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Roma, cronaca di un film già visto, a dicembre sfumano i principali obiettivi stagionali

Non è la prima e con ogni probabilità non sarà l’ultima volta che accadrà: la Roma non ha ancora mentalità e struttura per competere ad alti livelli
Redazione de Il Legionario
inserita 7 mesi fa
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"Il mercato? Sono sincero: quando ho visto giocare la Roma fino alla partita con il Genoa e contro la Juventus non ho mai avuto la sensazione di dover cambiare o di dover comprare. Abbiamo avuto un paio di scivoloni, ma la squadra prima ha dimostrato di avere tanto talento, anche in Champions. E abbiamo i mezzi per competere con Napoli e Juventus. Lo stadio? Fondamentale".

Il presidente Pallotta ha incontrato questa mattina Monchi a Londra per fare il punto della situazione dopo la ultime disastrose prestazioni della squadra.

Non ci saranno colpi di mercato in questa sessione invernale (potrebbe arrivare Darmian solo e solo se Peres sarà ceduto).

I giallorossi saranno costretti ancora a vendere nella sessione estiva (come sottolineato da Monchi in zona mista nel post Roma-Atalanta): almeno un big partirà, due se clamorosamente la squadra non dovesse classificarsi tra le prima 4 (Strootman e Alisson sono già con la valigia pronta).

Non solo il mercato dunque, la Roma ha tanti, troppi problemi da risolvere: la squadra gioca male e non riesce più segnare; l’inserimento di Schick nello scacchiere di Di Francesco è alquanto complicato, Nainggolan non gradisce la posizione in campo affidatagli dall’allenatore, l'età di De Rossi e Strootman dopo le operazioni al ginocchio non è più quello di prima.

La Roma oggi ha pochissime certezze: è una squadra che corre, ma corre male, che crea ma non riesce a segnare, ha una difesa sempre più in difficoltà dopo un inizio di campionato da urlo, ha un allenatore di sicuro molto “romanista” ma forse non all’altezza della piazza; dopo aver raggiunto brillantemente la qualificazione agli ottavi di Champions ha perso lucidità e sembra non avere intenzione nè di cambiare modulo (il 4-3-3 non si tocca) nè di risollevare una squadra con il morale sotto i tacchi e che oggi rischia seriamente di uscire anche dalla corsa Champions.

Del resto la malattia cronica che da anni affligge i giallorossi è conosciuta in tutta Italia. A Roma ogni anno si vince lo scudetto ad Agosto ma puntualmente alla vigilia di Natale bisogna fare i conti con la realtà e leccarsi le ferite.

Di certo il nuovo stadio porterà nuovi introiti ma di sicuro non rafforzerà una squadra e una società che, come ha sottolineato Strootman “Si è seduta dopo il grande traguardo raggiunto in Champions”.

Cosa rimane oggi alla Roma? Ben poco.

Un direttore sportivo sul banco degli imputati reo di aver portato a Roma giocatori non adatti alle richieste dell’allenatore o rotti o spremuti; un presidente che a distanza, una volta al mese, rilascia dichiarazioni che molto spesso fanno infuriare i tifosi e che, da buon imprenditore, pensa principalmente alla costruzione del nuovo stadio; un allenatore in balia di una barca che comincia a fare acqua da tutte le parti; giocatori che non sono in grado di arrivare alla fine di una stagione con un grande risultato in tasca.

Roma, cronaca di un film già visto. Si spera sempre che il prossimo anno sia migliore, nel frattempo cerchiamo di salvare qualcosa di questo.

Roberta Lanzolla


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