibili ma non incorreggibili: Zaniolo e Kluivert peccano ancora di inesperienza, soprattutto nelle scelte finali, ma le qualità che stanno mostrando rassicurano e non poco sull’idea comune secondo cui il futuro è loro; basta solo saperselo prendere.
La difesa regge: Smalling compie un’altra grande gara dopo quella di Bergamo (nonostante la sconfitta), guidando la squadra in campo e comunicando spesso con i propri compagni di reparto.
Mancini rischia di portare in vantaggio la squadra nel primo tempo e in difesa mostra sicurezza (nonostante una piccola sbavatura in fase d’impostazione).
La Roma con tenacia e determinazione porta a casa una vittoria che molto probabilmente, negli anni passati, non sarebbe riuscita a mantenere.
Rimaniamo umili e pronti a combattere in ogni partita, perché a Roma e alla Roma è il momento di capire che non serve più sognare, ora c’è bisogno di concretezza, c’è bisogno di fame, voglia e conquiste.


Nicola Lucarelli





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