In & Out

Lecce Roma - In & Out

a cura di Giovanni Acone
Redazione de Il Legionario
inserita 15 giorni fa
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7:00
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La Roma delle due strategie, dalle due facce va in scena al “Via del Mare” di Lecce. La vittoria arriva con uno 0-1 che sta stretto ai giallorossi per le occasioni create specialmente nel secondo tempo e per un rigore sbagliato da Kolarov. Nella prima frazione di gioco la Roma concede il fianco alle incursioni salentine, studia l’avversario piuttosto che cercare subito la via del gol, atteggiamento già visto in Europa League contro i turchi dell’Istanbul Başakşehir e in campionato contro il Bologna.
Nel secondo si alza il ritmo e ad essere sotto pressione sono i padroni di casa, che a seguito di un pallone perso e recuperato da Kluivert, cadono sul colpo di testa di Dzeko, servito da un cross morbido di Mkhitaryan.
Da sottolineare lo stupore derivante dalla mancanza di un rigore all’8° minuto del primo tempo: su un’incerta uscita di Gabriel il pallone finisce sul braccio del difensore Lucioni, che poi spazza fuori il pallone.
Tanto è evidente il tocco, tanto è incredibile come Abisso e i collaboratori al VAR non lo notino, nemmeno le proteste dei giocatori giallorossi servono almeno ad instillargli il dubbio.
L’importante, però, è che la Roma porta a casa tre punti che la fanno risalire al quinto posto a quota 11, uno in più della Lazio, uno in meno del Napoli.


IN

Justin Kluivert

Qualcuno, a seguito degli infortuni di Under e Perotti, si era fatto la croce pensando al giovane olandese titolare “fisso” della formazione di Fonseca. Oggi probabilmente si sarà ricreduto.
Non che sia un fenomeno mondiale, ma il giovane numero 99 cresce partita dopo partita. Commette ancora qualche errore in fase finale, ma dà un forte contributo innescando palloni pericolosi e rubandone agli avversari, come quello che porta poi all’intesa armeno-bosniaca che vale il gol del vantaggio.
Da ricordare che ha solo 20 anni e, speriamo, un lungo futuro di crescita e buone prestazioni nella Capitale.


Edin Dzeko
I gol quest’anno sono già quattro in campionato, Edin ha già eguagliato la scorsa stagione e punta a trascinare la Roma da protagonista vero. Se da un lato anche lui non realizza un primo tempo degno di nota, si riprende nel secondo, dapprima ingolosendo Mkhitaryan con un passaggio nello stretto che però l’armeno non trasforma in gol per pochi centimetri, e poi a parti inverse incornando e timbrando il cartellino.
Si guadagna anche un calcio di rigore per Kolarov, ma a causa dell’errore dal dischetto rimane lui il maggior fautore di questa vittoria.
Una volta era Roma a conquistare i territori della Bosnia, oggi, ancora una volta è invece un bosniaco a prendersi la Capitale.


Out

Jordan Veretout

Forse ancora un poco provato dalla sfida contro l’Atalanta, non si riprende e almeno nella prima frazione sembra in balia dei pugliesi, compiendo errori anche in fase di impostazione. Rischia di creare l’occasione per il vantaggio del Lecce con un’apertura sbagliata, ma per fortuna Mancosu non inquadra la porta. Da rivedere la sua condizione, probabile un turno di riposo o da subentrante in Europa League, lasciando spazio ad un buon Diawara.

Aleksandar Kolarov
Parte come il più pericoloso dei suoi, con un sinistro che crea qualche preoccupazione a Gabriel che neutralizza solo grazie ad un intervento aggiuntivo di Lucioni.
Sarà il caldo pesante, sarà la stanchezza, ma cala col passare del tempo. Ha l’occasione di prendere un altro fantacalcistico +3 con un tiro dal dischetto, ma si fa ipnotizzare dal portiere avversario che respinge il suo tiro indirizzato all’angolino destro. Non aiuta nemmeno il fatto che ad essere sostituito sia stato il suo compagno di fascia opposta, Florenzi.
Anche lui come Veretout forse ha bisogno un pò di rifiatare, la partita contro il Wolfsberger potrebbe essere occasione di recupero anche per lui.



Segnali positivi anche da Smalling, rettore oxfordiano di una difesa che appare più solida col passare dei minuti assieme e soprattutto in coppia con Mancini, se uno sbaglia, l’altro accorre a coprire.
Ennesimo errore di Zaniolo che ancora una volta cerca la via difficile del gol invece di servire un compagno. Qualcuno dice che sia rimasto in panchina perché non si è allenato come voleva mister Fonseca, un segnale forte da un uomo forte che vuole creare una squadra fisicamente e anche tatticamente superiore a quella che ha preso in mano da tre mesi ad oggi.


Giovanni Acone





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