Il diario di Francesco
DIARIO

Il diario di Francesco 13/02/2017

Roma, 13 febbraio 2017
Redazione de Il Legionario
inserita 10 mesi fa
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10:00
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Dopo più di un mese torno a scrivere per il diario: perdonate l’assenza, ammesso che abbiate sentito la mancanza di questo progetto, ma al di là della passione per la Roma e Francesco ci sono anche altri impegni da mandare avanti che non possono essere rimandati nel tempo (soprattutto gli esami, universitari e non).

Torno a scrivere dopo parecchio tempo ma non sembra cambiato molto: la Roma di Spalletti è molto vicina al raggiungimento della forma finale, un po’ come succedeva con i personaggi dei cartoni animati che potevano mettere in atto diverse trasformazioni per migliorare nei combattimenti. Il tecnico di Certaldo sembra ormai aver virato sul 3-4-2-1 in maniera definitiva e non più solo come urgenza per i tanti assenti: il nuovo schieramento ha portato indubbi risultati sul campo, in particolar modo dal punto di vista difensivo con una solidità inedita, ma a nulla è servito quando si è scontrato con i classici blackout a cui noi Romanisti siamo stati abituati, indipendentemente dal momento storico o dalla rosa a disposizione.

In tutto questo non è cambiato neanche il contesto attorno alla Roma: l’ormai famoso video di Nainggolan è diventato ben presto pietra di scandalo nell’ambiente, senza pensare che il calciatore non sapeva di essere ripreso e stava facendo una confidenza, quindi era libero di dire quello che voleva (che poi è il motivo per cui non è stato multato neanche dalla Federazione oh). Ma soprattutto, come può essere uno scandalo che un calciatore fumi ormai? Davvero vogliamo credere che queste persone non abbiano gli stessi vizi di una qualsiasi persona normale? E, sempre in quanto esseri umani come tutti noi, non possono ammettere candidamente di odiare una squadra (riscontrando tra l’altro pieno supporto da chi scrive come da molti altri Romanisti)? Tra l’altro, per chiosare sulla vicenda, a chi si lamenta perché ha detto che non gli interessa di diventare come Totti rispondiamo sottolineando una volta di più la saggezza del belga: neanche De Rossi ha mai sognato di paragonarsi a Francesco; traete le vostre conclusioni, ammesso che siate in grado.

Per quanto riguardo Francesco stesso, c’è un misto di tristezza che sale in questo periodo: è entrato a Genova e ha creato dal nulla tre palle gol contro la Samp, tre giorni più tardi è stato decisivo in Coppa Italia come sempre, però c’è qualcosa di diverso per quanto mi riguarda. C’è, forse per la prima volta parlando di Lui, come una sorta di sensazione che questi quattro mesi che ci separano da qui a maggio non siano imperniati della magia che ci ha regalato costantemente: quasi come se non fosse più in grado di decidere le partite da solo, a ricordarci che effettivamente il tempo passa per tutti e anche noi dobbiamo farcene una ragione. Sia chiaro, ben venga se la Roma riuscirà a dimostrare di essere riuscita a superare questa fase, anzi forse in parte lo sta già facendo sotto ai nostri occhi, ma almeno per me questo è un mezzo colpo al cuore.

Provo a spiegarmi meglio per non essere frainteso: il punto è che Francesco ci ha sempre abituato ad aspettarci di tutto, in ogni situazione, anche quando tutto sembrava essere perduto e non c’erano vie d’uscita. Ci ha preso per mano ogni volta mostrandoci il cammino, facendoci vedere sempre la luce in fondo al tunnel anche quando sembrava lunghissimo, infinito. Ci ha fatto credere che veramente lui potesse sconfiggere il tempo infame che passa e che sarebbe stato per sempre il nostro eroe pronto a difenderci dai cattivi, come nelle favole. E ora, che forse davvero stiamo assistendo agli ultimi mesi in campo di un tale giocatore, dobbiamo fare i conti con la realtà, come a risvegliarci da un lungo sogno durato per gli ultimi due decenni e mezzo.

In questo mare di insicurezze, quel forse rappresenta il nostro unico appiglio per sperare che ancora una volta Francesco ci smentisca, sia lì a lottare per noi e che poi venga per l’ennesima volta a presentare il conto, come a dire: “Ma ancora non avete capito come funziona con Me?”

Sono pronto a ricredermi ancora una volta, ad assistere all’ennesima giocata decisiva quando sei dato per finito, consapevole che Tu puoi.

Francesco Giovannetti


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