La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: Pressione, impressione, depressione

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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O Sfera che governi
del calcio il paradosso,
ispira versi eterni
al vate giallorosso…




Quanta pressione. Che impressione! E che depressione…

Il mio estro creativo è sottoterra (più o meno come la Roma). E allora scopiazzo un titolo e un incipit del 2019, forgiati al termine di un’annata deludente. Ricordate? L’anno scorso la Roma arrivò sesta; e già si parlava di ulteriori ridimensionamenti della rosa e degli ingaggi… E così, scherzando amaramente, ebbi a scrivere questa quartina:


«Per cantar di un’annata così brutta
di lemmi e di metafore scarseggio».
«Serba la vena tua, serbala tutta:
ché la prossima annata sarà peggio».

La quartina, purtroppo, resta valida: a meno di rivoluzioni societarie, si va verso ulteriori riduzioni degli investimenti (con possibile conseguente mortificazione dei risultati sportivi).

Qualificarsi per la Champions, come ben sapete, comporta introiti supplementari per decine di milioni di euro. Le casse del nostro club sono talmente asciutte… da rendere quella qualificazione praticamente “obbligatoria”.
Troppa “pressione” per questa rosa, così inadeguata da fare “impressione”. Ed ecco che scatta la “depressione” (specie per i tifosi).

Forse andrebbero riviste le strategie di mercato. Alla Roma, in questi anni, si sono avvicendati molti direttori sportivi. Ma le varie campagne-acquisti hanno avuto un tratto comune: puntare sul cosiddetto “usato sicuro”. Ed ecco che sono giunti tanti giocatori dal curriculum prestigioso… ma dal fisico indebolito dalla lunga carriera (e da molti infortuni). Per citarne solo alcuni (in ordine sparso): Ashley Cole, Marcano, Digne, Olsen, Nzonzi, Gonalons, Zappacosta, Spinazzola, Pastore, Kalinic, Ibarbo, Doumbia, Juan Jesus…
Se sono vere le voci di mercato, allora questa strategia di fondo non cambierà nemmeno l’anno venturo. Pedro? Cavani? Ancora scommesse; azzardate, se non si possiede l’elisir d’eterna giovinezza… Vieppiù azzardate se si considera che i vecchi giocatori con prestigioso curriculum hanno ingaggi molto, molto più onerosi di qualsiasi giovane promettente.
Insomma, occhio a questo anagramma (ve lo propongo nonostante presenti un difetto tecnico, che si chiama “equipollenza etimologica”: in teoria, l’anagramma dovrebbe differire IN TUTTO dalla frase sorgente; senza pertanto ripetizioni di parole o anche solo di etimi).


“Usato sicuro”? → Così usurato?!

*

Milan Roma 2-0

Ancora errori inguardabili. Zappacosta che serve l’avversario (1-0), Diawara che sbaglia l’intervento e innesca l’azione del rigore (2-0). Ma, al di là delle “malgiocate” dei singoli, è tutta la squadra che non funziona: timida, scoordinata, incapace di creare occasioni da gol.

La cerco, ma non vedo la mia Roma:
vedo soltanto calciatori in coma.
Non vedo Lupi pronti alla battaglia,
ma solo qualche cucciolo che sbaglia…

*

Roma Udinese 0-2

Molti amici giallorossi sono ancora in cerca di alibi. Li ho sentiti invocare le seguenti attenuanti: 1) il gran caldo (ma non era caldo anche per l’Udinese?); 2) la sfortuna (se il tiro di Cristante non si fosse stampato su quella maledetta traversa…); 3) la persecuzione arbitrale (il fallo di Perotti era palesemente involontario, figlio del caso e della sua corsa impetuosa: era da giallo, non da rosso).
Sono solo alibi, appunto. La verità è che siamo stati dominati, a casa nostra, dalla quint’ultima in classifica. La verità è che questa rosa non ha alternative a Dzeko. La verità è che il gioco collettivo continua a latitare, e che l’unica costante sono gli errori individuali (clamoroso quello di Bruno Peres nel primo tempo: poteva costarci una rete in più di passivo).

