Approfondimenti

Roberto Pruzzo il Bomber!

a cura di Emanuele Grilli
Redazione de Il Legionario
inserita 7 mesi fa
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201313
Se inizi a giocare a calcio senza esserne convinto appieno e finisci la carriera col soprannome di “bomber”, probabilmente qualcosa di buono sei riuscito a farlo. E non è un caso che, nonostante le ultime dichiarazioni poco felici nei confronti della Roma, sia considerato tuttora come uno dei migliori centravanti (se non il migliore) di tutta la nostra storia. Sto parlando, ovviamente, di Roberto Pruzzo.
Un attaccante fenomenale, capace di abbinare una tecnica eccellente con un cinismo da grande giocatore, capacità che gli hanno permesso per anni di diventare il miglior marcatore nella storia della Roma. Il tutto prima dell’arrivo di un certo Francesco Totti.
La sua esperienza a Roma però non si è basata solo sui record. Si è reso protagonista infatti di tutti i principali episodi che hanno caratterizzato la Roma degli anni 80, tuttora amata e ricordata come una delle più forti di sempre. Prima di raccontarvi a fondo questi avvenimenti però, è necessario fare un piccolo salto temporale, per tornare indietro di ben 65 anni.

LA CARRIERA
Roberto Pruzzo nasce a Crocefieschi, in Liguria, il 1° aprile 1955, ma a differenza di tanti calciatori famosi non si interessa particolarmente per il calcio. Inizia a praticare questo sport infatti solamente a 16 anni compiuti, con il presidente del Genoa Renzo Fossati che fatica nel convincerlo a fargli firmare il contratto, per portarlo nelle giovanili della squadra rossoblù. Qui il giocatore, nonostante l’esperienza praticamente nulla, dimostra delle doti tecniche fuori dal comune, tra cui un gran colpo di testa che diventerà di lì in avanti il suo marchio di fabbrica. Passano infatti solamente due anni e Pruzzo viene subito integrato in prima squadra, esordendo in serie A il 2 dicembre 1973. Nella sua prima stagione totalizza 19 presenze e 0 gol, con il Genoa che a fine anno retrocede clamorosamente in serie B. Sarà proprio qui però che il bomber comincerà a diventare tale, e nei successivi due anni prima del ritorno in A totalizza ben 33 gol totali, di cui venti in una sola stagione che gli valsero il titolo di capocannoniere. Questo ritorno nella massima serie è l’occasione ideale per vedere se si può mantenere alta la media anche a un livello superiore, e Pruzzo decide di rispondere con la bellezza di 23 gol in 34 partite, con il primo segnato proprio alla squadra che farà parte del suo futuro: la Roma di Nils Liedholm.
Pruzzo resterà al Genoa per ben 5 stagioni complessive, totalizzando 143 presenze e 57 gol divenendo uno dei bomber più prolifici nella storia del club ligure. Tanto che i tifosi lo soprannominarono nel tempo “O Rey di Crocefieschi”.

ROMA
L’allora presidente giallorosso Gaetano Anzalone decide quindi di portare il giovane centravanti nella capitale, e lo acquista dal Genoa per l’importante cifra di 3 miliardi e il prestito di un anno di un altro giocatore storico, il Marazico Bruno Conti.
Nella sua prima stagione, positiva per lui ma disastrosa per tutta la squadra, Pruzzo riesce a segnare 12 gol in 33 presenze, tra cui uno importantissimo in casa dell’Atalanta che permise alla Roma di non retrocedere in vista dell’arrivo del presidente Dino Viola. Da ricordare in ambito personale anche l’esordio ufficiale in nazionale, avvenuto il 23 settembre 1978 contro la Turchia.
Nella seconda stagione in giallorosso Pruzzo migliora ulteriormente il suo score, andando a segno per ben 18 volte di cui 6 in Coppa Italia, e contribuendo alla vittoria della stessa in casa contro il Torino. Con questo trofeo Pruzzo dimostra fin da subito una grande affinità, e non è un caso che in giallorosso riuscirà a vincerla per ben 4 volte: due consecutivamente nell’80 e 81 e altre due nel 1984 e 1986.
Nonostante un minutaggio ristretto in nazionale che si può considerare la sua unica piccola macchia nella carriera, Pruzzo continua a macinare record e gol, diventando sempre di più amato dal tifo giallorosso. Veloce, tecnico e silenzioso, Pruzzo non faceva mai parlare di se per questioni extracalcistiche, ma solamente per il gran numero di palle insaccate in rete ad ogni stagione. Dopo aver vinto ben due titoli di capocannoniere consecutivi Pruzzo riesce a far ottenere alla Roma un qualcosa che mancava da quelle parti da ben 42 anni: lo storico scudetto. Grazie a un gol del bomber proprio in casa degli ex compagni del Genoa, la Roma riesce alla penultima giornata a pareggiare 1-1 e conquistare matematicamente il secondo scudetto della propria storia, un risultato a dir poco straordinario. Questo è senza dubbio il periodo migliore della Roma dopo tanti anni, e senza dubbio il più prolifico per il centravanti ligure, mai come in quel momento inserito negli schemi dell’allenatore Nils Liedholm.



