Analisi tattica dei gol

Lazio VS Roma - L'analisi dei gol

di Matteo Bianchetti
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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10:00
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• 1 – 0 gol di Kolarov

  


In un partita non facile la Roma trova il vantaggio su calcio di rigore con il solito Kolarov, una sentenza contro la Lazio e già al secondo gol in due partite. Non male per un difensore.
Il rigore se lo procura Dzeko che dalla sinistra punta un avversario e dal limite prova a scodellare un pallone al centro dell’area ma Milinkovic-Savic ingenuamente tiene il braccio largo. Il pallone colpisce la mano del centrocampista biancoceleste e non ci sono dubbi, il regolamente è chiaro: è calcio di rigore
Kolarov si va a prendere il pallone sicuro di segnare ancora alla sua ex-squadra e non sbaglia.
Bravi Dzeko e Kolarov. Il primo perché si è andato a prendere questa palla fuori dall’area di rigore per creare un’azione d’attacco che si faceva fatica a costruire. Il secondo per la sua freddezza e la precisione con cui calcia sia i rigori che le punizioni.


• 1 – 1 gol di Luis Alberto



All’inizio del secondo tempo la Lazio agguanta il pareggio con un gol di Luis Alberto dopo aver sprecato diverse occasioni in area giallorossa.
Kolarov si fa rubare palla troppo ingenuamente da Milinkovic-Savic con la Roma che stava ripartendo, palla dentro per Immobile che arriva al limite dell’area piccola ma, circondato da maglie giallorosse, la scarica dietro per il supporto, arriva Luis Alberto che di prima intenzione, di destro, la mette in rete nonostante il muro davanti alla porta della Roma composto da Pau Lopez, Fazio, Mancini, Pellegrini e Florenzi.
Errore di Kolarov che cercava il fallo ma l’arbitro giudica regolare il contrasto con Milinkovic-Savic. Brava la difesa che corre all’indietro subito a protezione della porta di Pau Lopez. Male invece Cristante, che, come in occasione del primo gol del Genoa della prima giornata, non aiuta la difesa, risultando molle nella corsa e lasciando solo, questa volta, Luis Alberto al centro dell’area.
Il numero 4 giallorosso avrebbe avrebbe dovuto seguire semplicemente Luis Alberto, ovvero l’avversario più vicino. Da premiare l’esempio di Pellegrini che fa uno scatto di 30 metri per posizionarsi sulla linea di porta, risultando poi inutile, ma meritevole di nota.


Matteo Bianchetti



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