Dopo le ultime due partite, penso che la Roma non sia degna della Champions. E, purtroppo, nemmeno dell’Europa League. Il Napoli potrebbe agganciarci già alla prossima giornata. E prima della fine potremmo essere superati anche dal Milan, finendo così settimi…


Se le due gare tu analizzi, estrapoli…
che è facile si perda pure a Napoli.

*

Gli anagrammi della settimana

1.
Un mio amico di “101 Anagrammi Zen” (nickname: “£ di Dio”) ha confezionato questo splendido anagramma:


Vai super Roma, daje! → Poi “Juve merda” sarà
[£ di Dio]

2.
La pagina “101 Anagrammi Zen” promuove ogni mese un “Campionato Autori”. A giugno, la frase da anagrammare era a tema calcistico; questa:
CALCIO: TORNA LA SERIE A, MA CON GLI STADI VUOTI.
Ho avuto la fortuna di vincere il concorso, grazie ai voti di tutti gli anti-juventini! Ecco l’anagramma vincente (firmato con il mio nickname enigmistico “Noc”):


Calcio: torna la Serie A, ma con gli stadi vuoti
→ Già conosciamo l’esito: vince la Ladra; ti urta?

3-22.
Il concorso di cui sopra ha avuto una vasta partecipazione: gli anagrammi in gara erano 85; tutti molto belli. Voglio riportarne qui alcuni, anche per omaggiare la bravura degli autori (che saranno citati tra parentesi quadre).

CALCIO: TORNA LA SERIE A, MA CON GLI STADI VUOTI
→ Scrivi: «O mogli, ascoltate: aria, andate in culo!» [£ di Dio]
→ e dài!, ascoltiamo ancora cento litigi sul Var! [Noc]
→ Alé, ci mancava solo ’sta tiritera! Du’ coglioni! [FJC]
→ Salutate la Signora: vince, dài! (Ora mi tocco lì!) [Alcinoo]
→ L'italiano medio: «Urge star in casa col tv, ciao!» [Luz]
→ Culi, il divano: #restoacasa ancora legittimo [Lord Crab]
→ Tutti in casa: loro, maiali col Covid, a segnare [Resistenza Monovocalica]
→ Io no! Calamitato dal curling, evito i Caressa [Floto]
→ C’è vita, si esulta a molti gol in radiocronaca [Frank78]
→ E l’idiota ignoto strilla in casa come in curva [Vignaiolo]
→ Vomito la cena tra due accaniti giallorossi [Dalota]
→ Estate. Mi svagai con Ronaldo, Lautaro, Ilicic [Jpp69]
→ Così, mi creda, io la seguirò alla tv in canotta [Claude]
→ Virus? Tremo! Catenaccio all'italiana? Sì, godo! [Divo Tarantino]
→ Ridicolo, meglio stare in casa (con la TV, aiuta!) [Olandese volante]
→ Amici, ascolterò la radio, un lascito vintage [Vignaiolo]
→ Il marito: «accendi il TV, #iorestoacasa a lungo» [FVic]
→ Medici: sì a scontri (a un giocatore alla volta) [FVic]
→ Tinello di casa: ora uomini stravaccati e gol [Luz]
→ Alt! C’è il Covid ancora in giro, usiamo la testa [Il Flautista]

23.
Un celebre endecasillabo di D’Annunzio recita così:
«Ama il tuo sogno se pur ti tormenta».
Pur avendo un’origine del tutto estranea al calcio, il verso sembra… destinato ai tifosi. E infatti fu usato l’anno scorso dai supporter del Benevento, prima della semifinale playoff; ed è comparso anche - in questi giorni - su una pagina giallorossa di un social network: il che mi ha spinto a trarne un anagramma. Il quale, a ben vedere, non fa che ribadire un concetto che noi romanisti conosciamo bene: è nei momenti difficili che l’amore conta di più.


Sopra ogni mal, su tutto, Roma “tiene”
→ «Ama il tuo sogno se pur ti tormenta»



Franco Costantini





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