La Sfera dei Capricci

La Sfera dei Capricci: Per combattere la crisi, bagno turco e tre sorrisi

Una rubrica di Franco Costantini
Redazione de Il Legionario
inserita 7 mesi fa
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10:00
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O Musa Pedatoria,
o Sfera dei Capricci:
raccontaci una storia,
del grande calcio dicci…



Non sono mai stato meteoropatico. Ma “Roma-patico” forse lo sono: quando i giallorossi sono entrati in crisi (sia di gioco che di risultati), mi sono ammalato pure io. Ho avuto febbre a quaranta, sinusite, bronchite, raffreddore, dolori muscolari: sembravo, insomma, un’allegoria vivente dell’infermeria di Trigoria.
Per qualche settimana (ben tre le “ricadute”) ho saltato il mio appuntamento con questa rubrica: il mio cervello non era in grado nemmeno di fare due sinapsi (il minimo necessario per comporre un endecasillabo).
La mia ripresa è coincisa con la ripresa della Roma: sono arrivate tre vittorie terapeutiche, innescate dall’esplosione del giovane turco, e ciò ha avuto un benefico effetto anche sulle mie patologie.

Ecco comunque alcuni “vecchi appunti” che avevo preso durante la febbre a 40…


*

Dopo Roma-Atalanta (1-2)

Dopo Natale c’è l’Epifania,
che tutti quanti i sogni porta via…

La partita con l’Atalanta fu anche quella della punizione del Ninja, non convocato… Ammesso (e non concesso) che nel famoso “video di capodanno” il Nostro abbia dimostrato una scarsa professionalità, la non-convocazione mi sembra una punizione non congrua: la multa (100mila euro) ha colpito direttamente il giocatore; la non-convocazione ha penalizzato solo la squadra e i tifosi (tanto più che Nainggolan, in campo, è uno di quelli che si prodiga di più).

Chi per punire il Ninja, post-diverbio,
dal team che scende in campo me lo toglie…
mi ricorda quel tale del proverbio
che si castrò per castigar la moglie.

*

Dopo Inter-Roma (1-1), Samp-Roma (1-1), Roma-Samp (0-1)

Era appena iniziato il girone di ritorno, e tentai di fare un “bilancio in endecasillabi”. Eccolo:

Il calcio, si sa, è imprevedibile, soggetto a mille contingenze: ma, dopo venti partite, i fattori casuali scemano d’importanza, e i valori statistici acquistano peso.
Alla luce di queste venti partite, si può ben dire che il mercato estivo della Roma è stato “quasi” disastroso: si salvano solo gli acquisti di Kolarov e (almeno in prospettiva) di Pellegrini; ma la squadra si è indebolita, perché questi due ingaggi - da soli - non possono certo compensare l’apporto che garantivano Paredes, Rudiger e (soprattutto) Salah.
In merito, ecco due giocose quartine in endecasillabi. Memore della lezione dantesca e ariostesca (Galeaut che diventa “Galeotto”, Calais che diventa “Calesse”…), qui ho storpiato - italianizzandoli - quasi tutti i nomi stranieri.

Benché il forziere non sia certo ricco
più che per Batigòl spendemmo in Scicco.
Per Ùndero e Defrèllo altri quaranta,
sei per Moreno; e fu la spesa tanta.
Per quindici miliôn Karsdòrpo è giunto:
non vede il campo, e pare già defunto.
E Gonalòn (milioni sette il costo)
non è soltanto morto: è decomposto.

Per fortuna della Roma, c’è stata poi l’esplosione di Under: alla luce delle ultime tre partite, certo non rimetterei il turco nell’elenco degli acquisti deludenti…

*

Una battuta su Dzeko

Una quindicina di anni fa (forse 17), il giornalista Gian Maria Gazzaniga ebbe a dire di Filippo Inzaghi (allora all’apice della sua carriera di centravanti): «Quando non segna, è inguardabile».
Quando ho visto Dzeko segnare il gol del 2-1 contro il Benevento, ho ripensato a quella battuta… forgiandone un’altra. Avete presente il gol? Sul cross di Under, Dzeko stacca di testa sbagliando il tempo (salta in leggero anticipo, come al solito), e quindi si trova già in fase di ricaduta, al momento di impattare il pallone. Ne consegue che il pallone non è “schiacciato” in rete, ma colpito dal basso verso l’alto: per fortuna della Roma, la sfera tocca la traversa e s’insacca ugualmente. Ecco, in quel momento è nato il seguente distico:


Edin Dzeko è persona buona e degna,
ma è inguardabile pure quando segna…

*

Per combattere la crisi, “bagno turco” e tre sorrisi…

Ed eccoci al trittico di vittorie: Verona Roma 0-1, Roma Benevento 5-2, Udinese Roma 0-2: un “tris” che dà ossigeno alla classifica e nuovo vigore mentale, anche se il gioco è ancora lontano dall’essere convincente; nove punti dovuti, in massima parte, al talento emergente di un giovane turco (quattro reti e un assist).
Sì, è Under il protagonista. A lui, pertanto, sono dedicati i seguenti ottonari (N.B.: tra i versi c’è un termine di sapore letterario: “lurchi”, che significa “beoni ingordi”; si veda Dante, Inferno, XVII, 21: «e come là tra li Tedeschi lurchi…»).


Langue il gioco della squadra,
e imprechiam “Miseria ladra!”
Ma dell’estro del “turchino”
assetati siamo e lurchi;
e per stargli più vicino
bestemmiamo come turchi.


Franco Costantini


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