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Campo Testaccio, il Paradiso della Roma (con video)

di Emanuele Grilli
Redazione de Il Legionario
inserita 7 mesi fa
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Molto spesso quando si parla di calcio in generale si dice che uno stadio pieno, con il calore dei tifosi, possa dare la spinta necessaria per raggiungere la vittoria. A tal punto da venir chiamato dodicesimo uomo in campo. Qualcuno potrebbe pensare che è un’assurdità, visto che in campo ci vanno i giocatori e non i tifosi, ma io non la penso così. Soprattutto perché nella storia giallorossa c'è stato uno stadio che da molti era ed è tuttora considerato il Paradiso della Roma, un luogo che racchiudeva ogni partita l'anima del tifo giallorosso. Sto parlando ovviamente di Campo Testaccio, il primo stadio nella storia della Roma che poteva disporre di tribune e che poteva quindi accogliere i tifosi in modo appropriato.





Il progetto venne ideato nel 1928 dall'ingegnere Silvio Sensi, padre di quello che diventerà molti anni dopo il presidente del terzo storico scudetto giallorosso, l'amato Franco Sensi. L'idea iniziale era quello di renderlo un vero e proprio stadio inglese, ispirato allo stadio dell'Everton di quegli anni. Avrebbe dovuto avere quattro tribune di legno verniciate coi colori giallorossi, e una capienza vicina alle 20.000 unità. Un’enormità se pensiamo che venne costruito esattamente 90 anni fa.
L'impianto inoltre prevedeva sette ingressi e persino l'abitazione dell'allenatore, un edificio sul cui muro era dipinto lo stemma giallorosso.
L'impianto venne inaugurato ufficialmente il 3 novembre 1929 con un Roma-Brescia 2-1, e fin da subito i tifosi riempirono lo stadio con bandiere e cori incessanti.
Una piccola curiosità è che il costo dei biglietti fu fin da subito molto elevato, salvo qualche sconto per donne, bambini ed universitari, ma nonostante ciò la media degli spettatori fu di ben 10.000 unità a partita. Chi non aveva il biglietto era solito salire sul monte dei Cocci, che sovrastava la parte laterale dello stadio, e nonostante non si vedesse particolarmente bene molti tifosi si recavano lì ad incitare la squadra.
Ad ogni partita i giocatori entravano da una botola coperta da alcune palanche, e non appena si vedeva la testa del primo giocatore iniziavano subito i cori d'incitamento alla squadra, che veniva quasi sospinta al centro del campo dagli urli dei tifosi.
Lo stadio era diventato fin da subito un’autentica fortezza, difesa dai giocatori e dagli stessi tifosi, che riuscivano a far tremare qualsiasi avversario arrivasse al suo interno. Tutti, dal magazziniere al centravanti, volevano solo il bene della Roma, che era diventata un vero e proprio orgoglio capitale.

In questo stadio la Roma collezionò una gran serie di vittorie e belle soddisfazioni, una di queste lo strepitoso 5-0 alla Juve del 15 marzo 1931, che tra l'altro fu d'ispirazione per un importante film dell'epoca, intitolato proprio Cinque a Zero.
Un’altra vittoria storica è sicuramente un altro 5-0 rifilato però ai cugini laziali, nel derby del 1 novembre 1933 che tuttora rimane quello con più gol di scarto nella storia di questa sfida. In questo stadio infatti i biancocelesti videro sempre i sorci verdi, visto che in 15 precedenti vinsero solo 2 volte con 3 pareggi e 12 vittorie giallorosse.
Il bilancio complessivo della Roma a Campo Testaccio è di 161 partite giocate dal 29 al 40, 103 vittorie, 31 pareggi e 26 sconfitte. I gol segnati furono addirittura 377, quelli subiti 111.

Dopo 11 anni però, nel 1940, Campo Testaccio venne definitivamente abbattuto, poiché era stato rilevato un deterioramento della struttura che avrebbe potuto portare a seri problemi soprattutto quando lo stadio si sarebbe riempito di tifosi. Nonostante ciò molti tifosi furono distrutti dopo questa decisione, era come se fosse stata strappata una parte di Roma dal cuore di ogni tifoso.
Il 27 novembre 2000, a 60 anni di distanza dall'ultima partita giocata, venne inaugurato un progetto dall'allora sindaco di Roma Rutelli e il presidente della Roma Franco Sensi, per riedificare il terreno e renderlo usufruibile anche se con un abbassamento di posti a 10.000 complessivi. Lì per diversi anni si allenò l'Associazione Sportiva Testaccio e alcune giovanili della Roma, ma dal 2008 in poi per via di alcuni lavori mai conclusi il terreno andò definitivamente in rovina. Ancora adesso si sta cercando qualcuno che possa farlo tornare una struttura adeguata, per dare il giusto merito a un luogo che ha fatto la storia della squadra giallorossa.

Emanuele Grilli


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