Triplice fischio

Roma Genoa 3-3 Testa o croce?

di Nicola Lucarelli
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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7:00
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La prima serata calcistica del campionato 2019-2020 si è ormai conclusa. La Roma dell’anno zero, nuova e piena di aspettative, trova il Genoa dell’ ex Andreazzoli. Se la formazione non ha destato molte sorprese, con Fonseca che ha deciso di schierare per 10/11 giocatori presenti già dalla passata stagione (eccezion fatta per Pau Lopez), il campo ha mostrato una Roma “a due facce”.

La squadra parte subito forte, la volontà della squadra c’è e si vede, tanto che il gol di Under arriva dopo soli 6 minuti: il turco, il migliore del pre stagione, lanciato da Dzeko, rientra sul mancino, salta due difensori e incrocia con il mancino. Gran gol.
Ad una Roma spumeggiante e divertente nella fase offensiva si contrappone però l’altra faccia della medaglia, quella che mostra una difesa fragile e sconclusionata; soltanto dopo 10 minuti dal vantaggio giallorosso arriva infatti il pareggio genoano firmato dal giovane Pinamonti: Romero, servito in area con una palla alta su cui Juan Jesus non riesce ad imporsi, serve di testa il giovane attaccante italiano che, lasciato colpevolmente solo da Fazio e Cristante, scarica un potente mancino alle spalle dell’incolpevole Pau Lopez.
La Roma, però, quando attacca fa paura e il nuovo vantaggio non tarda ad arrivare: splendida palla di Cristante per Dzeko che riceve su posizione defilata a sinistra; il bosniaco salta tre avversari e batte Radu con un destro sul palo lungo.
La gioia della Sud dura poco, Juan Jesus interviene in modo scomposto su un Pinamonti defilato e con palla sul suo piede debole; intervento inutile e velleitario che causa un calcio di rigore, realizzato poi da Criscito (42’).
Il primo tempo si conclude, con la gioia dei tifosi neutrali affiancata però dalla tremenda sofferenza di quelli giallorossi.

La ripresa è incredibilmente la fotocopia del primo tempo: la Roma attacca con efficacia ma quando perde palla non mostra alcuna solidità difensiva.
Kolarov regala il nuovo vantaggio giallorosso con una punizione magistrale che si stampa sulla traversa, prima di entrare in rete. Al terzino giallorosso risponde al 70’ kouamè: l’attaccante batte indisturbato di testa un cross perfetto arrivato dalla destra. Mancini accorcia su Pinamonti, Fazio senza alcuna logica lo segue, lasciando il giovane fantasista genoano pronto per colpire in rete.
L’intensità scende con il passare dei minuti ma la Roma la può vincere: sul finire del match una palla sporcata dall’intervento di un difensore arriva sul sinistro di Zappacosta che sfortunatamente svirgola e perde l’occasione di segnare al debutto, condannando la squadra di Fonseca al pareggio.

La Roma si conferma anche nelle partite ufficiali spregiudicata e fantasiosa: i giocatori si intendono, il lavoro del nuovo allenatore si vede e piace. La squadra esce sempre palla al piede e non butta mai il pallone, verticalizzandosi e muovendosi secondo un dettame tattico ben delineato.
Sfortunatamente però la partita non ha mostrato solo gli evidenti punti di forza dell’attacco giallorosso, ma anche le lacune difensive che fanno preoccupare e non poco in vista del derby alla prossima giornata.
Manca la compattezza necessaria nella fase di non possesso tra centrocampo e difesa, essenziale in una squadra alta come quella proposta da Fonseca.
Roma si sa, non è una piazza facile e i tifosi vogliono tutto e subito. Abbiamo una grande base offensiva, il potenziale è alto, sta ora alla squadra correggere le evidenti lacune difensive per soddisfare le aspettative e la competitività che i tifosi si aspettano. Siamo fiduciosi.


Nicola Lucarelli





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