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Roma, Spalletti lascia dopo il Genoa

Di certo non ci si aspettava un finale così triste sia per Totti, sia per Spalletti. Entrambi avrebbero meritato di più dalla Roma (di Roberta Lanzolla)
Redazione de Il Legionario
inserita 2 mesi fa
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Certo, la speranza è l'ultima morire, ma le voci vicine all’ambiente Roma, fanno presagire che Luciano Spalletti da lunedì 29 Maggio non sarà più l'allenatore della AS Roma.

Nonostante la stagione straordinaria sotto il profilo dei record infranti e dei numeri (record di vittorie in trasferta, record di gol in campionato, record di gol realizzati da Dzeko) perché diciamocelo, competere contro questa Juve stellare è impossibile per tutti anche per il Napoli strepitoso di Sarri, il tecnico toscano dilaniato dei contrasti con Totti, con la società e con alcuni colleghi giornalisti, avrebbe deciso già da tempo di lasciare la panchina. Anche il probabile secondo posto, che regalerebbe alla Roma la Champions diretta e soldi freschi da investire sul mercato, non hanno convinto appieno il tecnico toscano che ora è molto tentato dall'ipotesi Inter o da un'esperienza all'estero.

Quella di domenica prossima, insomma, oltre a rivelarsi una specie di finale di Champions per la Roma, sarà con ogni probabilità quelli degli addii di Totti, che dalla prossima stagione lavorerà al fianco di Monchi e di Spalletti che è pronto a cercarsi un'altra squadra. La vera domanda è: la Roma è in grado di cercare di trattenere il proprio allenatore? Pallotta sarà all'Olimpico per assistere all'ultima del Capitano e probabilmente per cercare con un tentativo disperato di convincere Spalletti a rimanere anche perché, in tutta sincerità, i nomi che circolano da Di Francesco a Suosa a Valverde, non eccitano più di tanto ambiente di Roma che dopo sei anni di gestione americana, ha sete di vittorie, quelli vere.

Con ogni probabilità, la Roma si prepara età all'ennesima rivoluzione estiva: in caso di Champions andrà via solamente un big, in caso di terzo posto probabilmente due, ma il nodo principale resta quello del tecnico che deve avere l'esperienza necessaria quanto meno per confermare il secondo posto vista la superpotenza Juventus. Conte sembra assolutamente irraggiungibile sia per la questione ingaggio sia per le richieste di mercato, Mancini potrebbe essere un'ipotesi suggestiva ma nulla di più. Di Francesco sembra essere il nome più caldo, ma non convince del tutto così come Sousa. Resta Sarri che metterebbe d'accordo tutti, ma è blindato dal Napoli nonostante un rapporto burrascoso con il presidente. Resta il nome a sorpresa, ma dopo una stagione che, in caso di secondo posto, sarebbe più che sufficiente, non ci si può permette l'ennesima rivoluzione perché così rischia di non crescere mai.

Di certo non ci si aspettava un finale così triste sia per Totti, sia per Spalletti.

Entrambi avrebbero meritato di più dalla Roma, entrambi toglieranno il disturbo con un silenzio assordante che ricordano per l’ennesima volta le deficienze di una società poco forte, in grado di programmare un futuro finalmente vincente.


NB: ovviamente ci auguriamo che Spalletti, che spesso ci ha abituato a colpi di teatro, cambi idea in questi giorni.

Roberta Lanzolla


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