In & Out

Lazio Roma 3-0 - In & Out

a cura di Giovanni Acone
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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4:00
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Derby peggiore non poteva esserci: la Roma perde con tre gol di scarto e non scende proprio in campo. I giallorossi a parte qualche piccolo spunto iniziale, cadono in balia degli avversari, subendo in maniera esagerata e senza il minimo accenno di gioco. Spinazzola non al meglio, Ibanez impreciso ed un Lazzari scatenato, sono le principali cause della disfatta. Rimangono molte perplessità sulla squadra che non ha mai vinto con nessun’altra delle prime nove, ma anche sulla mancanza di cattiveria, di grinta, di mordente nei match fondamentali. Questa partita a tratti ha ricordato gli ottavi di Europa League di questa estate, quando la Roma si era arresa al Siviglia, senza quasi rispondere. Riprendere a correre ora? No! Rialzare la testa, dimostrare di voler dare tutto per i nostri colori, questo è quello che chiedo per la seconda metà del campionato con in testa sempre l’obiettivo di rimanere tra le prima quattro.


OUT

Roger Ibanez

Purtroppo il brasiliano floppa su tutta la linea. Manca di lucidità nei momenti importanti e sembra essere il giocattolo preferito di Lazzari su quella fascia. Grandi responsabilità sui primi due gol subiti, non dà la sicurezza necessaria che permetteva ai suoi di giocare all’attacco, anche perché non è esistita una fase offensiva concreta. Inspiegabile che non venga sostituito da Kumbulla.

Paulo Fonseca
Sarò fatto così, non mi son mai piaciute le chiacchiere prima dei fatti e, purtroppo, il mister portoghese pecca leggermente di superbia dichiarando di non aver mai perso un derby in conferenza pre-partita.
Niente di peggio però che non giocarlo proprio il derby. I suoi mancano di idee, con una Lazio che fa il proprio compitino: attendere la Roma e colpirla in ripartenza. Fonseca vede i suoi non reagire, ma non dà la scossa, lasciando in campo ombre di quelli che sappiamo essere i nostri giocatori. L’unico a provarci veramente sembra essere il solito Villar, che paradossalmente chiama fuori per Cristante.
Sia chiaro, ora serve invertire il trend, perché tra due settimane si va a Torino, contro una Juve diversa da quella degli scorsi anni, obbligatori i tre punti per dare un segnale forte.

Edin Dzeko
Non di certo ciò che ti aspetti da una punta d’esperienza come lui. Secondo big match di fila, seconda volta che il cartellino non viene timbrato e nella sua area di lavoro, Dzeko non c’è proprio. Lui avrebbe dovuto dare la carica in campo, da capitano, ma è il primo a soccombere alle reti. Con Borja Mayoral che scalpita, Edin non sembra preoccuparsene molto, sarà forse arrivato il momento di un segnale?


Giovanni Acone





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