Verona Roma 0-2 - Il Pagellaio Matto
E mentre a Sky c’è chi manda giù rane crude, affermando che è stata brava a crederci, ma non lo meritava, noi ci risvegliamo con la consapevolezza di una nuova forza tutta da scoprire... Di Emiliano Petrone
Redazione de Il Legionario
inserita 8 giorni fa
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È finita come la storia del cavallo e del mulo.
Non la conoscete? Ve la racconto alla fine dell’articolo.
Serata da incorniciare, con un epilogo degno del romanticismo calcistico che spesso ci appartiene (tra i tanti dolori).
La Roma vince, a fatica ma vince, e la pietra che toglie le sofferenze, che apre le acque per il passaggio verso l’Europa che conta, non poteva che scagliarla lui: Il Faraone.
Una giornata passata con lo stomaco aggrovigliato, con la paura di non prenderci ciò che in fin dei conti era anche meritato. Perché, parliamoci chiaro, il Milan ha mostrato un gioco penoso e verso la fine del campionato ha avuto problemi di ogni genere, dalla gestione del gruppo a gente apparsa sfiduciata. Poi c’era la Juve, una squadra che dopo aver sbagliato programmazione, era risalita grazie alla bravura di Spalletti e soprattutto grazie a noi, che non l’avevamo “ammazzata” calcisticamente su quel 3-1 ormai famoso.
E quindi nell’Europa delle Grandi, oltre all’Inter e al Napoli, ci vanno le due che hanno dimostrato qualcosa più degli altri. Il Como, con il suo bel gioco estremo e la Roma, bella a tratti ma con una forza di gruppo che ci ha ricordato il cammino europeo nell’anno di Tirana. (Ci avrebbe ricordato anche quello dell’anno successivo se non fosse per per gli episodi di Budapest…)
E mentre a Sky c’è chi manda giù rane crude, affermando che è stata brava a crederci, ma non lo meritava, noi ci risvegliamo con la consapevolezza di una nuova forza tutta da scoprire, con la goduria di aver raggiunto quello che era davvero il nostro obiettivo iniziale e anche quello del Gasp, l’unico a crederci nel momento peggiore, oltre alla squadra, ovvio.
Oggi non ci dilunghiamo sui voti e prendiamo solo alcuni dei migliori, quelli che hanno lasciato l’impronta su una serata “Magica”.
Mile SVILAR 8 – Santo subito. Una parata che vale 60 milioni.
Gianluca MANCINI 7 – Trascinatore dentro e fuori dal campo. Leader assoluto, giocatore imprescindibile.
Bryan CRISTANTE 7 – È su ogni pallone, è in ogni zona del campo. Credo che per relegarlo in panchina bisognerà davvero prenderne uno di altissima fascia.
Neil EL AYNAOUI 7 – Entra e cambia ritmo e consistenza di tutta la squadra. Nel finale di campionato è tornato quello che avevamo visto prima della Coppa d’Africa. Adesso sì che ci piaci.
Paulo DYBALA 8 – Altra partita pazzesca. Se sta bene fa ancora la differenza in questa serie A. Giocate, ripartenze, calci da fermo, assist per Malen e poi quel tacco nel finale che ci regala una doppia libidine coi fiocchi, come direbbe Gerry Calà. Pensavo fosse finito, mi sbagliavo di grosso e non ho vergogna ad ammetterlo.
Donyell MALEN 6,5 – Anche se sbaglia un rigore che poteva mandarci in depressione, resta lì a ribadirla in rete e farci esplodere di gioia, ancora una volta.
Allenatore Gianpiero GASPERINI 8 – Ci credeva mentre gli altri lo prendevano per pazzo. Lavorava a testa bassa mentre alcuni iniziavano già a preparargli le valigie. Uomo, Allenatore, Insegnante di calcio. Sei un grande Mister.
Stephan EL SHAARAWY 10 – Il voto è totale, comprende la sua Storia d’amore con la Roma, la sua serietà, il suo non dire mai una parola fuori posto, l’impegno che non è mai mancato, anche quando le prestazioni non erano di livello. Ieri sera chiude questa Meravigliosa Storia con una carezza leggera, quella che accompagna la palla in fondo alla rete e ci toglie dallo stomaco gli ultimi minuti di agonia. Grazie Stephan. Grazie di tutto.
Adesso è l’ora dei saluti… ah la storiella è vero.
C’era una volta un cavallo e un mulo. Quest’ultimo credeva di poter essere bello e veloce come il cavallo, ignorando la sua vera identità e la differenza netta tra i due.
Un giorno volle per forza gareggiare con lui, nonostante il cavallo gli avesse detto di non farlo, perché non avrebbe mai potuto vincere.
Ma il mulo insistette così tanto, che il cavallo, stanco di questo continuo parlare, accettò.
A fine gara, il cavallo disse al mulo:
“Lo vedi, io so arrivato prima e tu te la sei presa in der…”
Ogni riferimento NON è puramente casuale…
Ciao belli, sarà un’estate caldissima.
Forza Roma
Ad maiora
Emiliano Petrone