Calcio e onomanzia

Calcio e Onomanzia: DE ROSSI, FLORENZI e…

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 11 mesi fa
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«Nomen omen», dicevano i nostri padri («il nome è presagio»). E un’antica pratica esoterica, l’onomanzia, si basava proprio sui nomi per meglio comprendere le persone e il loro destino. Una delle tecniche dell’onomanzia era l'anagramma del nome, cioè il cambiamento della successione delle sue lettere.
Qui, sia chiaro, non pretendiamo di “divinare” alcunché. Se non per gioco. Ma il gioco – specie se ha tradizioni millenarie – merita sempre di essere giocato.


DE ROSSI, FLORENZI e…

1. Daniele De Rossi è nella Roma da 16 anni. Sarebbe un record, se non ci fosse il “fenomeno Totti”. L’encomiabile desiderio di Daniele - restare giallorosso - si è sempre incontrato col desiderio della Roma di trattenerlo. Nel seguente anagramma, “Roma” è espressa con la sua sigla sportiva (“ASR”), e “desiderio” assume la forma arcaica “desio” (cfr. Ugo Foscolo, I Sepolcri, 226-227: «E me che i tempi ed il desio d’onore
/ fan per diversa gente ir fuggitivo…»).
Daniele De Rossi = è nel desio di ASR

La lunga storia d’amore tra Daniele e la Roma è stata talora una storia sofferta, specie in occasione di alcune “intemperanze in campo”. Daniele, infatti, ha collezionato quattordici espulsioni in carriera: 8 in campionato, 4 nelle varie coppe, 2 con la nazionale. In dodici casi su quattordici, l’espulsione è avvenuta non per somma di ammonizioni, ma per “rosso diretto”. A volte una virtù (l’indole combattiva) si confonde dialetticamente con un vizio (l’indole TROPPO combattiva!). E anche questo risulta dal responso onomantico:
Daniele De Rossi = indole… è da risse!


2. Alessandro Florenzi è un altro romano/romanista, apprezzatissimo dai tifosi specie per la sua “dedizione”: corre sempre tantissimo, senza mai risparmiarsi.
Tale caratteristica spicca nel seguente anagramma, in cui ci si avvale di un arcaismo: il pronome “El” (apocope di “elli”, cioè “egli”), usato specie in poesia (cfr. - ad esempio - Dante, Inferno, XVI, vv. 121-123: «El disse a me: “Tosto verrà di sovra / ciò ch’io attendo e che il tuo pensier sogna: / tosto convien ch’al tuo viso si scovra”»).
Alessandro Florenzi = el si sforza nel donar

Un’altra parola chiave, per Alessandro, è “onore”. Non onora solo la maglia (con la sua generosità in campo); onora anche lo sport in genere. Non è un caso che nel maggio 2016 sia stato premiato col Pallone d’Argento (destinato al calciatore più corretto della serie A). E non è un caso che, nel ricevere il premio, Alessandro abbia dichiarato: «Per me è un onore». Ecco l’anagramma rivelatore:
Alessandro Florenzi = il far d’onor l’essenza

Il suddetto anagramma (sia per il “tono”, sia per la struttura metrica del settenario) è quasi “poesia”. Potrebbe essere il verso finale di una quartina. Come questa:
«I’ corro e mai non cedo,
né temo sofferenza;
ché mi sospinge un “credo”:
il far d’onor l’essenza…»


3. C’è un nuovo manager tra i quadri dirigenziali giallorossi: Umberto Gandini approda dal Milan alla Roma.
Era prevedibile:
Umberto Gandini = in budget romani…


4. Con il suo magico secondo tempo contro la Samp, Totti - per l'ennesima volta - ha INFIAMMATO i cuori dei tifosi:
Francesco Totti = fé côr scottanti!



Franco Costantini

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