La Sfera dei Capricci

La sfera dei capricci: Luce sui lupi, buio sui burini

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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10:00
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O Sfera che Sublime
del calcio crei l’idioma…
ispirami due rime
(e sempre Daje Roma!)



Roma Lazio 3-1

Forse anche la buona sorte ci ha dato una mano. Pastore, ad esempio, che si fa male al muscolo: come non vederci il Fato… che prepara l’ingresso dell’eroe risolutore?
Certo, non tutti i problemi sono risolti. All’inizio del secondo tempo, ad esempio, la Roma ha mostrato ancora problemi caratteriali: la paura di vincere era palpabile, la squadra ha arretrato oltre misura il baricentro, e Fazio ha “somatizzato” le sue turbe nel patatrac che ha regalato il pareggio ai cugini.
Ma la reazione (sia della squadra, sia di Fazio) è stata fantastica: e ciò mi rende ottimista sul fatto che questa squadra (seppur privata di alcuni giocatori chiave) possa avere ulteriori margini di crescita.
Unico neo, Dzeko: troppo nervoso, troppo inconcludente. Sono d’accordo con le pagelle de Il Legionario, secondo le quali è il solo giocatore a meritare un’insufficienza. Avete presente quando è “sbottato” in campo contro El Shaarawy? Non mi ha dato fastidio la reazione in sé (che potrebbe essere anche indizio di giusta tensione agonistica), quanto il fatto che, per protestare contro il compagno, Dzeko abbia perso di vista il pallone: che era ancora in gioco, e da lui raggiungibile. Se ti fa perdere concentrazione, allora non è “giusta tensione”: è solo “nervosismo”.
Ma c’è tempo per recuperare il nostro centravanti. Adesso è l’ora della quartina celebrativa:


Con Pellegrini, Kolarov e Fazio
brilla la Roma e adombrasi la Lazio.
Con Fazio e Kolarov e Pellegrini,
luce sui lupi e buio sui burini.

*

La parafrasi manzoniana del derby

L’amico giallorosso “Arc” (che dovrebbe per l’occasione ribattezzarsi “Arc du Triomphe”) mi ha inviato questa squisita parafrasi de “Il 5 Maggio”. La data ovviamente diventa - nel titolo - quella dell’ultimo derby. Qua è là cambiano le parole; cambia ovviamente il contesto; ma non cambia la metrica, né la splendida fusione di epico ed elegiaco che Manzoni seppe infondere ai suoi settenari.
Da notare il verso «del terzo gol di tacco». Nella gara è stato il primo gol, ma è il terzo tacco vincente del campionato della Roma (per una curiosa coincidenza, tutte e tre le reti sono state segnate nello stesso stadio, nella stessa porta, nello stesso angolino). Complimenti ad Arc!


Il 29 Settembre

E fu da Ciro Immobile
sparato il mortal tiro
con la difesa immemore
orba di tanto spiro.

Così percossa, attonita
Roma al pareggio sta
muta pensando all’ultima
falla dell'uom fatale;

né sa quando una simile
orma di piè mortale
un altro goal nel derby
a realizzar verrà.

Lui folgorato in sòlio
il Comandante tacque;
fece la sua partita,
cadde, risorse e giacque,

vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
“mortacci” e manicomio
che d’ignorar fu saggio.

Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
il Comandante-fulmine
tenea dietro al baleno.

Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: lui
incornò impatto massimo
e scacciò i tempi bui

con un gollazzo mitico,
in porta della Lazio
sigillo fè stampar
del Comandante Fazio.

L’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;

tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;

due volte nella polvere,
due volte sull’altar.
Ei si nomò due goal
l’un contro l’altro armati,

sommessi a lui si volsero,
come aspettando il Fazio;
ei fè silenzio, e l’arbitro
fischiò contro la Lazio.

Squadra di cessi e d’ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d’immensa invidia
e di pietà profonda,

porta il bianco e celeste
nel fango e dentro ai fossi
mentre faville e feste
già fanno i giallorossi.

Oh quante volte, ai muri
dal Comandante eretti
chinati i rai fulminei
s’infransero i reietti.

Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
a disperar la Lazio
venne una man dal cielo,

e dopo il grande smacco
inflitto ai puffi burla
del terzo goal di tacco
e un Kolarov da urla,

saltò più in alto Fazio
due metri sopra il cielo
e ancora lo ringrazio
d’aver con grande zelo

al derby della vita
(vittoria più sofferta)
richiuso la partita,
dopo averla riaperta!

“Arc”

*

Il gioco della settimana: “frase bisenso”

Una volta si chiamava “crittografia mnemonica”. Oggi, frase bisenso.
È uno dei giochi enigmistici più difficili, ma anche uno dei più belli.
Si tratta di trovare una definizione dell’“esposto” che abbia contemporaneamente tutto un altro significato. La soluzione, di solito, dev’essere una frase fatta, un detto celebre, un modo di dire.
Facciamo due esempi:
                    CUCCHIAINO
                    (5 6 2 13)
“Cucchiaino” è l’esposto. Deve ispirare una definizione che, sfruttando le anfibologie della nostra lingua, porti a qualcosa che voglia dire ANCHE tutt’altro. Possiamo trovare un aiuto nella “chiave di lettura” (sono quei numeri tra parentesi): in questo caso, la chiave di lettura indica che la soluzione è composta da 4 parole; la prima di 5 lettere, la seconda di 6, la terza di 2 e la quarta di 13.
“Cucchiaino” è uno strumento piccolo atto a raccogliere, no? In altri termini: MEZZO MINUTO DI RACCOGLIMENTO. Ecco la soluzione!
Da notare che, nel passaggio dalla “definizione” alla “soluzione”, “mezzo” da sostantivo si trasforma in aggettivo, mentre “minuto” fa il percorso inverso: da aggettivo a sostantivo.

Tutto chiaro? No? Facciamo un altro esempio:
                       EX SUORA
                       (3 5 10)
Soluzione: UNA VOLTA INTONACATA
(Qui, “una volta” diventa - da avverbio temporale - il soggetto; e “intonacata” muta accezione: da “vestita con la tonaca” a “coperta con l’intonaco”).

Tutto ciò promesso, ecco una “frase bisenso” ispirata dall’ultimo derby (con due suoi protagonisti che compariranno in soluzione):
                      SANTUARIO
                     (8 7 2 10)
Soluzione: Immobile battuto da Pellegrini!

(Lo so, gli enigmisti a volte sono folli; ma spero che, almeno in questo caso, la follia vi abbia strappato un sorriso).


*

Gli anagrammi della settimana

Ecco due anagrammi ispirati dalla stracittadina: il secondo non è solo una frase anagrammata, ma anche un distico di endecasillabi.

Romanzo autoriale —> Roma Lazio tre a uno

A loro grande pena, il gol di Fazio…
—>
d’ogni dolor fa piangere la Lazio



Franco Costantini


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