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Roma Lille 0-1 - Il Pagellaio Matto

Folletti, streghe, illusioni, la Roma anticipa la notte di Halloween di un quasi un mese. Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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3:00
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Dopo una serata del genere non sai se prenderla in modo ironico o iniziare un percorso di sincera autoconsapevolezza.
Di certo, la partita di ieri, ha evidenziato un dubbio iniziato a sorgere dopo la sconfitta con il Torino: la Roma corre solo in fase difensiva.
Quando corri tanto qualcosa succede sempre” ho scritto dopo la partita contro il Nizza. Vero, se però lo fai in entrambe le fasi.
Le ultime due partite di campionato mi hanno spaventato nonostante le vittorie (contro i paesani e il Verona). Ieri he ne ho avuto la controprova.
Lanci in profondità con gente ferma, rivolta con il corpo verso la propria porta, quindi non pronta al movimento in verticale. Palloni lunghi sulla punta senza nessuno che si proponga a supporto.
Appoggi sui terzini per allargare il gioco che finiscono sempre con il ritorno “morto” verso il centrocampista, il quale poi ha sbocchi solo in orizzontale.
C’è stato un momento, negli ultimi minuti, in cui mia moglie ha dovuto gettarmi addosso dell’acqua santa.
Calcio di punizione sulla trequarti. Battiamo veloci (ovvio stiamo perdendo), palla dietro, dietro ancora… poi a Svilar.
È una cosa su cui riflettere molto perché mette a nudo problemi di mentalità, mancanza di connessione con la realtà agonistica e pone una serie di interrogativi con risposte tutt’altro che positive.
Sapevamo che la Roma, per essere plasmata a immagine e somiglianza del suo allenatore, avrebbe avuto bisogno di un mercato importante, sia dal punto di vista numerico, sia “tipologico”. Non parlo di qualità, perché ritengo che quella ci sia, però nel modo sbagliato, non adatto a certi dettami tattici e agonistici.
Se uno guarda la classifica del campionato e legge queste parole, pensa: “questo è matto”. Non fa una piega, ma temo (e spero di sbagliare con tutto il cuore) che andando avanti così, senza uno switch importante e un radicale cambio di mentalità agonistica, ben presto ci afflosceremo su noi stessi.
No, non è disfattismo, lungi da me, è solo l’analisi cinica e chirurgica di chi durante una partita osserva i dettagli, il linguaggio del corpo dei calciatori, cose che spesso passano inosservate o messe in secondo piano.
Ieri avevano paura di calciare quel rigore, tutti. Neanche fosse una finale di Champions. Lo dimostra il modo in cui sono stati battuti, mosci, leggeri. E dopo l’errore? Rassegnazione, come se già fossero pronti allo sbaglio.
Ma è l’ultimo dei problemi quello. Non perdi per colpa del rigore sbagliato tre volte, perdi perché ancora una volta non sei in grado di costruire azioni nitide, di fare un triangolo in velocità al limite dell’area e di conseguenza diventi prevedibile.
Gli allenatori avversari ora lo sanno, adottano le giuste contromosse e te la incartano alla grande.

Della partita di ieri riesco a salvare solo l’incolpevole Svilar e in parte El Aynaoui (al netto di quell’errore che per poco non ci costa il raddoppio).
Per il resto boccio la prestazione di tutta la squadra, rea di troppi errori banali, sintomo di una concentrazione latente.

Prima della sosta si va a Firenze.
Spero che già domenica la Roma possa smentire anche le virgole di quanto ho scritto oggi.
Lo spero davvero.
Nel frattempo, solo una cosa mi aiuta a guardare avanti con fiducia:
L’amore per la Nostra Roma

Forza Roma
Ad maiora

Emiliano Petrone




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