Approfondimenti

Quando BORRIELLO segnò al MILAN di IBRAHIMOVIC (con video)

a cura di Emanuele Grilli
Redazione de Il Legionario
inserita 11 giorni fa
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Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni, soprattutto per quanto riguarda il calciomercato, è che spesso i tifosi si dimenticano cosa significhi la riconoscenza. Basta una stagione sottotono, un gesto sbagliato o un acquisto migliore per dimenticare in fretta e furia tutto quello che di buono è stato fatto nel periodo precedente. Un esempio lampante di questo tipo è sicuramente la partenza nel 2010 di Marco Borriello, ceduto in fretta e furia negli ultimi giorni di mercato dopo l’arrivo in pompa magna di Zlatan Ibrahimovic. Un addio improvviso e a suo modo sofferto, per un giocatore che dopo la splendida stagione passata sperava di diventare sempre di più un perno del reparto offensivo rossonero. Il calcio però decise di dargli una nuova possibilità, questa volta nella Roma di Claudio Ranieri che cercava, da ormai troppo tempo, un vero e proprio centravanti di peso. E tutti sicuramente vi starete chiedendo: come sarà stato il ritorno del centravanti allo stadio San Siro? E io, in questo articolo, ho deciso di raccontarvelo.


Come era prevedibile il Milan è diventato in poco tempo il candidato numero uno alla vittoria dello scudetto, grazie agli acquisti estivi dei vari Van Bommel, Robinho e del già citato Zlatan Ibrahimovic, famoso sia per le sue qualità tecniche che per la capacità di vincere praticamente ogni singolo campionato disputato.
La Roma dal canto suo inizia in maniera decisamente meno altisonante, con la sconfitta in Supercoppa contro l’Inter di Benitez e un inizio disastroso condito da tante brutte figure e prestazioni poco entusiasmanti. Decisamente poco per chi, solo qualche mese prima, stava per vincere lo scudetto contro l’Inter del triplete. Uno dei pochi giocatori a salvarsi in ogni partita giocata è proprio l’attaccante Marco Borriello, apparso fin da subito perfetto per lo stile di gioco di Ranieri che bramava da tempo un giocatore con le sue caratteristiche. Sponde per i compagni, tiri precisi, corsa e tanto sacrificio, tutto quello che un centravanti moderno al giorno d’oggi dovrebbe saper fare.
Arriviamo quindi al 18 dicembre 2010, dove in una delle serate più fredde del mese Milan e Roma si sfidano a San Siro con un distacco di ben 10 punti: 36 per il Milan capolista, 26 per la Roma quinta in classifica. I padroni di casa guidati da Max Allegri si schierano col solito 4-2-3-1 con Abbiati in porta, Abate, Nesta, Bonera e Antonini in difesa, Ambrosini, Gattuso e Pirlo a centrocampo e davanti Kevin Prince Boateng dietro le due punte Ibrahimovic e Robinho. Claudio Ranieri dal canto suo decide di proporre un modulo speculare con Doni tra i pali, Burdisso, Juan, Mexes e Riise in difesa, De Rossi, Brighi e Simplicio a centrocampo e davanti Menez insieme alla strana coppia formata dall’ex Marco Borriello e Adriano, alla prima da titolare dopo più di 4 mesi di anonimato. I pronostici sono tutti dalla parte dei rossoneri, non solo per un discorso di classifica e valori tecnici, ma anche per una statistica che vedeva in quel momento la Roma mai vincente fuori casa e il Milan sempre a segno davanti ai propri tifosi.



Passano solamente 5 minuti e la partita rischia subito di sbloccarsi, con Robinho che si diverte a saltare mezza difesa ma calcia a lato da posizione più che favorevole. Inizialmente sembra il Milan a comandare la manovra di gioco, ma al 19’ minuto arriva uno degli episodi che cambia il corso della partita: fuori Pirlo per un problema muscolare e dentro un evanescente Clarence Seedorf, che non riesce a dare lo stesso contributo a livello di gestione palla. La Roma allora decide di approfittarne spingendosi in avanti con maggiore continuità, e con due conclusioni imprecise di Menez comincia a piccoli passi a farsi vedere nell’area di rigore avversaria. La partita prosegue su ritmi piacevoli e al 35’ c’è probabilmente l’occasione più grande di tutta la partita, con Gattuso che si trasforma in Pirlo e lancia Ibrahimovic solo davanti al portiere: lo svedese però si incarta col pallone e spara un tiro lento in bocca all’uscente Doni.
Nella ripresa i ritmi proseguono a fasi alterne, con il Milan che decide di provare alcuni tiri dalla distanza con il solito Clarence Seedorf, che da posizione favorevole spedisce a lato ma non di molto. Sembra il preludio al meritato vantaggio dei rossoneri ma, come il calcio ci ha insegnato, sul campo può succedere tutto e il contrario di tutto: e al 68’ minuto, su un'azione strepitosa di Menez sulla fascia, arriva il gol del vantaggio giallorosso proprio con Marco Borriello, che sfrutta un rinvio sbilenco di Abate per segnare di rimpallo davanti ai suoi ex tifosi. È il gol del riscatto per un giocatore serio e corretto, mandato via senza troppi problemi senza neanche avere la possibilità di farsi valere. Il Milan decide subito di riversarsi in avanti per cercare il gol del pareggio, ma Ibrahimovic conferma nuovamente di essere in una giornata decisamente negativa, sparando sopra la traversa un assist perfetto di Seedorf, tra lo stupore di tutti i tifosi presenti allo stadio. Di lì in poi le emozioni proseguono a intermittenza: ci provano De Rossi con un bel tiro dalla distanza e il neo entrato Ronaldinho con una rovesciata in area di rigore, ma in entrambi i casi il pallone non entra alle spalle del portiere. Dopo 4 minuti di sofferenza assoluta l’arbitro fischia la fine della partita, con la Roma che sbanca a domicilio il San Siro e permette a tutte le concorrenti di avvicinarsi pericolosamente al primo posto in classifica. Il campionato poi sarà comunque vinto dai rossoneri, molto più forti tecnicamente e tatticamente di qualsiasi altra squadra, ma proprio per questo motivo la vittoria in casa loro, senza subire gol, acquisisce un'importanza ancora più grande. Nel segno, ovviamente, del gol dell’ex.


Emanuele Grilli




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