La Sfera dei Capricci
APPROFONDIMENTI

La sfera dei capricci: Profondo fondo

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 8 mesi fa
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10:00
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O Sfera che Sublime
del calcio crei l’idioma…
ispirami due rime
(e sempre Daje Roma!)


Il vero sfacelo, a mio avviso, non è la sconfitta col Porto, ma il derby di quattro giorni prima. La finale di Champions, con la squadra di quest’anno, era una meta proibitiva: uscire agli ottavi o ai quarti non fa gran differenza. La sconfitta con la Lazio è più dolorosa di quella coi Lusitani, perché compromette (o quasi) la qualificazione alla prossima Champions League.
In ogni caso, mi attende un compito davvero arduo: il mio scoramento è quello di tutti i tifosi giallorossi; come esprimersi, rebus sic stantibus, nei consueti toni lievi e faceti? Ho deciso: ricorrerò al “politicamente scorretto”. In otto “sfottonari”.


(La battuta è maschilista,
ma esorcizza l’ora trista).

«Qual tormento! Quale pena!
Ora abbiam toccato il FONDO!»,
tu mi dici. E ti rispondo:
«Fosse almeno il fondo-schiena
sodo, tonico, rotondo
e carnoso di Miss Mondo…»

*

Lazio Roma 3-0

Roma inguardabile. Punto.
Senza Manolas, la difesa giallorossa non è degna del massimo palcoscenico calcistico. Ma anche gli altri reparti hanno fatto pietà. Forse l’unica prestazione NON insufficiente è stata quella di Zaniolo; che comunque (stretto nella ormai consueta gabbia di raddoppi di marcatura) non ha certo brillato.
A complicare la gara, e a trasformarla in debacle, anche alcune scelte sciagurate del Mister. In particolare, quella di sostituire De Rossi con Pastore. Si era sull’uno a zero: un risultato che, paradossalmente (considerato l’osceno stato di forma della squadra), andava “difeso”. Invece DiFra ha tolto l’unico sostegno al reparto arretrato (già traballante), e la Roma ha beccato altri due gol.
Perché dico che il risultato andava “difeso”? Se avessimo perso 1-0, saremmo ancora davanti alla Lazio; in virtù del punteggio dell’andata (3-1). Ora invece i cugini ci hanno già virtualmente scavalcato (basterà che battano l’Udinese, all’Olimpico, nel recupero).
A commentare questa disfatta, vi propongo un anagramma amaro:


Lupa stoppata: Lazio Roma tre a zero
--->
Amarezza; o astio puro per Pallotta


*

Porto Roma 3-1

Partiamo dal rigore negato all’ultimo minuto. Mi fa rabbia per due distinti motivi:
1) perché ci ha tolto una qualificazione che (seppur non del tutto meritata) ci avrebbe donato un po’ di gioia; e risollevato il morale;
2) perché fornisce un alibi (anch’esso, non del tutto meritato!) ai responsabili di questa annata disastrosa…

Comunque, devo riconoscere una cosa: nell’infausta serata allo Stadio del Drago, un miracolo è avvenuto. Juan Jesus, infatti, ha sfoderato una prestazione che merita un 6,5 in pagella. Era accaduto solo un’altra volta: in Roma-Barcellona 3-0. Ecco un riepilogo “storico” delle mie personali valutazioni su JJ:
presenze in maglia giallorossa: settantasei;
prestazioni da 6,5: due;
prestazioni da sufficienza stiracchiata: tre;
prestazioni da 5: quattro;
prestazioni oscene (da 4 o meno): sessantasette.

Vi confesso che, guardando Karsdorp e Nzonzi, le mie rotule sono diventate immuni all’osteoporosi (il “latte alle ginocchia” ha conferito un congruo apporto di calcio).
Se poi ripenso alla prestazione di Pastore di quattro giorni prima, nel derby, allora mi faccio questa domanda: se giocano due cadaveri come Nzonzi e Pastore (cadaveri?, peggio!; i cadaveri si muovono di più, grazie alle contrazioni post-mortem)… allora Totti avrebbe potuto giocare (con efficacia maggiore) fino ai settant’anni.

Chiudo bruscamente in terzina d’ottonari, con selvaggia italianizzazione dei cognomi stranieri:


Vacciniamo i “Lupi storpi”:
qui ci servono anticorpi
per i Zonzi e pei Carsdorpi.

*

Pensierino finale in endecasillabi

Mentre sto scrivendo, sembra ufficiale l’esonero di Di Francesco; e le ultime notizie riferiscono di un possibile ritorno di Ranieri sulla panchina giallorossa… Ne parlerò diffusamente nella prossima puntata di “Sfera dei Capricci”. Qui, mi limiterò ad una “chiusura apotropaica”; in quattro endecasillabi con accento di settima.

N.B.: i lemmi “fronte” e “sirma” sono termini tecnici della versificazione: la sirma (o sìrima) è la seconda parte della strofa di una canzone, collegata alla prima parte (“fronte”), da un verso “chiave”.


Da ciò che vedo consegue un pensiero,
come a la “fronte” consegue la “sirma”:
è della Roma il presente sì nero,
che a giunger settimi… metto la firma.


Franco Costantini


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