Triplice fischio
STADIO

Pasticcio Roma: flop europeo da 30 milioni di euro

I giallorossi incassano tre goal contro un avversario non irresistibile e dicono addio alla Champions. Sul banco degli imputati i due espulsi De Rossi e Palmieri. (di Massimo Salvo)
Redazione de Il Legionario
inserita un anno fa
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7:00
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Nel giorno in cui il calcio si fa da parte e lascia spazio a drammi peggiori, ben venga anche l’ironia: c’è chi sui social ha già trasformato la maglietta n. 16 da De Rossi a “Du” Rossi. D’altronde come dargli torto, visto che per il centrocampista nativo di Ostia è la quattordicesima (q-u-a-t-t-o-r-d-i-ci) in quindici anni di militanza in giallorosso. La media è spaventosa, come spaventoso è anche il risultato che ha condannato il resto della squadra all’abbandono dei sogni di gloria: niente Champions, ma soprattutto niente 30 milioni.


LA GARA. Che fosse una serata storta lo si era capito subito: dopo otto secondi Nainggolan tira a botta sicura da fuori area, ma Casillas, che ultimamente ci ha abituati a papere e distrazioni da Gialappa’s, devia di pugno appena prima che il pallone si abbassi e lo condanni alla frittata. Goal sbagliato, goal subito. All’8’ Felipe “si vendica” per l’autogoal dell’andata e batte Szczesny di testa sfruttando al meglio la punizione di Otavio. Qui è chiaro l’errore di Juan Jesus, che si perde il centrale difensivo dando sostegno alla tesi della serata storta.


LA FOLLIA. La Roma crea, si danna l’anima, ma al 40’ viene tradita proprio da colui che avrebbe dovuto prenderla per mano. Capitan De Rossi (ieri schierato da centrale per sopperire alla squalifica di Vermaelen), perde le staffe e a ridosso della trequarti avversaria rifila un’entrata killer su Maxi Pereira: rosso diretto, come altrettanto diretti sono i fischi dell’Olimpico per il n. 16 giallorosso.


LA DISFATTA. Il primo tempo si chiude così alla pari dell’andata, dove però la Roma aveva dalla sua il goal in trasferta. L’episodio che in ogni caso chiude la gara non è la prima espulsione, ma la seconda: a pochi minuti dal suo ingresso in campo proprio per sopperire all’uomo in meno, Emerson Palmieri emula il suo capitano ed entra a gamba tesa su Corona, un intervento tanto brutto quanto inutile perché fatto all’altezza del centrocampo. In nove contro undici, i giallorossi si slacciano e, puntualmente, vengono puniti. Al 73’ Szczesny si dimentica di essere un portiere e prova l’uscita di piede fuori dall’area, ma ciò che ne esce è solo una rincorsa goffa di cui approfitta Layun, che lo salta e appoggia in rete. Neanche il tempo di battere, che la Roma è di nuovo sotto: al 75’ Corona fa il Ronaldo della situazione (quello originale) e, dopo aver scherzato Manolas, libera il sinistro che gonfia una rete ancora ondulante. Lo 0-3 repentino fa svuotare lo stadio un quarto d’ora prima del fischio finale: la Champions è in archivio e resta solo l’Europa League, anche se con un bel gruzzolo di denaro in meno.


 


Il tabellino


ROMA (4-2-3-1) Szczesny; Bruno Peres, Manolas, De Rossi, Juan Jesus; Strootman, Paredes (42’ Emerson); Salah, Nainggolan, Perotti (87’ Gerson); Dzeko (58’ Iturbe). (Alisson, Totti, Fazio, El Shaarawy). All. Spalletti.


PORTO (4-1-4-1) Casillas; Maxi Pereira (47’ Layun), Felipe, Marcano, Telles; Danilo; Corona, Herrera, André André, Otavio (57’ S. Oliveira); André Silva (64’ A. Lopez). (José Sà, R. Neves, Varela, Evandro). All. Espirito Santo.


ARBITRO Marciniak (Polonia).


NOTE paganti 32.047.



Massimo Salvo



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