La stagione successiva, con lo scudetto cucito sulla maglia, i giallorossi riescono incredibilmente a raggiungere una storica finale di Coppa dei Campioni in casa contro il Liverpool. Un risultato impossibile da ottenere se il bomber non fosse riuscito a segnare una doppietta in semifinale contro il Dundee, nel 3-0 dell’Olimpico che permise alla Roma di rimontare lo svantaggio dell’andata e centrare la finale della competizione. Qui Pruzzo si rende ulteriormente protagonista con il gol del temporaneo pareggio con uno straordinario stacco di testa. Un gol purtroppo inutile poiché nella lotteria dei rigori sarà proprio la squadra inglese a vincere il trofeo davanti ai tifosi giallorossi.
Nello stesso anno comunque Pruzzo si rese protagonista di un altro gol rimasto impresso nella memoria dei tifosi giallorossi: la storica rovesciata a Torino contro gli acerrimi rivali della Juventus, che permise alla Roma di pareggiare 2-2 all’ultimo minuto di gioco.
Negli anni successivi, nonostante il calo generale di tutta la squadra, Pruzzo riesce comunque a mantenere un'ottima media, e nella stagione 1985/86 riesce addirittura a segnare una storica cinquina, nel 5-1 con cui la Roma demolisce l’Avellino allo stadio Olimpico.
Con la Roma resterà ufficialmente fino al 1988, concludendo la sua esperienza in giallorosso con ben 314 presenze e 138 gol in 10 anni davvero incredibili. Nel 2012 verrà inserito nella Hall of Fame giallorossa, insieme ai migliori giocatori che hanno vestito questa maglia in tutta la nostra storia.

FIORENTINA
Nella stagione 1988/89, ultima della sua carriera, Pruzzo decide di andare alla Fiorentina, senza riuscire però a trovare il minutaggio che si aspettava. In maglia viola infatti il bomber riuscirà a giocare solo 13 partite di cui 6 da titolare, riuscendo però all’ultima giornata a trovare il gol proprio contro la Roma che permette ai viola di andare in Coppa UEFA a discapito degli ex compagni di squadra. E’ particolare il fatto che la Roma abbia sempre fatto parte del giocatore anche quando non vestiva effettivamente la maglia giallorossa. Primo gol in serie A contro la Roma, record di gol segnati con la Roma e ultimo gol in carriera ancora contro la Roma.
A fine anno, dopo aver totalizzato in carriera 491 presenze e 206 gol, Pruzzo si ritira ufficialmente dal calcio giocato.

NAZIONALE
Come ogni racconto che si rispetti è giusto parlare della parentesi in nazionale del giocatore in questione.
Come anticipato all’inizio l’esperienza in Nazionale per Pruzzo non è mai stata soddisfacente, con solamente 6 presenze in azzurro senza riuscire a trovare la via del gol. A tal proposito nacque una forte polemica nel 1982 quando Bearzot, nonostante il doppio titolo di capocannoniere, decise di non convocarlo per i mondiali di Spagna, facendo pensare ai tifosi giallorossi che molto dipendesse dalla sua squadra di appartenenza.

ALLENATORE E DIRIGENTE
Dopo la fine del calcio giocato Pruzzo decide di intraprendere la carriera da allenatore nel 1998, allenando il Viareggio in serie C. Nonostante l’esperienza accumulata sul campo però Pruzzo non riuscirà mai ad ottenere grandi risultati, e dopo 10 anni su alti e bassi decide di allenare nel 2009 le giovanili del Genoa. Dopo due anni inizia la sua carriera da direttore sportivo che lo porta a girare Savona e Como, fino alla fine della stagione 2018/19.

CONCLUSIONI
In conclusione cosa si può aggiungere su un giocatore come Roberto Pruzzo? È stato indubbiamente uno dei giocatori più forti della nostra storia, nonostante alcune dichiarazioni controverse negli ultimi anni che non lo hanno reso particolarmente amabile soprattutto dai tifosi più giovani. Personalmente come ho detto molte volte un giocatore si giudica principalmente per quello che ha fatto in campo con la nostra maglia, poi per la simpatia si può tranquillamente aprire un capitolo a parte. Ma se tu da giocatore riesci a segnare 138 gol con la nostra maglia, a farci vincere uno scudetto e 4 Coppe Italia e farci sognare una Coppa dei Campioni, non potrai mai starmi antipatico fino in fondo. Roberto Pruzzo, il Bomber di Crocefieschi.


Emanuele Grilli





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