Approfondimenti

L'analisi del girone di andata giallorosso

a cura di Matteo Bianchetti
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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7:00
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Termina il girone d’andata della strana stagione 2020/2021, con gli stadi vuoti e partite ogni tre giorni, senza i cori dei tifosi e senza possibilità di riposo. Al giro di boa, la Roma è terza in classifica (in attesa del recupero fra Juventus e Napoli), qualificata alla fase ad eliminazione diretta dell’Europa League, fuori dalla corsa alla Coppa Italia.

In Serie A:
19 partite giocate;
37 punti;
11 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte (di cui 1 a tavolino);
41 gol fatti, 32 gol subiti (29 effettivi).

In Europa League:
6 partite giocate;
13 punti;
4 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta;
13 gol fatti, 5 subiti.

In Coppa Italia:
Roma – Spezia 0 – 3 (a tavolino)

Le statistiche della prima parte di stagione ci raccontano di una Roma che segna molto ma che subisce troppo. Fino ad ora, infatti la Roma ha il terzo miglior attacco e una difesa da metà classifica.

Ma facciamo un passo indietro: agosto 2020, Dan Friedkin è il nuovo presidente della Roma, senza direttore sportivo, è Fienga a portare avanti il mercato. Arrivano Pedro, Kumbulla e Borja Mayoral, vengono confermati Mkhitaryan e Smalling, partono gli esuberi. Nei limiti del possibile la squadra sembra pronta.

L’obiettivo? 4° posto per tornare in Champions League.

I pronostici degli “esperti” e dei “tifosi”? 7° posto.

La partenza è shock, 3 a 0 a tavolino per un errore nelle liste dei giocatori. Si spera però di recuperare il punto perso con il ricorso. Poi la squadra di mister Fonseca inizia ad ingranare la marcia e raccoglie punti fino alla cocente débacle per 4 a 0 contro il Napoli, pochi giorni dopo la morte di Diego Armando Maradona. Ma la Roma non molla e continua a macinare vittorie e buone prestazioni, in campionato e in Europa League, fino ad un’altra pesante sconfitta per 4 a 1 contro l’Atalanta. Ma i giallorossi ripartono, di nuovo, facendo sembrare quelle sconfitte delle eccezioni, terminando in testa la fase a girone dell’Europa League, e conquistando così altre vittorie e un pareggio d’oro con l’Inter che portano elogi alla squadra e all’allenatore. Poi una settimana disastrosa, il derby perso 3 a 0 e l’eliminazione tragi-comica dalla Coppa Italia per mano dello Spezia (e della sostituzione di troppo). L’ultima partita del girone d’andata termina con 3 punti agguantati al 92’ dal capitano Pellegrini e da una grande reazione di squadra.

Dal punto di vista tecnico e tattico, la squadra di Fonseca è visibilmente, ancora, in fase di costruzione, con una difesa che subisce troppi gol, derivanti sia da un assetto alquanto offensivo, che da un portiere che non comunica abbastanza (Pau Lopez) con i suoi compagni di reparto; quest’ultimo composto, comunque, da giocatori che devono migliorare l’affiatamento; basti pensare al nuovo acquisto Kumbulla e alla prima vera stagione da titolare di Ibanez.

A centrocampo, Veretout è una sicurezza a cui, partita dopo partita, è stato affiancato il giovane Villar, il quale si è conquistato il posto da titolare con prestazioni brillanti. A centrocampo e in difesa è stato rivalutato Cristante ma declassato Diawara. Il gioco di Fonseca si sviluppa spesso sulle corsie laterali, dove agiscono Spinazzola, a sinistra, e Karsdorp, a destra. I due sono letteralmente rinati grazie ad un modulo che esalta le loro caratteristiche tecniche. Di certo hanno bisogno di qualcuno che li faccia rifiatare, dato che il giovane Calafiori a sinistra e Bruno Peres a destra non danno troppe garanzie.

In avanti, gli attaccanti creano tantissime occasioni, tanto da essere nella top 5 in Europa a creare più occasioni da gol, ma allo stesso tempo è anche tra le più sprecone. Mkhitaryan ha dimostrato di essere un fuoriclasse collezionando, fino ad ora, 10 gol e 10 assist tra campionato ed Europa League. Sembra essersi inserito molto bene anche Borja Mayoral, il quale ha toppato la partita di Coppa Italia, ma ha sempre risposto presente nelle partite in cui è stato chiamato in causa, tanto da aver segnato gli stessi gol di Dzeko ma con un minutaggio inferiore.

Cosa c’è da migliorare?
Sicuramente la concentrazione. Infatti sono stati numerosi i cortocircuiti (soprattutto nel secondo tempo) che hanno rischiato di compromettere o hanno riaperto partite che sembravano in tasca. Non bisogna dimenticare, però, che, giocando ogni tre giorni, è difficile mantenere ritmi alti per tutti i 90’ minuti.
L’affiatamento difensivo. Troppi errori di reparto e tanti errori individuali hanno innalzato a dismisura la quantità dei gol subiti.
La cattiveria agonistica. Nelle partite importanti, la Roma ha giocato spesso con poca aggressività, quasi con paura, facendosi così surclassare da Napoli, Atalanta e Lazio.

Mister Fonseca è stato, incomprensibilmente, messo in bilico dopo ogni partita, nonostante le vittorie, la posizione in classifica (attualmente terzo), il cammino in Europa League e il gioco espresso dalla squadra. Ad una settimana dal termine del calciomercato, sembra per certo il ritorno di El Shaarawy, uno che conosce la piazza e che ha sempre dato il massimo per questi colori. Ben venga quindi qualche giocatore di qualità in più, dato che la Roma, fino ad ora, ha utilizzato 23 giocatori, pochi in confronto alle altre.
Inoltre l’allenatore portoghese ha una rosa giovane, con un’età media molto bassa in confronto alle altre, tanto che, se si vanno ad analizzare le statistiche, la Roma ha perso sul campo contro tre squadre più mature (Lazio squadra più “anziana” del campionato).

Ora sotto con il girone di ritorno, più cattivi, più convinti e più carichi di prima!


Matteo Bianchetti





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