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ROMA 2018/2019, analisi prima parte di stagione

Mister Di Fra, dopo un periodo di adattamento in questa nuova stagione, ha ripreso in mano la squadra per portarla di nuovo in Champions e sognare ancora. Di Matteo Bianchetti
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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10:00
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Mister Di Fra ha saputo trasmettere il suo modo di pensare il calcio, nella scorsa stagione, a giocatori pronti, esperti, già di prima classe: è stato più facile “insegnare” a Nainggolan e a Strootman il pressing alto, due giocatori che dell’aggressività fanno il loro marchio di fabbrica, così come è stato facile far allargare, convergere verso il centro e puntare l’avversario i tre esterni Perotti, El Sharaawy e Under. Avere due terzini di spinta come Florenzi e Kolarov e due centrali di difesa complementari, Fazio impeccabile nell’anticipo di testa e Manolas con i suoi scatti esplosivi che gli permettono di recuperare in qualsiasi momento l’avversario lanciato verso la porta. Tutto questo impreziosito dalla capacità di fare filtro del sempre eterno De Rossi, dalla saracinesca Alisson e dal bomber Dzeko.

Quest’anno, con la revolución del ds Monchi, mister Di Fra ha dovuto ragionare, tentare, studiare, lottare per poter trasmettere i concetti del suo calcio a giocatori che hanno caratteristiche non del tutto compatibili con essi.

Basti pensare al giovanissimo Kluivert, preso per fare l’ala destra ma con caratteristiche opposte a quelle di Under. Di fatto l’olandese ama, sì, puntare l’avversario, ma preferisce andare sul fondo. Poi Javier Pastore, che sin dai tempi del Palermo ha dimostrato una tecnica sopraffina ma non di certo una propensione ad aggredire il portatore di palla. E ancora Nzonzi, che avrebbe dovuto dare un pizzico di verticalità alla manovra giallorossa ma che, per caratteristiche, non può sostituire il muro De Rossi. Infine sappiamo che Olsen, seppur ottimo portiere, non è ai livelli di Alisson, sappiamo che in molti casi si è peccato di inesperienza, tanti i giovani messi in campo per sopperire ai numerosi infortuni dei giocatori che l’anno scorso hanno fatto la differenza: El Sharaawy, Perotti, Dzeko, De Rossi.

Il tempo di adattamento dei nuovi, una condizione non impeccabile hanno fatto cadere più volte la Roma, soprattutto contro le piccole (Bologna, Spal, Udinese, Chievo, Cagliari), sempre dopo la sosta per le nazionali. Tutto questo, insieme alla pressione che l’ambiente Roma crea intorno alla squadra e al mister, ha rallentato la corsa per la Champions.

Nonostante tutto, mister Di Fra non si è arreso, ha trovato la forza di cambiare modulo, di imprimere ancora una volta il suo gioco a nuovi interpreti. Il finale di questa prima parte di stagione gli ha dato ragione, nelle ultime partite sono emersi i suoi concetti, si è rivisto a tratti il gioco della passata stagione, i vari Zaniolo, Shick, Cristante, Pellegrini stanno finalmente comprendendo il mister e sono stati bravi a mettere le loro caratteristiche al servizio della squadra.

Il nuovo modulo ha permesso a giocatori come Nzonzi, Pellegrini e Zaniolo di esprimersi al meglio, soprattutto quest’ultimo che, arrivato fra lo scetticismo generale, ha dimostrato di essere un valore aggiunto e tra i più in forma della rosa giallorossa.
La squadra sembra finalmente aver ingranato la marcia giusta.

Se queste sono le premesse, la zona Champions non sembra così lontana…


Matteo Bianchetti



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