La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: Rammentatevi di Nils

una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 10 mesi fa
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Al tuo cospetto, o Diva,
il mio desio s’evinca:
che Roma sempre viva,
che Roma lotti e vinca.



Rammentatevi di Nils.
Nell’ottobre del 1980, per la quinta giornata del campionato, il Napoli strapazzò la Roma vincendo 4 a 0.
Nel dopo-partita il nostro allenatore, Nils Liedholm detto “il Barone”, fu provocato da un intervistatore (quello che segue NON è il resoconto esatto delle battute, ma nella sostanza credo sia fedele: per me, quell’intervista fu indimenticabile).

Intervistatore: «Allora, mister, un vero disastro la Roma oggi…».
Nils: «Cosa dice? Ma no!, io sono contentissimo della mia squadra. Mi è piaciuta molto, in ogni reparto».
Intervistatore: «Ma come fa a sostenere una cosa del genere? Avete perso 4 a 0!»
Nils: «Lei si sofferma su un solo dettaglio: il risultato. Nel complesso, io ho visto una grande Roma. Ho intravisto TUTTE le sue potenzialità. Faremo uno splendido campionato. Per questo sono felicissimo della prestazione odierna…».

Nils, naturalmente, era un maestro d’ironia. E amava spiazzare i giornalisti con i suoi paradossi. Sta di fatto, però, che in quella stagione (1980/81) la Roma collezionò solo un’altra sconfitta. E giunse seconda dietro la Juve. In realtà, i Lupi avrebbero stra-meritato di vincere quel campionato: ma i bianconeri godettero di numerosi regalucci arbitrali; compreso il gol ingiustamente annullato al giallorosso Turone nello scontro diretto (si era alla terzultima giornata: Juve Roma finì 0-0, e “quell’iniquo sciagurato fischio” impedì ai giallorossi di scavalcare in classifica i rivali).

Non voglio paragonare questa Roma a quella. Né, tantomeno, sostenere che possiamo lottare per lo scudetto. Ma Liedholm ci ha insegnato quale sia - sempre - il modo migliore per reagire a una batosta. Insomma, ribadisco: rammentatevi di Nils; e daje Roma!


Niente sconforto, né disperazione,
se la sconfitta brucia. Non importa:
ramméntati di Liedholm “il Barone”,
che alla speranza e all’ironia ci esorta.

*

Cluj Roma 0-2

Sulla carta, poteva sembrare una formazione balorda, in una giornata ancora più balorda: perché un destino altrettanto balordo aveva privato i giallorossi dei primi cinque difensori centrali (Smalling, Ibanez, Mancini, Kumbulla e Fazio!). Fonseca, impavido, non ha rinunciato alla difesa a 3, affiancando a Jesus i fuori-ruolo Cristante e Spinazzola.
Risultato: pur non brillando, la Roma ha mostrato la consueta organizzazione di squadra; pur non brillando, la Roma ha dominato gli avversari per tutti i novanta minuti; ottenendo, per giunta, la qualificazione matematica al prossimo turno di Europa League.
Celebrerò questa qualificazione con sei endecasillabi: nei quali, per ovvi motivi di rima, cambierò l’accento al congiuntivo “dìssipi”, da sdrucciolo a piano, secondo la lectio dantesca (cfr. Inf., XXXI, 34-36: «Come quando la nebbia si dissìpa, / lo sguardo a poco a poco raffigura / ciò che cela ’l vapor che l’aere stipa…»).


Persîn ne la giornata più balorda,
giammai coesione pare si dissìpi:
il gioco organizzato mai si scorda
la Roma, e tiene saldi i suoi princìpi,
pur se di giovanissimi straborda
con Calafiori, Milanese e Tripi.

*

Napoli Roma 4-0

Si capisce sùbito, fin dal pre-partita, che è una giornata molto particolare. TROPPO particolare. Lo spirito di Diego Maradona aleggia ovunque, esalta i partenopei e soggioga i giallorossi.
E quando Insigne apre le marcature, la sua punizione sembra disegnata dal piede fatato del “Pibe de Oro”.
Mancini e Ibanez recuperati in extremis, il primo che si infortuna (seguito a ruota da Veretout), Dzeko e Pellegrini ancora condizionati dall’ipo-allenamento post-Covid, Pedro e Miki non in forma.
Poco male. Mi rammento di Nils, e la prendo sul ridere.
E - fatalisticamente - “vedo” l’anagramma che spiega ogni cosa:


Maradona: → nada Roma

*

Sfottonari

Rammentandomi di Nils, e della sua ironia, non rinuncerò a prendere per i fondelli chi lo merita…

L’aquilotto “gran pretese”
andò a darle, ma le prese.
«Da squadrôn spagnolo o inglese?»
«Nossignôr! Dall’Udinese».

*

Gli anagrammi della settimana

La “Mano de Dios” non c’è più. Per onorare il campione scomparso, molti redattori di 101 Anagrammi Zen si sono cimentati in onomanzie e frasi anagrammate. Eccone quattro, scelte (a caso) tra le tante:

Diego Armando Maradona non c’è più
→ Un amaro “No!”. Addio grande campione
[Emilians]

Il Pibe de Oro → Iperbole: Dio
[Jpp69]

Diego Armando Maradona → Dono anagramma: addio, re!
[Sir Henry Hill]

Diego Armando Maradona → Grande “Mano”, amaro addio…
[Noc, Olandese Volante]



Franco Costantini





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