Pagelle

Roma Verona 1-0 - Il Pagellaio Matto

Adesso è il momento della verità. È l’ora di scoprire la pasta di questa Roma. Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 9 mesi fa
404
3:00
939090
Avete mai assaggiato i biscotti “Brutti ma buoni”?
Ecco, noi stasera siamo stati così. Brutti, ma brutti, brutti e allo stesso tempo decisamente buoni. Buoni a sfruttare l’unico errore difensivo degli avversari nei primi minuti e altrettanto buoni a non subire più di tanto gli attacchi di un Verona combattivo ma poco incisivo.
Troppo blandi nelle ripartenze, troppo lenti sulle seconde palle, troppi minuti giocati sotto ritmo (quasi tutti a dire il vero). Per raggiungere l’Europa servirà molto di più che prestazioni da “brutti ma buoni”, perché quelle che incontreremo, lì davanti, sono tutt’altro che sterili e se entri “moscio”, ti distruggono.
Non so se la Roma sia stanca o semplicemente stia subendo una flessione dovuta al cammino pazzesco del 2025, di certo nelle ultime partite non mi ha dato l’impressione di avere ancora quella gamba e quell’irruenza delle settimane precedenti all’eliminazione dalla coppa. Come se la partita contro il Bilbao avesse portato via qualcos’altro oltre l’eliminazione.
Speriamo sia la quiete (non di risultato, visto che siamo al diciassettesimo utile consecutivo, ma di prestazione) prima della tempesta finale. Perché solo così il nostro cammino potrà terminare nel migliore dei modi.

Mile SVILAR 6,5 – Oggi non viene sollecitato come nelle ultime giornate, ma risponde pronto a ogni chiamata. Sempre attento sulle uscite alte, regala estrema sicurezza alla difesa.
Zeki CELIK 6,5 – Prestazione più che positiva. Difficile poter prendere di più da lui e quindi ci si accontenta alla grande.
Gianluca MANCINI 7 – Nel finale si prende la scena con un paio d’interventi importanti. Da vero Capitano carica la squadra a non mollare.
Evan N'DICKA 5,5 – Troppi errori “tecnici” per uno come lui. Una palla gli sfugge sotto il piede, poi su uno stop facile scivola e favorisce una ripartenza pericolosa del Verona. Bisogna dire che le ha giocate tutte e quindi un momento di calo ci può anche stare.
Alexis SAELEMAEKERS 5,5 – Giocatore che sta dimostrando una certa discontinuità di prestazione. Oggi pensavo fosse la “sua” partita. Quella dove s’inventa la giocata risolutrice e invece il nulla cosmico si è impossessato di lui.
Dal 70’ Artem DOVBYK 6 – Sfiora subito il gol che avrebbe chiuso in anticipo il match. Qualche buona sponda e un paio di giocate interessanti, che però stridono con alcuni momenti in cui è sembrato fuori dal contesto di gioco.
Manu KONÉ 6 – Con lui inizio a fare fatica nella scelta del voto. Ogni tanto sembra accendersi per poi spegnersi subito dopo e vagare in mezzo al campo. Strappa tanti palloni, ma ancora ne perde “troppi” per i miei gusti.
CRISTANTE 7 – Lucido, preciso, sostituisce Paredes come meno bellezza estetica, ma tanto pragmatismo. Essenziale.
ANGELINO 6 – Ancora lontano dall’Angelino che ci aveva irrorato gli occhi con giocate, cross e qualche gol.
SOULÉ 7,5 – A novembre era stato già ribattezzato il nuovo Iturbe, a gennaio era quello che doveva andare altrove a farsi le ossa, uno senza un ruolo specifico, uno che non era da Roma insomma. Poi, come accade spesso ai giovani calciatori, ha ritrovato fiducia, minuti di gioco e serenità. Oltre la giocata/assist, è quello che mette in apprensione un intero reparto difensivo.
Dall'82' RENSCH s.v. – Gioca pochi minuti per poter essere giudicato, ma una cosa è certa, lui entra sempre con il piglio giusto e anche in uno scampolo di partita riesce a dare il suo contributo.
BALDANZI 5,5 – Partita non sufficiente. La voglia non basta in certi casi e da uno con la sua tecnica ci si aspettano più giocate e invenzioni.
Dal 63' PISILLI 6 – Entra per dare dinamismo in un momento in cui la Roma sta perdendo il campo. Utile.
SHOMURODOV 7 – Bravo a seguire l’intuizione di Soulé, lesto e furbo a sfruttare l’unica incertezza difensiva del Verona. Se un attaccante segna e oltretutto quel gol vale i tre punti, ha fatto il suo, sempre.
Dall'82' EL SHAARAWY s.v. – Anche lui entra con il piglio giusto come l’olandese, ma è più confusionario e meno lucido nelle giocate. Comunque, troppo poco per dare un giudizio completo.
All. RANIERI 6,5 – La Roma vista ieri è lontana anni luce da quella di un paio di mesi fa. Però continuano ad arrivare i punti e va bene così.
Adesso è il momento della verità. È l’ora di scoprire la pasta di questa Roma. Senza partite infrasettimanali non ci saranno scuse del doppio impegno, la stanchezza dovrà essere messa parte e fatto spazio alla voglia di spaccare il mondo in due.
Di una cosa sono sicuro, se i calciatori riuscissero a trasformare la voglia e la passione di noi tifosi in prestazioni, non ce ne sarebbe per nessuno da qui all’eternità.

Daje Roma daje.
Forza Roma
Ad maiora

Emiliano Petrone





ULTIMI ARTICOLI

Copyright 2016 © By Il Legionario di Elena Sorrentino - Tutti i diritti sono riservati - Vietata la riproduzione non autorizzata