Triplice fischio
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Roma, altra pesante sconfitta nel derby

Spalletti si lecca le ferite (di Gilberto Proietti)
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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L'esatta copia dell'andata di Coppa Italia. La Roma parte bene, costringe la Lazio nella sua metà campo e al 2° minuto la prima occasione sul piede di Dzeko che calcia di potenza ma trova la respinta di Strakosha. All'8° Salah si incunea sulla destra e in progressione supera tre avversari, va al tiro ma il portiere biancoceleste compie un'altra deviazione importante. Poi la Lazio con le solite ripartenze si fa vedere nella metà campo romanista prima con Biglia che impegna Szczesny in una parata e poi al minuto undici Keita si invola verso la porta della Roma e con un tiro che passa sotto le gambe di Manolas segna il vantaggio laziale col pallone che si insacca alla sinistra di Szczesny. La Roma accusa il colpo, smarrisce quel pressing di inizio partita e si ritrova imbrigliata dalle maglie biancazzurre che non lasciano respiro al centrocampo giallorosso, incapace di creare gioco. Da segnalare ancora due occasioni, una al 17° e un'altra al 35° con Parolo protagonista che impegna il portiere romanista, oggi forse unico incolpevole della sconfitta.

Incappa in una giornataccia anche Orsato, quando al 45° decreta per la Roma un rigore inesistente su un presunto fallo in area di Wallace su Strootman. Dal dischetto trasforma De Rossi riportando la parità.

A inizio secondo tempo Spalletti decide il cambio modulo, portando la difesa a tre e sostituendo El Shaarawy con Peres. I ragazzi ripartono come nel primo tempo a spron battuto e Dzeko ha di nuovo la palla del vantaggio al 2', ma Strakosha gli nega ancora la gioia del gol. Passano due minuti e la Lazio raddoppia in una azione manovrata grazie a un tiro di Basta (che non segnava dal lontano 2014 e proprio contro la Roma) deviato tra l'altro da Rudiger. Il vantaggio biancoceleste fa cadere le residue speranze romaniste di vincere il derby numero 127, e dapiù sicurezza alla Lazio la quale si affaccia con più frequenza nella metà campo avversaria. Al 18° Spalletti cambia l'infortunato Fazio con Perotti riportando di nuovo la difesa a quattro, ma senza ottenere la spinta sulle fasce che desiderava. A poco più di un quarto d'ora dal termine fa il suo ingresso in campo il Capitano Francesco Totti, probabilmente più per obblighi contrattuali verso la Nike (sfoggiava per l'occasione gli scarpini a lui dedicati) che per volontà dello stesso Spalletti; ma ormai la partita era segnata, tanto che al 39' Keita in contropiede mette la parola fine segnando il definitivo 1-3.

Cosa resta di questo derby? Tanto amaro in bocca, e la consapevolezza che questa squadra deve essere rivoluzionata per almeno otto undicesimi; gente che non è all'altezza, a partire da Peres e Rudiger sempre troppo irruento (oggi becca anche un rosso inutile). Il centrocampo manca di un vero regista, il belga e l'olandese pesano ma non hanno l'inventiva per far segnare gli attaccanti. Anche Salah che aveva iniziato molto bene la stagione dal suo ritorno dalla Coppa d'Africa è sembrato un altro; scarico, deconcentrato a volte e con un'atavica incapacità di fare cross decenti. Anche Dzeko, che ultimamente era prodigo di marcature, dopo l'alterco avuto col tecnico toscano è sembrato essere fuori del contesto di gioco.

Ci sarà tanto lavoro per il nuovo DS, sempre che gli si dia carta bianca... a cominciare da Spalletti che ora deve dire chiaramente se resta o meno; non è possibile attendere oltre, c'è da programmare la stagione futura sperando che non venga sperperato tutto il lavoro fatto finora e salvando il secondo posto con le unghie e con i denti.

Gilberto Proietti


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