La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: Dal cuore dell’intoppo nasce il top…

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 10 mesi fa
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Al tuo cospetto, o Diva,
il mio desio s’evinca:
che Roma sempre viva,
che Roma lotti e vinca.


Ci aspetta uno strano trittico di partite.
Si comincia giovedì in Bulgaria, contro il Cska: una gara che non conta nulla, perché i giochi, nel girone di Europa League, sono già fatti; con la Roma matematicamente al primo posto. La partita sarà dunque occasione per un proficuo allenamento dello seconde linee.
Al ritorno dalla Bulgaria, una trasferta delicata (Bologna) e poi il Torino all’Olimpico. Queste due gare, a differenza della prima, contano parecchio. La Roma, per coltivare l’obiettivo Champions, avrà bisogno di 6 punti: non c’è alternativa. Ecco dunque un distico augurale.


Dopo l’allenamento in Bulgaria,
vittoria doppia in campionato sia…

*

Roma - Young Boys 3-1

Alla Roma bastava il pareggio, per essere matematicamente prima nel suo girone di Europa League. Ma, nonostante l’inizio in salita, nonostante qualche incertezza difensiva, e nonostante l’ampia rotazione dei titolari, stravince contro gli svizzeri, riscattando l’infelice prestazione contro il Napoli.
Per dirla in due soli versi:


Mayoral, Calafiori ed il Bosniaco
garantiscono l’esito idilliaco…

Ma il protagonista assoluto è stato Riccardo Calafiori, promessa 18enne proveniente dal vivaio giallorosso. Due anni fa, durante una gara di Youth League, il ragazzo ebbe un terribile infortunio (ginocchio sbriciolato, menischi e legamenti e capsula distrutti). Ha avuto la forza di riprendersi, e contro il team bernese ci ha regalato la perla del gol del sorpasso.

Con lo stupendo bolide da fuori,
cala “l’asso di fiori” Calafiori!

La storia di Calafiori, insomma, ha qualcosa di epico: è la storia di una rinascita, di un’ascesa dopo la caduta.

(Per l’occasione, invento un motto pop:
dal cuore dell’intoppo nasce il top)

*

Roma Sassuolo 0-0

Del risultato NON sono contento. Della prestazione sì.
Il Sassuolo non è certo una squadretta (la classifica parla chiaro), ma i giallorossi, pur in inferiorità numerica, hanno sempre cercato la vittoria (e l’avrebbero meritata).
A impedire il bottino pieno non c’è solo il palo (Ferrari interviene con l’anca sul cross di Spinazzola, impedendo a Dzeko di depositare in rete e spedendo la palla proprio sul montante), ma anche la sciagurata direzione di Maresca.
Le due ammonizioni per Pedro sono scandalose. La prima è sicuramente inesistente (forse non c’era nemmeno il gioco pericoloso su Berardi, che il Nostro - pur alzando la gamba - non ha nemmeno sfiorato). La seconda è severissima, perché - a mio avviso - lo spagnolo usa le mani per protezione, al fine di ridurre le conseguenze dell’impatto con l’avversario, che aveva bruscamente cambiato direzione… Il fallo c’è, ma considerarlo “fallo tattico intenzionale” è esagerato.

Arbitro e Var si sono dimostrati inadeguati in almeno altre due occasioni: il piede a martello di Obiang su Pellegrini avrebbe meritato il rosso diretto; la mano di Ayhan in area, sul cross dello stesso Pellegrini, era lontana del corpo, e c’era dunque un rigore sacrosanto.
Comunque: la difesa ha tenuto bene, e la Roma ha avuto un netto predominio in fase offensiva (tiri 11 a 6, angoli 12 a 5). Se consideriamo l’inferiorità numerica, sono dati davvero incoraggianti.


Solo uno zero a zero col Sassuolo,
ma con la prestazione mi consolo
(capisco che il pareggio ti rincresca,
ma la colpa fu solo di Maresca!).

Morale: la “frenata” con gli emiliani non è un dramma. Da qui si può ripartire, perché la Roma ha mostrato tutta la sua forza.

(E ripropongo dunque il motto pop:
dal cuore dell’intoppo nasce il top)

*

Gli anagrammi della settimana

1.
In Europa League, Calafiori ha fatto un gol splendido. Il nostro 18enne merita un anagramma celebrativo.

Riccardo Calafiori
→Ci fa dir: «Calcio raro!»

2.
Fabio Maresca, in Roma-Sassuolo, ha arbitrato in modo iniquo. Non si è meritato i suoi 3.800 euro (tale è il compenso per dirigere una partita in serie A): possiamo dunque dire che li ha ottenuti “a sbafo”, “storcendo” e “distorcendo” gara e risultato. Ecco un doppio anagramma-sfottò.

Fabio Maresca → Marcio. E sbafa. →Fa Roma “sbieca”



Franco Costantini





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