La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: Magico bifronte

una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 3 mesi fa
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O Musa Pedatoria,

o Sfera dei Capricci:

raccontaci una storia,

del grande calcio dicci…

 

 

 

Sassuolo Roma 0-1

 

Il gol-vittoria, propiziato da Manolas, merita una quartina celebrativa (con allitterazioni in chiusura: tripla ripetizione della sequenza di lettere “g-o-l”).

 

Conquista palla il Greco, va sul fondo

e crossa teso come vuol la règola…

Risulta il suo fendente assai fecondo:

è un autogol, ché Pegolo s’impégola…

 

*

 

Roma: la stagione in un’ottava

 

Terzo posto, settantasette punti,

“più uno” in media inglese (cosa buona).

Quasi in finale Champions siam poi giunti,

dopo l’impresa contro il Barcellona…

E due concetti ancôr sorgon congiunti

dal cuor del Lupo; e l’eco già risuona

dal mar più fondo al più elevato monte:

AMOR e ROMA, magico bifronte.

 

*

 

Un addio… e un’invettiva

 

Ha rubato anche nell’ultima partita, come da tradizione.

Sì. È uscito a valanga travolgendo un avversario: c’era il rigore (non dato) e la relativa espulsione (non comminata). Ma tant’è: una carriera di furti non poteva che concludersi con l’ennesimo furto. O, se preferite, con l’ennesima dimostrazione di “sensibilità” da parte dell’ennesimo arbitro compiacente.

 

Ecco dunque un’invettiva in endecasillabi (N.B.: nella quinta quartina si fa riferimento a due partite: Juventus Roma 3-2, arbitro Rocchi, con tre gol inesistenti regalati ai bianconeri; e Real Juve 1-3, con il celebre episodio del rigore per i blancos, proprio allo scadere…).

 

Fu bocciato in seconda superiore;

provò da privatista; non riuscì.

Ma al titolo aspirava di “dottore”,

ed un diploma falso lui esibì.

 

Si iscrisse infatti a Legge. Fu scoperto,

ma non finì in galera tra i ladroni:

di “titoli abusivi” era già esperto;

e patteggiò, pagando sei milioni…

 

Dopato con Agricola, scampòlla

perché il reato cadde in prescrizione.

Sulla maglia stampò “Boia chi molla”:

pur deferito, non subì sanzione.

 

Di Calciopoli e malefatte annesse,

si taccia (per pietà e per cortesia).

Ma nel suo vizio, ovvero le scommesse,

coinvolse pure una tabaccheria.

 

«Sbaglia chi piange e d’arbitri si lagna»,

disse un dì, dopo triplice “saccheggio”.

Ma si smentì più volte. E un giorno, in Spagna,

pianse, inveì, mostrò tutto il suo peggio…

 

La morale, veridica e profètica,

è questa di sicuro: c’è più ètica

dentro la spazzatura del bidôn…

che in tutta la carriera di un buffôn.

 

*

 

Lazio Inter 2-3

 

Nel sogno della Champions v’era un neo,

e proprio quando termina il torneo…

accade ciò che dai laziali témesi.

E quell’«Oh no!» ritrova la sua Nèmesi.

 

*

 

L’anagramma della settimana

 

Al mio amico Daniele Serafini, squisito poeta ed ex calciatore (militò nelle giovanili della Spal), avevo promesso una “celebrazione” dell’eventuale salvezza degli estensi. La salvezza è giunta. Ed è “giunta”, in merito, anche una frase anagrammata:

 

Lottare sino alla fine e salvarsi con pieno merito =

il tifoso, contento, “volerà”: la Spal rimane in serie A!



 

*

 

Distico sacro

[dal Vangelo secondo Francesco]

 

Prese il pane, spezzòllo, rese grazie...

e disse: «Nun tifate pe’ la “Lazie”».



Franco Costantini



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