Pagelle

Napoli Roma 2-2 - Il Pagellaio Matto

Questa Roma sta costruendo. Lo sta facendo con le risorse che ha a disposizione e potendo puntare su una grandissima competenza. Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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Per la rubrica “due punti persi o uno guadagnato”, abbiamo intervistato la dottoressa e psicologa del calcio Mia Bestem.
Le abbiamo rivolto tre domande sulla Roma.
Prima domanda: “Dottoressa, in tanti anni di calcio, le è mai capitata una squadra che in tre partite subisce due autogol, con tiri che non sarebbero finiti in porta neanche per volere dello Spirito Santo?”
Seconda domanda: “Ha mai visto una squadra subire il gol dell’ex con la stessa puntualità e costanza della corsa mattutina verso il bagno post caffè?
Terza e ultima domanda: “Al netto dei quesiti precedenti, lo punterebbe un sesterzio sulla qualificazione Champions della Roma

Le risposte, anticipate da epiteti coloriti accompagnati da nomi di quadrupedi e rivolti a varie divinità, sono state: “no, no, nì.”

Perché qui siamo di fronte agli ennesimi “fatti da Roma”. Qualcosa che sfiora la magia nera, mescola sacro e profano in un mix letale di sfiga e assurdità, come l’infortunio (sembra non grave) a Wesley, per un rigore che alla fine serve solo a lasciarti sulla bocca le molliche di un'illusione. O come la mossa della disperazione dell’allenatore avversario, che blocca l’esplosione del tappo dello Champagne Bon Disastrò, annata 2026.
E alla fine dobbiamo pure ringraziare per aver portato via un punto, perché diciamocela tutta: di solito a noi, queste serate, finiscono non male, ma malissimo.

Lato tattico mi sento di dire poco. Il gol del pareggio è frutto di un errore corale, dovuto alla squadra allungata, forse stanca per aver pressato tutta la partita e non aver ricevuto il giusto apporto dai cambi (al contrario del Napoli).
Questa Roma sta costruendo. Lo sta facendo con le risorse che ha a disposizione e potendo puntare su una grandissima competenza.
Perché qui lo sport cittadino è dare dell’incompetente a turno: allenatore, direttore sportivo, medici, come se questi fossero lì “per caso” e non per competenza. Per carità, ne abbiamo visti di incompetenti qui, ma non è sempre così.
Massara è già passato per lo scemo del villaggio: quelli boni li ha presi Gasperini, quelli scarsi lui, come se il DS fosse una figura mitologica con il portafoglio pieno di soldi, pronto a muoversi in giro per il mondo a comprare chiunque venga richiesto.
Beh, non è così. C’è una società che “decide” sopra di lui. Che gli impone regole finanziare e lui deve essere bravo a far sposare le esigenze societarie con i pruriti dell’allenatore. Vi pare facile?
Certo, Malen, Wesley, Zaragoza, li ha scelti Gasp, ma poi la trattativa finanziaria l’ha fatta Massara. Ghilardi, Zio, El Aynaoui, sono intuizioni sue però.
Poi ci possono essere degli errori (Ferguson, Tsmikas, comunque avallati dall’allenatore immagino), quelli li fanno tutti, l’importante è che non siano gravi e visto che sono solo prestiti (ricordiamoci sempre che lui è venuto a Roma senza pianificazione, scelto di corsa dopo l’addio di Ghisolfi), direi che si può chiudere un occhio.
Per ora mi astengo dal giudizio su Vaz. È giovane, ha bisogno di tempo e di minutaggio prima di essere etichettato.

Mile SVILAR 6 – Il suo lo fa sempre. Purtroppo, sui gol non ha colpe. Il primo cambia direzione, il secondo è un missile rasoterra.

Evan N'DICKA 6,5 – All’inizio si fa beffare un paio di volte dallo strapotere fisico di Højlund, poi gli prende le misure e lo argina perfettamente. Fino a quella sponda maledetta…

Daniele GHILARDI 7 – Sembra aver fatto già lo “scatto” da grande. Poi tocchiamo ferro e tutto il resto. Altra partita di spessore, da veterano.

Niccolò PISILLI 6 – Sfortunato sulla deviazione che regala il pareggio al Napoli. Cala ed esce nel secondo tempo, dopo una partita di grande sacrificio.

Dal 65’ EL AYNAOUI 5,5 – Non il migliore degli impatti sulla gara. Se fosse entrato come sempre, forse avremmo portato a casa i tre punti.

WESLEY 6,5 – Ha poche occasioni per mettersi in mostra, ma gliene basta una per spaccare in due la partita. Non fare scherzi eh…

Bryan ZARAGOZA 6,5 – Sappiamo che in questo momento non può avere 90 minuti nelle gambe, ma forse neanche 65. Però l’assist al settimo è preciso, pulito, perfetto; un segnale che tecnicamente lui può darti quella giocata spesso mancata nella prima parte della stagione.

Donyell MALEN 8 – Qui c’è davvero “poco” da dire. Seconda doppietta consecutiva, stavolta contro una big. Tempi d’inserimento perfetti, freddo dal dischetto, giocatore imprevedibile. Tanta, tanta roba.

ALL. Gian Piero GASPERINI 7 – La prepara bene e stava per fare sua la prima vittoria in uno scontro diretto. Peccato, ma la strada che ha indicato è quella giusta, bisogna solo seguire il sentiero e le mollichelle di pane che lascia a terra, partita dopo partita.

Forza Roma
Ad maiora


Emiliano Petrone




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