In & Out

Napoli Roma 4-0 - In & Out

a cura di Giovanni Acone
Redazione de Il Legionario
inserita un mese fa
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Sconfitta sonora della Roma al prossimo "Diego Armando Maradona" di Napoli. I giallorossi subiscono dall’inizio alla fine, la peggior prova dell’era Fonseca. Merito ai padroni di casa, autori di una prova sontuosa contro una Roma stanca, priva di idee e svogliata.
Errori su tutti i fronti, poca lucidità e anche gli infortuni condizionano una gara che era stata annunciata fondamentale per la stagione e che, invece, regala solamente l’aggancio al Napoli. Fine della striscia di risultati utili e quattro gol subiti sono un brutto colpo al morale, ma c’è da ricominciare subito a partire dalla prossima sfida col Sassuolo, per rimanere nel gruppo di testa del campionato.
L’unico ad averci provato sembra essere stato Mancini.


OUT

Antonio Mirante

Il portiere campano sente aria di casa e sembra perdersi con la testa fra le nuvole. Tanto buoni i suoi primi interventi quanto sanguinosi i suoi errori in occasione dei gol subiti, specialmente su quelli di Mertens e Politano. A questa Roma è mancata soprattutto la sicurezza difensiva e i soliti interventi a cui Antonio ci aveva abituato, giovedì avrà l’occasione di riposarsi e ricaricare le batterie. A mia impressione ha qualche colpa anche nelle altre due reti azzurre.

Mkhitaryan – Pedro – Dzeko
A parte un piccolo colpo iniziale, i tre davanti non si fanno più sentire. Spesso è dai loro piedi che ripartono i padroni di casa, nel momento in cui si chiedeva un colpo di genio, una soluzione al buio, loro non accendono la luce. Sarà anche che viste le ultime settimane questo “silenzio” fa ancora più rumore, ma nemmeno i successivi cambi in corso la sbloccano. Grave mancanza nella partita che valeva molto più di altre in questa stagione.

Paulo Fonseca
A ‘sto giro il 3-4-3 sembra offrire più spunti al Napoli che alla Roma. Sarebbe stato meglio giocare in maniera più solida dietro, assenze a parte, magari abbassando gli esterni e non dando troppa responsabilità a Ibanez e Cristante, troppo spesso infilati e persi dietro le veloci frecce in maglia a strisce bianco e azzurre. Il Napoli aveva una motivazione psicologica in più, ma Paulo non è riuscito a dare ai suoi la sicurezza di giocarsela. Andrà meglio la prossima volta, ne sono sicuro.


Giovanni Acone





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