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Tributo al Capitano #4x10 Auguri leggenda!

Cominciò tutto nel Settantasei, il giorno ventisette di settembre: baciato dalla Sorte e dagli Dei, nacque un fanciullo d’aggraziate membre. (TOTTEIDE)
Redazione de Il Legionario
inserita 10 mesi fa
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Quando il tifoso Romanista vede uscir di scena il Capitano gli viene spontaneo dire: “S’è spenta la luce!” Ecco che allora vien in nostro soccorso il poeta, attore, scrittore e fine dicitore Franco Costantini col suo poema epico TOTTEIDE:


Eupalla diva, e voi possenti numi
che il calcio amate, e la “sferomachia”,
nel mio intelletto, deh, infondete lumi
acché più pronta la mia penna sia.
Donate a me la forza d’un Titano,
l’estro dei vati ed il saper dei dotti,
ch’i’ vo’ narrar del grande Capitano,
ch’i’ vo’ narrare di Francesco Totti. (*)



E’ vero, a molti leggendari calciatori è stato paragonato il nostro Capitano: ad Alfredo Di Stefano, ”la saeta rubia” per il quale fu anche sfiorata l’idea, per un momento, che la Roma lo potesse ingaggiare, ma fu “bocciato” perché vecchio (a 28 anni) senza sapere che poi avrebbe giocato fino a 40; a Johan Cruijff “il profeta del gol” che con tale appellativo fu immortalato nel film documentario dal grande Sandro Ciotti oppure il “Pelè bianco” per riprendere un soprannome sfoggiato da Gianni Brera; a così a Gianni Rivera “il golden boy” o a “codino” Roberto Baggio ma … no, nulla di tutto questo. Ogni epoca ha i suoi eroi ma il nostro Capitano, a 40 primavere suonate, calcisticamente sembra incarnare “il curioso caso di Benjamin Button” invecchia e sembra ringiovanire.


I’ vo’ cantar de la sua classe pura,
del suo coraggio, de la sua gran possa,
e della dedizione imperitura
con cui servì la causa giallorossa.(*)


In questo sta “la grande bellezza” del nostro “Bimbo de oro” la sua dedizione alla causa giallorossa. Unico !
E quindi la luce, l’elemento che ti trasporta dal buio delle tenebre alla bellezza del creato. E come una sorta di “sole di mezzanotte pallonara”, Francesco illumina la scena, disegna traiettorie verso la porta o per i compagni, oppure, come un raffinato designer di strumenti per l’arte culinaria, ti “cucina” col suo marchio di fabbrica: “il cucchiaio ! “
Correva l’anno 1976, il 26 settembre, la Roma sportiva viveva un evento storico nel catino del Foro Italico. Il grande Adriano Panatta, Romano e Romanista, numero uno del tennis nazionale, si giocava una semifinale storica contro uno dei mostri sacri della “pallacorda”, quel baffone marsupiale di John Newcombe, uno che poi a fine carriera avrebbe vinto appena 26 titoli del Grande Slam. La partita fu sospesa per “oscurità” sul punteggio di 1 set pari, ma era sparita la luce, si doveva riprendere il girono, il 27 settembre del 1976


E quindi:

Cominciò tutto nel Settantasei,
il giorno ventisette di settembre:
baciato dalla Sorte e dagli Dei,
nacque un fanciullo d’aggraziate membre.
Il giorno pria, domenica, in attesa
L’Urbe parea, sì come quando incombe
L’arcàn; e in Coppa Davis fu sospesa
La gara di Panatta con “Niucòmbe”.
Cométe od altri segni assai sovente
D’un semidio precedono il Natale:
scese sul foro Italico repente
il buio, e fé rinviar semifinale.
Lunga fu quella notte. Intensa e lunga,
e oscura più di tutte l’altre notti.
Roma pregava: ”che la luce giunga!”.
E giunse l’indomani, assieme a Totti. (*)


E scese in campo il Capitano della sola squadra della Capitale. La squadra senza la quale, Francesco, non può pensare, e noi con lui, che possa esistere il pallone.
Settembre, il mese della mietitura. Dopo il taglio, la raccolta delle piante mature. E il settembre 1976 fu così maturo che ci regalò l’unica trionfale e storica Coppa Davis, dopo che la mattina del giorno 27 settembre al ”ritorno della luce”, che accompagnò la nascita del nostro Francesco, Panatta sconfisse al quarto set Newcombe e il più grande giocatore del dopo guerra e attualmente il più grande bomber in attività con i suoi 250 gol in serie A tutti colorati di giallorosso.
Ma non è finita qui. Gli astri e gli strali, le comete e le stelle ci hanno fatto anche un altro immenso regalo. Eh si, perché è evidente che qualcosa di “magico” gira intorno al mese di settembre.


Fu nel Novantaquattro. Roma-Foggia.
“Sul cross di Thern ad arrivar s’ingegna
Fonseca, che di testa indietro appoggia:
irrompe Totti e di sinistro segna!”.
Il primo gol. E di segnar non cessa
Vent’anni dopo quel diciassettenne,
che prima ancora d’essere “Promessa”
fu, per virtù, “Colui che la mantenne”. (**)



Ventidue anni fa il primo gol. Era il 4 settembre del 1994. Ora nella storia dell’AS ROMA il 4 settembre resterà la data della PUBBLICA UTILITA’. Questo infatti è stato deliberato dal Consiglio Comunale di Roma il 4 settembre 2014, la dichiarazione cioè di Pubblica Utilità del progetto LO STADIO DELLA ROMA. Poteva questa decisione essere presa in una data diversa ? Vent’anni dopo che il più grande bomber Romanista iniziava la sua cavalcata a suon di gol ? No. Non si poteva scegliere data migliore. I gol del Capitano sono da dichiarare di PUBBLICA UTILITA’, perché fanno bene al cuore, fanno bene alla passione, ai sogni. E se il primo gol di Francesco è stato l’inizio del sogno Romanista allora questo 4 settembre 2014 sulla calcistica “benedizione” del “Bimbo de oro” partirà questo nuovo grande sogno Romanista de LO STADIO DELLA ROMA.
Peccato che sto ragazzino di 40 anni sia conosciuto solo all’interno del G.R.A.


Marco Emberti Gialloreti


Cit. - (*) Prologo vv. 1-28 / (**) Canto Primo vv. 1-8 di TOTTEIDE di Franco Costantini, Imprimatur Editore, pagg.122 - €11.50


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