Triplice fischio
STADIO

TRIS SOTTO L'ALBERO. EL SHAARAWY, DZEKO E PEROTTI SCHIANTANO IL CHIEVO

Trentotto punti: questo è l'esito del 2016 giallorosso, che si chiude al secondo posto a 4 lunghezze dalla Juventus capolista (tuttavia con una partita in meno). (di Massimo Salvo)
Redazione de Il Legionario
inserita 8 mesi fa
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7:00
282020
Spalletti premia i ragazzi della Primavera portandone ben tre in panca, ossia il portiere Crisanto, il difensore Pellegrini e il centrocampista Spinozzi. Pronti, via: la prima occasione del match capita sui piedi di Dzeko, che all’11’ riceve un passaggio millimetrico in area e calcia forte appena a lato sulla sinistra.
Al 21′ il Chievo mette i brividi ai padroni di casa con Birsa, che dopo aver superato Vermaelen mette al centro per De Guzman che, tutto solo davanti a Szczesny, mette incredibilmente a lato.
Al 24′ Nainggolan prova la botta su punizione, trovando sulla sua strada ancora una volta Sorrentino; la respinta dell’estremo difensore è però corta, tanto che Gamberini è costretto agli straordinari per anticipare il tap-in di Fazio ben appostato. La Roma spinge sull'acceleratore e alla mezz'ora Bruno Peres su punizione centra il palo esterno.
Al 35′, poi, Dzeko cade in area a contatto con De Guzman, ma l’arbitro fa cenno di proseguire. Proprio nel momento migliore dei giallorossi, a sorpresa il Chievo va a segno: al 39' Izco effettua un traversone dalla destra, Bruno Peres si perde De Guzman che, in tuffo di testa, infila Szczesny.
Ai capitolini, però, bastano 6 minuti per rientrare in gara: al 45'+2 El Shaarawy si procura una punizione da buona posizione. È lo stesso Faraone ad andare alla battuta e, con un destro di gran classe, disegna una traiettoria imprendibile che si spegne sotto l’incrocio. Il secondo tempo inizia laddove era finito.
Al 52′ El Shaarawy penetra in area, vince un paio di rimpalli ed offre a Dzeko un assist prezioso, che il bosniaco insacca senza indugi.
Al 75′ nuovo legno per la Roma: Bruno Peres crossa dalla destra, Dzeko incorna di testa ma la palla colpisce il montante a Sorrentino battuto. Nel giro di due minuti, infine, Perotti spreca e realizza il tris: dapprima spara alto a porta vuota e poi si procura un rigore per un fallo di Costa ai suoi danni. L'argentino dagli undici metri spiazza Sorrentino e mette il sigillo sulla gara. Si chiude così un anno da "Odi et amo" catulliano, che entro maggio Spalletti proverà a rendere dantescamente divino.

Massimo Salvo

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