La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: La quarantena del Legionario

una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 3 mesi fa
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Tutto lo sport si ferma. E noi de “Il Legionario”?
Anche per noi saranno tempi di quaresima e quarantena. Mica possiamo scrivere sul nulla.
Chi scrive, tuttavia, ha un vantaggio: può farlo anche in isolamento; senza riunioni tecniche col mister; senza allenamenti collettivi; fregandosene del divieto di assembramenti. È sufficiente avere un’idea, e la voglia di metterla su carta.
Ecco, ad esempio, quattro settenari “sull’emergenza”:


Tu, virus, non mi piaci
perché ci sei d’intralcio:
ci togli abbracci e baci,
ci togli pure il calcio…

Insomma, cari lettori: la presente rubrica è “ufficiosamente sospesa” fino a quando non si tornerà a giocare; a meno che… A meno che non mi venga in mente qualche facezia, qualche capriccio, qualche verso o versaccio. In tal caso, scriverò (anche sul nulla): in questi tempi di isolamento, sarà bello condividere qualcosa con voi; fossero anche due lazzi in croce.

*

Passione e coronavirus

Il Covid-19 ci potrà anche uccidere. Ma è impotente contro la passione: quella sopravvive a tutto. Sappiate che, nel caso io finisca a rantolare in qualche reparto di rianimazione, il mio ultimo fiato sarà un «Daje Roma!».
Voglio prodigarmi, a questo punto, in un’invettiva politicamente scorretta, mescolando sacro e profano, serio e faceto, major et minor. Insomma: il poeta si prende licenza, e scrive quello che gli pare…


Te possino cecà, virus di merda,
che il fuoco mio t’annienti e ti disperda!
Tu che riduci i nostri nonni in coma,
e privi noi del calcio e della Roma!
Ci hai tolto le bevute con gli amici,
le gite fuori porte, i giri in bici…
E - quel ch’è peggio - manco più si scopa…
perché in isolamento è pur la topa.

*

Endecasberleffi

Nel 1914, mentre la Lazio era prima in classifica, il campionato fu sospeso per guerra.
Nel 1975 la Lazio era ancora prima… e scoppiò il colera a Napoli.
Poche settimane fa (prima del recupero della gara Juve-Inter) la Lazio era ancora una volta prima… ed ecco il Coronavirus dilagare in Italia.
L’evento va esorcizzato con una quartina italo-romanesca di endecasberleffi. A rime incrociate.


Quanno er cuggino è in testa e par eccella,
ecco che arriva il Covid Diciannove.
Non è una coincidenza, abbiam le prove:
Lazio che vince… porta sempre jella.

*

Gli anagrammi della settimana

1.
Onomanzia del Presidente della Lega Calcio di Serie A (era forse nel suo destino, la sospensione del campionato?):
           Paolo Dal Pino:

           → «Palloni? A dopo…»

2 e 3.
Parlando per un attimo seriamente (solo per un attimo): il Covid-19 non va sottovalutato, occorre affrontare il problema con la massima prudenza; ma nemmeno si può sopravvalutare il pericolo; “andare in panico”, insomma, è da fessi…
E… se il coronavirus fosse un esempio concreto della Legge di Murphy? Ecco due frasi anagrammate sul tema:


           I fessi alimentano da sé la paura da coronavirus
           → In verità, dissi: «Se una cosa può andar male, lo farà»

           «L’ostile pandemia ci aggredì. Il pericolo è ora. Non ci pensi?»
           → «Le cose andranno di male in peggio, poi il ciclo si ripeterà»

4.
L’ultimo anagramma è dedicato al rapporto tra il Covid-19… e noi tifosi. Sperando che gli stadi tornino presto a riempirsi…

           Coronavirus, odioso a tutto il tifo
           → Lo stadio vuoto fa cuori tristi. O no?


Franco Costantini


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