L'argomento

Quelle domeniche senza Roma, quelle domeniche da coma

“Intanto guardi un film che ti sembra divertente, ma di cui in realtà non ti frega un bel niente. Perché dentro te il count-down è già partito, dentro te il cuore si è già rimesso in moto”. (di Massimo Salvo)
Redazione de Il Legionario
inserita un anno fa
1982
9:00
252323
Forse un giorno capiremo il senso delle soste dopo appena due partite di campionato. Forse capiremo e lo accetteremo, abituandoci a fare altro, ma intanto non è questo il giorno. Siamo ancora troppo affamati di calcio per far finta di nulla, per raccontarci che va bene così. Perché in realtà non va bene proprio nulla quando non gioca la Roma.

Nulla, al punto che manca perfino il traffico che di solito congestiona il centro città e blinda l’Olimpico. Senza bandiere e paninari, poi, Ponte Duca d’Aosta è un ponte come tutti gli altri e, insieme ad esso, l’obelisco è una pietra dai toni astratti. Non solo le persone: anche le cose si perdono d’animo quando non gioca la Roma.

Comprare il giornale non risolve la situazione, perché in ogni dove è un tripudio alla Nazionale. Forse però, dopo tanto ragionare, un senso a tutto ciò ben presto lo trovi: le domeniche da coma, se non altro, ti aiutano ad abituarti all’assenza del Capitano. Perché in fondo è così che sarà tra un anno, con la Roma in campo e lui in qualche altro universo.

Totti come una divinità: lui non parla, ma tutto ti parla di lui. Come il murales al vicolo del Pozzuolo, all’angolo di via della Madonna de’ Monti; o come quello gigante apparso un giorno a San Giovanni; oppure ancora come semplicemente Porta Metronia, il quartiere in cui la divinità col numero 10 è nata ed è cresciuta.

L’attesa del derby, la paura della sconfitta, il sonno che non arriva: nelle domeniche da coma il cuore batte un po’ più lento e il tutto si ripercuote sull’abbigliamento: nero è il colore adatto, perché in fondo moralmente sei un po’ a lutto. Eviti perfino di cucinare la carbonara, perché senza Roma quella pasta apparirebbe al gusto decisamente amara.

Dunque, forse un giorno capiremo il senso di queste soste che fanno di una domenica senza Roma una domenica da coma. Intanto guardi un film che ti sembra divertente, ma di cui in realtà non ti frega un bel niente. Perché dentro te il count-down è già partito, dentro te il cuore si è già rimesso in moto. Lasciateci gridare, lasciateci sfogare: noi senza Roma non sappiamo stare.

Massimo Salvo

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