La Sfera dei Capricci

La sfera dei capricci: Epistemologia karsdorpiana

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 9 mesi fa
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10:00
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O Sfera che Sublime
del calcio crei l’idioma…
ispirami due rime
(e sempre Daje Roma!)




Roma Torino 3-2

Zaniolo sugli scudi: merita un omaggio speciale; e a lui (vedi oltre) sarà dedicato l’anagramma della settimana.
La conclusione della gara evoca un endecasillabo da commedia scespiriana («Tutto è bene quel che finisce bene»). Ma il suo andamento è stato più bipolare che mai…

Forse contagiato dalla Roma, sto diventando bipolare anch’io. In questa stagione, infatti, mi è capitato più volte di pensare in modo incoerente. Esempio: se vedo giocare Schick, rimpiango Dzeko; se vedo giocare Dzeko, rimpiango Schick….
I terminali offensivi giallorossi, almeno ai miei occhi, stanno diventando un corollario della Legge di Murphy (sul modello di «L’altra fila è più veloce»); corollario che, in formula, reciterebbe così: «L’altro centravanti è meno peggio». Suonerebbe bene anche in distico di ottonari:


Murphy cito, Murphy echeggio:
«L’altra punta è meno peggio»

*

Sfottonari

Chiara, limpida, perfetta,
trasparente come vetro,
la classifica è corretta:
Roma avanti, Lazio dietro...

*

L’anagramma della settimana

Nicolò Zaniolo —> anzi… io lo clono!

*

Epistemologia karsdorpiana
(ovvero: dalle pagelle… a una riflessione retorico-filosofica)


Sono quasi sempre d’accordo con le pagelle dell’ottimo Emanuele Grilli. Ma questa settimana accade una cosa invero paradossale: il suo giudizio su Karsdorp è - ad un tempo - identico e opposto al mio!
Se andate a guardare le pagelle grilliane, sul terzino leggerete più o meno quanto segue: «Mostra qualche lacuna difensiva di troppo, ma spinge bene e fornisce un assist. Voto 6,5».
La mia valutazione invece sarebbe la seguente: «Spinge bene e fornisce un assist, ma mostra qualche lacuna difensiva di troppo. Voto 5,5».
Come vedete, il paradosso è compiuto: giudizio identico, voto opposto...

Il che mi spinge alla seguente considerazione: la retorica non è come la matematica; se inverti l’ordine dei fattori, il prodotto cambia eccome! Tutto ciò che è enunciato DOPO la particella avversativa... ha un peso infinitamente superiore a quello delle affermazioni precedenti.
Un altro esempio: se io dico «È un brav’uomo, ma ladro», voi pensate sùbito al vostro avvocato (o al vostro commercialista); ma se dico «È un ladro, ma brav’uomo», ecco che vi viene in mente Robin Hood! È bastato cambiare l’ordine delle parole, per scavare un abisso semantico: c’è una bella differenza, tra un commercialista e Robin Hood...

Insomma: dall'esperienza della valutazione di Karsdorp, potremmo persino arrivare a integrare la filosofia kantiana.
Kant scriveva: «La forma logica di ogni giudizio consiste nell’unità oggettiva delle appercezioni dei concetti in esso contenuti». «Ma - aggiungo io - dipende anche dall’ordine cronologico (persino casuale) delle percezioni che lo ispirano».

*

Appendice quasi inutile

“Epistemologia karsdorpiana” è forse titolo troppo ardito per questa puntata. Avremmo potuto intitolarla:

Il giorno del “giudizio”
Cogito ergo “ma”
Karsdorp, Kant e il commercialista…

(Fatemi conoscere i VOSTRI titoli alternativi: i migliori saranno citati nella prossima puntata. Daje Roma!)



Franco Costantini




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