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Non ci resta che piangere... o Conte

La disfatta di Madrid mette all’angolo la Roma: reazione subito o ennesima rivoluzione. Di Roberta Lanzolla
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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Francamente siamo stufi. Siamo stufi di assistere all’ennesima crisi di una squadra senza identità e senza attributi. Dopo la storica seminale di Champions, anziché confermare un gruppo compatto e consolidato, la società ha deciso nuovamente di cedere la spina dorsale della squadra nonostante i tanti milioni incassati dopo le ottime prestazioni in Europa e inguaia Di Francesco. Risultato? 5 punti in 4 partite in campionato, 3 reti subite a Madrid e tutti a casa. Difesa colabrodo, centrocampo che non corre, attacco poco cinico. Oggi l’allenatore e il DS sono i primi responsabili della disfatta. Monchi vende troppo e compra malissimo. Pastore è un’incognita, N’zonzi è lento, Bianda gioca con la primavera, Coric e Santon mai impiegati, Marcano è un fantasma, Kluivert spedito in tribuna a Madrid, Cristante non sembra ancora da grande squadra.

Di Francesco
avrebbe dovuto manifestare il suo disagio molto molto prima e non assecondare un mercato scellerato del DS. Il suo essere troppo “normale” ed eccessivamente aziendalista si è rivelato un pericoloso boomerang. Tanti, troppi anche gli errori a livello tattico e non solo. La Roma non corre, non riesce ad essere in partita per 90 minuti (e questa non è una colpa di Monchi). La sensazione è che il tecnico giallorosso abbia tempo fino al derby per dimostrare di saper invertire la rotta, in caso contrario potrebbe succere di tutto, anche che venga esonerato. Possibili sostituti? La piazza invoca Conte, ma siamo sicuri che la Roma voglia contattare un allenatore manager che non tollererebbe mai una rivoluzione alla fine di ogni stagione? Eppure, probabilmente, a Conte non dispiacerebbe un telefonata di Pallotta.


Roberta Lanzolla



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