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Ranieri: non mi importa dei soldi. L'importante è la maglia (video)

Le prime parole del nuovo tecnico giallorosso.
Redazione de Il Legionario
inserita 14 giorni fa
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Comincia il Ranieri bis. Queste le parole del nuovo tecnico giallorosso nella prima Conferenza Stampa pre match.

Romanità:
"Il ritorno a Roma per noi romani è speciale. Il momento non è dei migliori ma sono pronto a lottare.
Ho perso più quando sono andato via la prima volta di quanto guadagnerò adesso, ma non mi importa dei soldi. L'importante è la maglia.
Sono abituato a fare passo dopo passo. Guardo al presente. Se la Roma chiama io devo risponde sì.
Se non riesco io da romanista a motivare i miei calciatori, allora vado via io.
Sono esigente con me stesso e voglio il massimo da loro.
"





Obiettivo Champions:
"La Champions è vicina e saranno 12 partite importantissime. Da solo non ce la faccio, ho bisogno del pubblico romano che ti soffia dietro. Da romano e romanista chiedo l'aiuto del pubblico e mi aggrappo alla motivazione dei giocatori che si devono sentire amati dai tifosi.
Non guardo il nome, l'ingaggio o altro, io guardo chi si impegna, chi ha voglia, chi aiuta il compagno. Tutti devono dare di più. Se stiamo in questa situazione è perché i giocatori non hanno dato tutto quello che hanno dentro. Ora devono mostrare quello che sanno fare. Non sono bambini di 4 anni, sono uomini, devono farlo vedere. Hanno dei problemi? Tutti abbiamo dei problemi, ma devono restare fuori da qui.
Voglio vedere i giocatori morire in campo
."

Formazione e ruoli:
"Dzeko e Schick possono e devono giocare assieme. Schick ha una qualità incredibile, deve solo sbloccarsi, poi i tifosi si innammoreranno di lui.
Zaniolo da centrale è nel suo ruolo, deve andare in possesso di palla. Dipende, se ho centralmente 3 come lui, devo vedere chi può giocare aperto. Magari sacrifico il 20% di qualcuno di questi per dare il 100% ad un altro. Devo sciogliere questo dubbio con loro.
Florenzi è un giocatore universale, può giocare sia dietro che più avanti con le stesse caratteristiche, dipende dalla partita, dall’avversario e dalla situazione tattica. L’importante è che Alessandro si riprenda, essendo romano capisco quello che sta passando. Ogni suo errore gli pesa più che a un altro suo compagno di squadra. Lui deve tirare fuori la romanità giusta, stare petto in fuori: se ha sbagliato non c’è nulla di male a dirlo, ma poi c’è un’altra palla da giocare e un’altra partita da giocare. Mi aspetto molto da lui."


Battuta finale:
Alla domanda "Ha portato la campanella dall'Inghilterra?" Il mister risponde: "Qui ci vuole la campana di San Pietro".





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